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Attualità | 21 ottobre 2019, 07:05

Imperia: una petizione lanciata ieri sera per chiedere al Sindaco di chiudere le scuole, oltre 600 le firme

Una sottoscrizione ovviamente partita troppo tardi. Le classi stanno ormai per aprire. Sarà interessante verificare, nel corso delle prossime ore, se nelle aule delle scuole di Imperia saranno più i presenti che gli assenti, magari in virtù di una sorta di ‘ordinanza’ decisa più dai genitori che da altri.

Imperia: una petizione lanciata ieri sera per chiedere al Sindaco di chiudere le scuole, oltre 600 le firme

Anche una petizione on line per chiedere al Sindaco di Imperia, Claudio Scajola, di cambiare la decisione presa ieri pomeriggio di non chiudere le scuole e le aree pubbliche, in occasione dell’allerta di livello ‘arancio’, emessa ieri e valida fino alle 15 di oggi nella nostra provincia.

E’ stata lanciata sul noto portale change.org e, ieri sera in pochi minuti ha raggiunto quota 600 anche se l’obiettivo era di mille firme. Ieri, lo ricordiamo, il primo cittadino imperiese è stato l’unico a non emanare l’ordinanza di chiusura delle scuole e, dopo la decisione del preside del ‘Ruffini’ successivamente rientrata, questa mattina gli studenti del capoluogo saranno gli unici ad andare tra i banchi.

Una decisione che, secondo quanto si vede dal cielo potrebbe anche risultare corretta ma che porta a molti a farsi anche delle domande: e se il temporale delle 4 fosse transitato alle 7, cosa sarebbe potuto accadere? Gli studenti che arrivano dall’entroterra avrebbero potuto riscontrare problemi nei collegamenti sulle strade? Interrogativi ovviamente senza risposta ma che hanno forse portato ieri a lanciarla petizione.

Una sottoscrizione sicuramente inutile, visto che è stata promossa troppo tardi e che, comunque, non potrà smuovere il Sindaco dalla sua decisione, visto che ormai è quasi ora di entrare in classe. Sarà interessante verificare, nel corso delle prossime ore, se nelle aule delle scuole di Imperia saranno più i presenti che gli assenti, magari in virtù di una sorta di ‘ordinanza’ decisa più dai genitori che da altri.

Carlo Alessi

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