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Al Direttore | 09 ottobre 2019, 10:18

Sanremo: la lettera aperta di una nostra lettrice affetta dal morbo di Crohn all'assessore alla Sanità Viale

"Vorrei indicarle quel Reparto di Eccellenza del nostro Ospedale Civile Borea di Sanremo. La parola Eccellenza, la scrivo con la E maiuscola, perché lo meritano!"

Sanremo: la lettera aperta di una nostra lettrice affetta dal morbo di Crohn all'assessore alla Sanità Viale

Essere una voce per tutti coloro che sono affetti da malattie autoimmuni nella città di Sanremo”, questo il desiderio di una nostra lettrice che ha scritto una lettera aperta destinata all’assessore regionale alla Sanità Sonia Viale per condividere la sua esperienza personale nel reparto specifico dell’ospedale Borea e per complimentarsi, nonostante la difficile malattia che la affligge, con i medici che la seguono da circa diciotto anni.

"Buongiorno Assessore alla Sanità della Regione Liguria. La seguo ormai da tanto tempo, qualcuno di nostra conoscenza ha avuto fiducia in lei.  E sappiamo tutte e due che raramente sbagliava e, non con lei perché aveva visto la sua indole. Vorrei aprire una parte riservata in questo momento delicato della mia vita privata, che qualcuno conosce... qualcun'altro no! Vorrei indicarle quel Reparto di Eccellenza del nostro Ospedale Civile Borea di Sanremo. La parola Eccellenza, la scrivo con la E maiuscola, perché lo meritano!  Mi scuso con gli altri reparti, per me anche loro sono tutti di eccellenza li ho frequentati quasi tutti; sono quei due unici ospedali di Sanremo ed Imperia e i vari ambulatori sparsi da Ventimiglia a Imperia.  Il più delle volte intasati dalla massa di tutto il nostro grande, grandissimo comprensorio sanitario imperiese, che a volte va in tilt, ma il più delle volte no, quando la massa dei turisti arriva, quasi a sembrare un'orda di unni, sbraitando quanto sono bravissimi i loro medici delle loro regioni o peggio ancora delle loro Nazioni..., Non lo metto in dubbio, ma un minimo di rispetto.  Siamo in ospedale!

Ognuno di noi pensa che il proprio dolore sia più grande, più difficile da curare, come se stessimo tutti al nastro di partenza, per arrivare primi e tagliare il traguardo dei 100 metri piani alle Olimpiadi della vita..., ognuno guarda il proprio ombelico, anch'io l'ho fatto! purtroppo e me ne scuso. La informo che a dicembre, il prof. Conio e tutta l'equipe medica e infermieristica, di concerto con l'Ambulatorio MI.CI. seguito dal Dr. Massimo Picasso, il Day Hospital seguito dalla preparata e sempre cortese sig.ra Airenti del Reparto di cui sopra di eccellenza da illo tempore, eseguiranno oltre alla dilatazione dell'intestino, una valutazione oggettiva della ennesima terapia intrapresa con lo Stelara INN USTEKINUMAB. Che nome difficile.

Mi sono permessa sottolineare quanto sopra scritto, in quanto il Reparto mi segue oramai dal lontano 2001 da quella unica ed originale delicata operazione e seguita dall'allora Dr. Amato, poi da quell'Ambulatorio MI.CI. ancora in fase embrionale seguito dal Dr. Dalla Libera, oggi al San Martino di Genova, se non erro, in buona sostanza sono stata la prima paziente affetta da Malattia di Crohn di Sanremo di quell'Ambulatorio.  Purtroppo per loro, una paziente molto particolare, in quanto ogni e sottolineo e rimarco, ogni terapia non ha portato i frutti sperati.  Quegli stessi medici che hanno a cuore ogni loro paziente, oggi sperano e confidano in questa terapia, perché forse, e finalmente questa paziente, a volte possa vivere nel modo più dignitoso possibile considerata l'età e la conscia ed oggettiva certezza che, ad oggi, non c'è il vaccino o farmaco risolutore per questa malattia autoimmune.

Non è piaggeria è riconoscere la bravura di medici ed infermieri a volte bistrattati e sottovalutati da alcuni pazienti impauriti che preferiscono peregrinare presso strutture e nomi altisonanti di altre regioni.  Li capisco e forse li comprendo, la salute va riguardata ad ogni età. Ecco, gentilissima Assessore alla Sanità della nostra amata Regione Liguria, già Avv.ta Sonia Viale, ho messo in pubblica piazza una parte di me e un pochino mi vergogno, mi hanno insegnato, ed avevo solo diciotto anni ed oggi alla quasi soglia dei sessanta, a mantenere un basso profilo e non un profilo basso. Confido in lei".

Redazione

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