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Cronaca | 11 ottobre 2019, 11:13

Imperia: furti in appartamento, l'operazione 'Predator' si conclude con l'ultima condanna a un anno e otto mesi

Tra il 2015 e il 2016, la banda si è resa protagonista di numerosi di furti tra Imperia, Sanremo, Diano Marina, Cipressa, Costarainera, Bajardo, Ceriana, Taggia, Dolcedo e Loano

Imperia: furti in appartamento, l'operazione 'Predator' si conclude con l'ultima condanna a un anno e otto mesi

Si chiude il cerchio sull’operazione ‘Predator’ dei Carabinieri che aveva portato a quattro condanne nei confronti di un italiano e tre rumeni, responsabili di numerosi furti in appartamento, commessi tra il 2015 e il 2016 tra Imperia, , Sanremo, Diano Marina, Cipressa, Costarainera, Bajardo, Ceriana, Taggia, Dolcedo e Loano.

Lo scorso mercoledì l’ultimo atto, con la condanna in abbreviato a un anno e otto mesi, nei confronti di un ventiseienne albanese, difeso dall’avvocato Ramadan Tahiri. Il giudice Anna Bonsignorio, a differenza che per gli altri imputati, ha assolto tuttavia il giovane per sette furti contestati, condannandolo solo alla ricettazione relativa a un episodio.

Gli altri componenti della banda, già condannati sono: Luca Tibaldi, 29enne di Alba, residente a Agliano Terme, condannato a tre anni e quattro mesi, Florin Dochita di 32 anni, condannato a tre anni, Gabriel Bucica, 29, condannato a quattro anni e Sipos Petrica, 30 anni, condannato a quattro anni e otto mesi. Quest'ultimo, autore di quindici tentati furti in casa e tredici furti consumati di automobili, era recidivo specifico infraquinquennale. Nel 2016 erano stati catturati dai Carabinieri, nell’ambito dell’operazione 'Predator'. I quattro erano assistiti dagli avvocati Davide La Monica e Luca Ritzu.

Grazie ai filmati delle telecamere di sorveglianza di una delle abitazioni colpite, che hanno poi trovato puntuale riscontro nelle immagini estrapolate dall’impianto di videosorveglianza del Comune di Costarainera, è stata individuata un’autovettura, mezzo utilizzato dalla “batteria” per raggiungere ed allontanarsi dai luoghi di reato.

Già dai primi accertamenti è emerso che la “banda” avesse un profilo di georeferenziazione ultra provinciale, cosa che ha indotto il Comando Provinciale dei Carabinieri e l’Autorità Giudiziaria (Dott.ssa Grazia Pradella, Procuratore Aggiunto e Sost. Proc. Alessandro Bogliolo) a incaricare dell’attività d’indagine il Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Imperia, pronosticando un impegno intenso e prolungato che avrebbe sottratto importanti risorse ai reparti territoriali, la cui attività è più specificamente orientata alla prevenzione, al pronto intervento ed al controllo del territorio.

Il prosieguo dell’attività investigativa, condotta nel modo più tradizionale (servizi di osservazione, controllo e pedinamento, intercettazioni telefoniche, esame di centinaia di ore di video da telecamere di sorveglianza pubbliche e private) ha consentito di attribuire agli indagati la paternità di diversi furti in abitazione e su auto in sosta.

Nello specifico:
- il 15 dicembre 2015, due tentati furti e due furti in abitazione compiuti a Cipressa e due furti in abitazione a Costarainera;
il 19 febbraio 2016, un furto in abitazione a Dolcedo ed una simulazione di reato a Diano Marina;
- il 26 febbraio ricettazione di alcuni monili in oro a Sanremo;
- il 15 marzo un furto su auto a Sanremo e la ricettazione dell’autoradio rubata a Imperia;
- tra il 18 ed il 30 marzo, tutti furti su auto: uno a Bajardo, tre tentati a Ceriana, un furto a Vallebona, un furto e quattro tentativi a Bordighera, un furto e quattro tentati a Taggia, quattro tentativi ed un furto consumato a Loano, un furto a Sanremo; inoltre, la ricettazione di un tablet a Taggia;
- nel mese di aprile la ricettazione a Sanremo di un’autoradio rubata e due furti su auto a Taggia.

L'operazione è scattata alle 5 del 2 novembre 2016: i militari del Nucleo Investigativo con il supporto dei reparti della provincia e dei Carabinieri di Cuneo e Bra hanno dato esecuzione a quattro misure di custodia cautelare in carcere e notificato l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria a carico di tre soggetti, albanesi e rumeni. Nell’indagine è risultato coinvolto anche un italiano, destinatario della misura detentiva.

L’operazione ha visto l’impiego di 54 Carabinieri ed è stata resa decisamente difficoltosa dalla localizzazione delle persone coinvolte, alcune delle quali non agilmente reperibili sul territorio nazionale. Altri soggetti erano stati coinvolti dalle indagini.

La ricostruzione degli eventi ha permesso di accertare che la “batteria”, come definita dai Carabinieri, era in realtà costituita da due sottogruppi: il primo dedicato ai furti in abitazione, composto prevalentemente da soggetti albanesi, che raggiungeva il luogo in cui colpire a bordo del veicolo messo a disposizione dal soggetto italiano; il secondo gruppo dedito, invece, ai furti su auto in sosta, composto prevalentemente da soggetti rumeni.

Il trait-d’union tra i due sottogruppi era costituito dal soggetto italiano, i cui contatti hanno permesso agli investigatori di aprire una “finestra” sui furti su auto in sosta: il censimento delle conversazioni del soggetto ha infatti indotto i Carabinieri a ritenere che i “nuovi interlocutori” non fossero tanto interessati alle abitazioni quanto ai beni custoditi sulle auto. I beni sottratti dalle auto in sosta venivano, infatti, ceduti a più persone, tra le quali è emersa la figura di C.D., 38enne romeno, trovato oggi in possesso di un tablet rubato. Sul mercato 'parallelo' un’autoradio del valore di 800 euro veniva rivenduta a 200, ¼ del prezzo di mercato.

Ancora, un esercizio tipo “Compro Oro” di Sanremo è stato sottoposto a controllo e perquisizione perché, nel corso dell’indagine, ha acquistato dal gruppo italo-albanese diversi monili in oro senza troppe “formalità”: La commessa ha infatti acquisito il bene senza alcuna registrazione del documento. Ha affermato in seguito, nel corso di un controllo amministrativo, di non aver registrato il cliente perché già presente in archivio, cosa non rispondente al vero perché la transazione era stata eseguita dal soggetto italiano e la donna ha fatto riferimento ad un individuo straniero. Salvo poi informare l’italiano dell’avvenuto controllo di polizia.

Nel corso dell’indagine venne recuperata della refurtiva in un garage di Sanremo, nella disponibilità di un ricettatore romeno, e sono stati tratti in arresto in flagranza di furto in un’abitazione matuziana altri due cittadini romeni.

Francesco Li Noce

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