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Cronaca | 23 ottobre 2019, 13:44

Imperia: ammettono il furto del furgone ma non quello delle armi i due ventimigliesi arrestati dai Carabinieri

Si tratta di Gilberto Iamundo e Pietro Arleo, pregiudicati ventimigliesi di 34 e 42 anni, arrestati dai Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Sanremo, a conclusione di una tempestiva attività d’indagine, per furto aggravato di armi, tentato furto in abitazione e ricettazione.

Imperia: ammettono il furto del furgone ma non quello delle armi i due ventimigliesi arrestati dai Carabinieri

Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, contestando l’accusa di furto nella villa di Triora ed ammettendo il furto del furgone della ditta ‘Mondino’ parcheggiato in un piazzale a Ventimiglia. Si tratta di Gilberto Iamundo e Pietro Arleo, pregiudicati ventimigliesi di 34 e 42 anni, arrestati dai Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Sanremo, a conclusione di una tempestiva attività d’indagine, per furto aggravato di armi, tentato furto in abitazione e ricettazione.

I fatti risalgano al primo pomeriggio del 4 settembre scorso quando i due uomini, già noti per diversi furti nel corso degli ultimi anni, a bordo di un furgone risultato rubato a Ventimiglia il giorno prima e sul quale avevano applicato una targa francese clonata, sono andati in frazione Cetta a Triora, per svaligiare alcune abitazioni. Secondo le indagini dei Carabinieri i due, approfittando dell’assenza dei proprietari poiché residenti a Sanremo, si sarebbero introdotti in due case confinanti, rubando da una cassaforte in metallo 10 fucili da caccia e due pistole legalmente detenute, una motocarriola, alcuni attrezzi da lavoro ed un profumo da donna.

I due, nel corso dell’interrogatorio di garanzia di questa mattina, hanno ammesso di aver rubato il furgone ma anche di non aver messo a segno il furto delle armi. Per quanto riguarda la presenza del profumo che, secondo i proprietari della casa svaligiata, sarebbe stato nell’abitazione, i due arrestati hanno dichiarato che era già nel furgone, al momento del suo furto.

L’indagine era scattata la mattina dopo il furto, quando i proprietari di casa, accorgendosi del fatto, si sono rivolti ai Carabinieri della Stazione di Triora, che hanno preparato un accurato elenco degli oggetti rubati, richiedendo l’intervento degli investigatori della Sezione Operativa per i rilievi del caso. Proprio durante il sopralluogo, i militari hanno individuato nel cortile di fronte alle due abitazioni tracce di pneumatico compatibile con un grosso furgone e, partendo da tale indizio, hanno visionato le telecamere dei sistemi di videosorveglianza dei comuni di Triora, Molini e Dolceacqua, nonché quelle di alcuni esercizi commerciali della zona, riuscendo ad individuare un furgone bianco con targa francese.

L’analisi minuziosa dei filmati ha consentito di risalire all’identità dei due ladri i quali, ingenuamente, poco prima di commettere il furto, hanno effettuato una sosta a Molini di Triora, forse per un caffè, scendendo dal veicolo a volto scoperto e venendo così immortalati dalle telecamere e riconosciuti in maniera certa. Sempre dai filmati è emerso che, dopo aver messo a segno il colpo, i due hanno fatto rientro a Ventimiglia percorrendo le strade della Provinciale 65 in direzione e Pigna e 70 di Dolceacqua, cercando così di far perdere le proprie tracce.

Qualche giorno dopo il furgone, con ancora la targa clonata è stato ritrovato dagli inquirenti in un terreno a Ventimiglia e restituito al legittimo proprietario. Al suo interno non è stata rinvenuta la cassaforte ma solo qualche utensile da lavoro e la confezione contenente il profumo da donna. Probabilmente i due, credendo si trattasse di un profumo di modico valore, hanno deciso di abbandonarlo nel furgone inconsapevoli che proprio quell’oggetto sarebbe stato determinante per la risoluzione del caso.

I due ventimigliesi rimangono in carcere in attesa dell’eventuale convalida dell’arresto e rinvio a giudizio.

Carlo Alessi

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