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Cronaca | 21 ottobre 2019, 17:30

Imperia: celebrati i funerali di Antonio Zappatore, Suetta: "Non insistiamo sul perché, una risposta non c'è stata neanche nel suo cuore" (foto)

"Che modo strano di andare al Signore quello di Antonio, anche un po’ sbagliato ma non per questo non raggiungibile dalla misericordia di Dio"

Imperia: celebrati i funerali di Antonio Zappatore, Suetta: "Non insistiamo sul perché, una risposta non c'è stata neanche nel suo cuore" (foto)

Non insistiamo sul perché, non troveremo risposta, e sono sicuro che una vera risposta non ci sia stata neanche nel cuore di Antonio”. Con queste parole il Vescovo di Ventimiglia e Sanremo Antonino Suetta, ha ricordato nella sua omelia, Antonio Zappatore, il comandante dei Carabinieri di Pieve di Teco morto nei giorni scorsi, probabilmente suicida.

Questo pomeriggio, nella Basilica di San Giovanni, si sono svolti i funerali, alla presenza delle principali autorità civili e militari della provincia e della regione, tra cui il comandante della Legione Liguria dell’Arma dei Carabinieri, Pietro Oresta, che ha ricordato Zappatore per la sua capacità nel lavoro e la sua eccezionalità. A ricordare il comandante, dall’altare, anche il parroco di Pieve di Teco.

Per prima cosa, - ha detto il Vescovo nella sua omelia - vorrei rivolgervi un saluto affettuoso non come formalità, ma come gesto che ci aiuti a condividere questo momento di grande dolore, ma anche di fede, di speranza e solidarietà. Desidero portare le mie condoglianze alle figlie, alla famiglia, ai colleghi e agli amici che hanno condiviso con Antonio un pezzo di vita. Siamo raccolti qui per fare un ultimo grande atto di carità e di affetto nei confronti di Antonio. Questo atto non è solo fatto dalla nostra preghiera,dalla nostra presenza ma questo ricordo è fatto di fede. L’evidenza che balza ai nostri occhi è che tutto sia finito in modo tragico. Questo è un aspetto, ma non l’unico con il quale dobbiamo vivere questa circostanza. Io so che nelle persone più vicine ad Antonio si affaccia una domanda: perché? Vorrei dire con umiltà di non insistere su questa domanda. Perché non troveremo risposta e sono sicuro che una vera risposta non ci sia stata neanche nel cuore di Antonio.

Neppure noi conosciamo noi stessi pienamente e fino in fondo, c’è qualcosa che ci sfugge, qualcosa che non vediamo con chiarezza o non abbiamo il coraggio di guardare in faccia ed è lì che affiora la nostra debolezza, la nostra fragilità. Sono aspetti dei quali non ci dobbiamo vergognare, anziché del ‘perché’ noi ora vogliamo accogliere due principi. Per primo dare a questo momento di preghiera il senso profondo della tenerezza, penso che la sofferenza più atroce dei suoi cari sia quella di non aver potuto condividere questo momento drammatico della vita. Non è stato possibile, ma credo che tante volte Antonio abbia potuto testimoniare e incontrare la tenerezza di Dio con il suo servizio con quanto ha fatto. Che modo strano di andare al Signore quello di Antonio, anche un po’ sbagliato ma non per questo non raggiungibile dalla misericordia di Dio.

Noi ora accogliamo nel cuore questa certezza: il signore non rifiuta nessuno, si lascia trovare da chi lo cerca. E allora anche un gesto disperato nelle mani di Dio può diventare un gesto di affidamento. La nostra preghiera è per questo. Che il Signore lo accolga ricompensando il bene che Antonio ha fatto nella vita. È il dono più bello che possiamo fare ad Antonio dimostrandogli il nostro affetto. Il secondo pensiero è che quando la vita toglie le sicurezze possiamo guardare con maggiore luce quello che il signore ha preparato per noi. Ce lo ha detto il Signore stesso: preparerà su questo monte un banchetto per tutti i popoli. Siamo attesi ad una festa che il signore ha preparato per noi è che per sempre ci vedrà con lui. Oggi viviamo grande tristezza perché nel nostro cuore sembra risuonare l’idea che tutto sia finito ma la morte così tragica e angosciante non è l’ultima parola sulla vita dell’uomo, ma è la sua salvezza, la sua vita eterna. Queste parole del signore cadano su di noi e si compiano per Antonio che accompagni i suoi cari a vivere la vita in maniera fedele al Vangelo. Anche per noi un giorno si compirà questo passaggio non sappiamo quando e come, ma non dobbiamo viverlo con tristezza ma con la certezza che vivremo la festa che il signore ha preparato per noi. Ad Antonio ancora un messaggio di stima per la sua vita che ha voluto spendere nell’onesta e a servizio del bene
”.

Redazione

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