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Economia | 09 ottobre 2019, 18:15

Confindustria, dopo 4 anni Alberto Alberti lascia la presidenza e rivela: "L'ex caserma dei Vigili del Fuoco sarà la sede del polo tecnologico industriale"

A succedergli per la prima volta una donna, imprenditrice nel settore della nautica, il cui nome verrà svelato domani pomeriggio all'assemblea pubblica

Confindustria, dopo 4 anni Alberto Alberti lascia la presidenza e rivela: "L'ex caserma dei Vigili del Fuoco sarà la sede del polo tecnologico industriale"

Sarà con molta probabilità l’ex caserma dei Vigili del Fuoco di Imperia in via Delbecchi la sede del nuovo polo tecnologico industriale. Il passaggio di proprietà dalla Provincia ai nuovi proprietari è ormai una formalità. A rivelarlo al nostro giornale è Alberto Alberti, patron di ‘Latte Alberti’ e per poche ore ancora presidente dell’Unione Industriali, pronto a lasciare il posto al suo successore, il cui nome sarà rivelato durante l’assemblea di domani pomeriggio. Si tratta per la prima volta di una donna, imprenditrice nel settore della nautica.

Nei quattro anni in cui Alberti è stato presidente, tante sono state le sfide affrontate, ma quella del polo tecnologico è stata forse la principale che ha caratterizzato il suo mandato, ma non l’unica.

Mi ero posto due-tre obiettivi, che, ragionando da imprenditore mi sarei aspettato di portare a termine un po’ prima. - spiega Alberti – Quando ho iniziato ho comunicato il mio sogno al direttore Paolo Della Pietra, ovvero di creare un indotto tale da poter creare circa 120 posti di lavoro che il nostro territorio avrebbe perso a breve con la chiusura dell’Agnesi. A Imperia, spiegavo a Paolo, non c’è la possibilità di portare grandi capitali, ma si possono utilizzare le risorse che abbiamo. La principale è il clima. Per questo nei miei piani c’era quello di generare attività imprenditoriali che potessero sfruttare questo fattore, soprattutto dal punto di vista turistico, un settore che devo dire, è sempre stato positivo negli ultimi anni”.

Tornando al polo tecnologico, Alberti spiega che: “un altro obiettivo era portare aziende che non inquinano, legate ai servizi di informatica. Il sogno era il polo tecnologico. All’Unione Industriali avevamo già sei, sette aziende consociate operanti nel mondo dell’informatica, con clienti in tutto il mondo, e che non si fanno concorrenza tra di loro, ma che chiedevano anzi di lavorare insieme, in sinergia”.

La prima sfida è stata trovare la sede: “abbiamo pensato all’ex Camera di Commercio, allargando poi la possibilità all’ex Genio Civile, dove però ci sono gli uffici della Regione. Poi abbiamo pensato allo sviluppo sul fronte mare, quindi l’area di proprietà di Colussi alle ex Ferriere, e infine all’ex caserma dei Vigili del Fuoco, che sembrerebbe essere la scelta definitiva, anche perché in quella zona c’è il passaggio della fibra ottica. Siamo al momento delle firme, abbiamo già cinque, sei aziende pronte a entrare, tra cui imprese straniere. È il lavoro del futuro”.

Un altro obiettivo che Alberti ha portato a termine nel suo mandato riguarda la fornitura di gas nella valle Impero, grazie a un accordo con Italgas.

Imperia in questi anni ha conosciuto però anche momenti di crisi, il più importante la chiusura dell’Agnesi.

Al mio arrivo, il caso era aperto da anni e si stava protraendo. Era una strada già tracciata per volontà dell’imprenditore, giusta o sbagliata che fosse. L’Unione Industriali, come nessun altro degli attori coinvolti, avrebbero potuto fare niente. È stata una sconfitta, non tanto nostra, ma del territorio”.

Le sfide che attenderanno il nuovo presidente riguarderanno anche altri settori come l’agroalimentare, “che si sta difendendo bene”, commenta il presidente uscente, e la cantieristica portuale.

Alberti, che presiederà ancora l’assemblea pubblica di gennaio, quando verrà a Imperia il presidente nazionale di Confindustria Vincenzo Boccia, chiude l’intervista ricordando il ruolo che ha avuto la politica nella realizzazione dei progetti, con un occhio di riguardo alla Regione, “con cui abbiamo avuto una buona collaborazione, soprattutto con l’Assessore Marco Scajola”, e con la Provincia, proprietaria dello stabile in cui sorgerà il polo tecnologico industriale.

Francesco Li Noce

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