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Cronaca | 14 ottobre 2019, 17:43

Reggio Calabria: requisitoria al processo Breakfast, Scajola: "Il Pm è rimasto alle accuse di cinque anni fa" (Foto e Video)

"Non ha fatto che ribadire la tesi d’accusa di cinque anni fa, smentita negli atti e nei fatti dalla discussione dei testimoni che sono passati"

Reggio Calabria: requisitoria al processo Breakfast, Scajola: "Il Pm è rimasto alle accuse di cinque anni fa" (Foto e Video)

Per il Pm Giuseppe Lombardo, Claudio Scajola è stato una pedina fondamentale nella rete di protezione che ha aiutato Amedeo Matacena nel tentativo di latitanza. Lo ha detto durante la lunga requisitoria al processo Breakfast che vede il Sindaco di Imperia imputato. Lo stesso primo cittadino ha rilasciato a Imperia News alcune dichiarazioni al termine dell’udienza.



Finalmente ci avviamo alla fine. – ha commentato Scajola – C’è la requisitoria del Pm che sembra non abbia seguito e fatto memoria di quello che è emerso nel dibattimento. Non ha fatto che ribadire la tesi d’accusa di cinque anni fa, smentita negli atti e nei fatti dalla discussione dei testimoni che sono passati. Di positivo mi pare di cogliere che abbia già rinunciato all’aggravante da quello che ha detto nella sua premessa, e di positivo c’è che andando verso la fine si potrà dimostrare ancora una volta, con i miei difensori, l’infondatezza di queste accuse, e ahimè la gravità di aver occupato cinque anni per arrivare alla conclusione di questo processo”.

Scajola in aula ha bollato come false le parole del Pm che gli contesta di aver aiutato Amedeo Matacena, e non Chiara Rizzo, come sostenuto dal Sindaco di Imperia.

Da tutto ciò che è emerso durante la discussione, è che io ho cercato di ottenere se era possibile, l’asilo politico tramite le ambasciate nei confronti di Amedeo Matacena, su richiesta di sua moglie”.

Un altro passaggio della requisitoria riguarda un presunto fax di Amin Gemayel, ex presidente del Libano, prova del tentativo di spostamento in quel Paese.

Mi parrebbe molto strano che lo stesso Gemayel cinque anni fa dichiarò di non aver mai parlato con me di questo argomento, dichiarò che non aveva mai fatto nessun fax, che è evidente leggendo il fax che è una cosa non vera, che è un falso, oltretutto inviato da un ufficio postale e non dall’ufficio di Gemayel. Questi sono fatti, non parole”.

Dalla nostra corrispondente a Reggio Calabria Angela Panzera

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