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Ventimiglia Vallecrosia Bordighera | 17 ottobre 2019, 12:02

Imperia: consegnate al Prefetto le 59.919 firme per chiedere il ripristino della scorta al magistrato Grazia Pradella (Foto e Video)

Questa mattina i promotori della raccolta, Claudio Porchia, giornalista e attivista, e Giovanni Impastato, fratello di Peppino, ucciso per volontà dell’ex boss di cosa nostra Tano Badalamenti, si sono recati in Prefettura dove hanno avuto un colloquio con Alberto Intini

Imperia: consegnate al Prefetto le 59.919 firme per chiedere il ripristino della scorta al magistrato Grazia Pradella (Foto e Video)

Sono state consegnate al Prefetto Alberto Intini le 59.919 firme raccolte per chiedere il ripristino della scorta a Grazia Pradella, il Procuratore Aggiunto di Imperia a cui è stato revocato il sistema di protezione nelle ultime settimane.

Questa mattina i promotori della raccolta, Claudio Porchia, giornalista e attivista, e Giovanni Impastato, fratello di Peppino, ucciso per volontà dell’ex boss di cosa nostra Tano Badalamenti, si sono recati in Prefettura dove hanno avuto un colloquio con Intini.



La petizione – ha detto Claudio Porchia all’uscita - chiedeva di restituire la scorta a un magistrato, Grazia Pradella, a cui era stata tolta. Un magistrato che è stato individuato da molti cittadini come punto di riferimento importante nelle indagini che vengono condotte in provincia su reati contro la pubblica amministrazione. Nella chiacchierata che abbiamo fatto col Prefetto sono state chiarite le ragioni tecniche alla base di questa decisione di togliere la scorta o comunque di ridurre il livello di vigilanza del magistrato, e abbiamo ribadito la necessità di un impegno in questa provincia su un’attività antimafia importante, perché siamo molto preoccupati per le infiltrazioni criminali che ci sono in questa provincia, soprattutto nell’ambito dei reati contro la pubblica amministrazione”.

Il colloquio col Prefetto – ha aggiunto Giovanni Impastato – è stato molto cordiale, ha valutato quello che noi abbiamo portato, soprattutto le firme e riterrà opportuno nella sede competente, valutare tutto quello che noi gli abbiamo proposto. La cosa mi fa grande piacere perché è un’iniziativa che noi abbiamo portato avanti in concomitanza con altre persone che hanno subito la stessa cosa, per quanto riguarda Saviano e Ruotolo. Per noi è stata una battaglia importante di civiltà e democrazia. Queste sono cose che doverosamente si debbono fare, ora spetterà al Prefetto e agli organi competenti valutare tutto”.

I due, usciti dalla Prefettura hanno incontrato il magistrato, in un colloquio privato: “La incontriamo per dirle che abbiamo concluso l’iniziativa con la consegna delle firme. Solo per questo, non penso che possiamo affrontare altri argomenti da questo punto di vista, perché si pronunceranno gli organi competenti”, spiega Impastato, che sul tema della criminalità organizzata in provincia di Imperia, dice: “La criminalità organizzata qui esiste, ci sono infiltrazioni mafiose, non ci sono dubbi che anche in Liguria ci sono state delle confische che testimoniano che la mafia è presente pure qui, non è una prerogativa di noi siciliani, dei calabresi, dei campani o dei pugliesi, ma riguarda tutto il territorio nazionale. Qui ci sono state indagini, inchieste che confermano tutto questo, perché oggi la mafia è cambiata, la mafia segue il denaro, come diceva Giovanni Falcone tantissimi anni fa. La mafia qua si inserisce in un sistema di potere economico, politico, telematico. Oggi è cambiato tutto e allora bisogna stare attenti, bisogna vigilare su tutto quello che sta succedendo, soprattutto in questi ultimi mesi”. 

Francesco Li Noce

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