/ Politica

Politica | 08 novembre 2019, 19:35

Liguria: terremoto in casa PD, Isabella Sorgini si dimette da presidente dell'assemblea regionale dei democratici. Dure critiche nei confronti dei dirigenti regionali

In una missiva inviata in queste ore si parla di come la decisione sia stata dettata da motivi personali ma non sono passate inosservate le aspre critiche mosse al partito per le decisioni politiche assunte. Appare quindi chiara la posizione in contrasto con i vertici.

Isabella Sorgini

Isabella Sorgini

Isabella Sorgini si è dimessa da presidente dell'assemblea regionale del Partito Democratico in Liguria. In una missiva inviata in queste ore si parla di come la decisione sia stata dettata da motivi personali ma non sono passate inosservate le aspre critiche mosse al partito per le decisioni politiche assunte. Appare quindi chiara la posizione in contrasto con i vertici.

“Rassegno le mie dimissioni. Non senza provare l'amarezza di avere vissuto questi ultimi anni in un partito regionale che dì fronte alle innumerevoli sconfitte e divisioni ha reagito con chiusura ed immobilismo e un gruppo dirigente che ha costantemente mortificato gli organismi, o chiamandoli a ratificare decisioni già prese o imprigionandoli dentro sterili e inutili discussioni” - afferma Isabella Sorgini nella lettera inviata ai membri dell'assemblea regionale del PD ed al segretario generale ligure Vito Vattuone.

La lettera prosegue riportando uno stralcio da un articolo di Marcello Fois su l'Espresso dove si parla di un argomento preciso: “Ai profondi cambiamenti della società, alla perdita di riferimenti e valori, al disorientamento collettivo abbiamo scelto il rassicurante 'non scegliere, abbiamo calpestato il coraggio. Si coraggio dunque. Ci vuole coraggio. Quel coraggio che ha saputo sapientemente descrivere Marcello Fois in un articolo sull'Espresso e che voglio condividere con voi. 'Coraggio è un cimento del cuore. Precisamente un dosaggio della quantità di cuore che serve per compiere un'azione non necessariamente dettata dal cervello: Co-raggio dunque. Cì vuole coraggio per decidere di sacrificarsi per qualcuno ma anche per decidere di non farlo. Ci vuole coraggio per stabilire che una vita possa avere un costo e per stabilire a quanto quella cifra possa corrispondere. Ci vuole coraggio per agire all'altezza delle definizioni con cui ci rappresentiamo: democratici, credenti, laici?'”

“…Co-raggio e dunque un carburante sociale, un gradiente attraverso il quale e possibile concepire accordi. Cioè sintonie. Un coro dove si possa cantare insieme ma ognuno con la propria voce in un ambiente non corroso dall'egoismo. Coraggio è una dose di cardio-tonico una sulla di autocoscienza in questo universo di doppie moralità, di ambigue convenienze, di primari tornaconti. Con coraggio si affronta l'impossibile di stare soli di fronte al mondo intero e poi accettarne le conseguenze positive o negative che siano. Il coraggio non ha misura certa, non ha una densità precisa, non è frutto dell'esperienza. Se ne può trovare una quantità immensa in un giovane cuore adolescente come in uno stanco cuore anziano. Può non essercene una stilla in un roboante cuore adulto. Il coraggio può essere solo proclamato, o solo raccontato, o solo millantato. Il coraggio può definire la misura di un'etica ormai scomparsa: un tempo i capitani erano anche coraggiosi'” - così termina la lettera di Isabella Sorgini.

Redazione

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium