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Cronaca | 07 ottobre 2019, 11:57

Il blogger Christian Abbondanza a processo per diffamazione nei confronti di Daniele Comandini, il fascicolo trasferito a Savona

Abbondanza deve rispondere del reato di diffamazione per alcuni articoli pubblicati sul suo sito, che facevano riferimento all’amicizia tra Comandini e Carmine Mafodda, figlio del boss di ‘ndrangheta Palmiro Mafodda

Il blogger Christian Abbondanza a processo per diffamazione nei confronti di Daniele Comandini, il fascicolo trasferito a Savona

Il blogger Christian Abbondanza, gestore del sito "Casa della legalità", a processo per diffamazione nei confronti di Daniele Comandini, candidato del MoVimento 5 Stelle alle regionali del 2015. Abbondanza deve rispondere del reato di diffamazione per alcuni articoli pubblicati sul suo sito, che facevano riferimento all’amicizia tra Comandini e Carmine Mafodda, figlio del boss di ‘ndrangheta Palmiro Mafodda.

Nel dettaglio, ad Abbondanza sono contestati due articoli pubblicati sul sito dai titoli: “I volti del MoVimento 5 Stelle nella roccaforte di ‘ndrangheta, i pacchetti di voti e altri dettagli sull’imperiese”, e “MoVimento 5 Stelle, Comandini Daniele non ha rinunciato alla candidatura. L’annuncio della Salvatore e di Fico è stato un grande bluff a 5 Stelle”.

In uno degli articoli si legge: “Comandini confermato candidato nonostante la richiesta di escluderlo dalla lista promossa dal Portavoce del M5S del Comune di Imperia, proprio per il suo legale solido con il Mafodda”.

Nell’altro:Una candidatura imbarazzante che rappresenta l’ultimo tassello di una selezione di candidati M5S nell’imperiese, viziata da un uso ‘mafioso’ delle preferenze”.

Il processo si è aperto questa mattina davanti al giudice Antonio Romano, il quale, ha trasferito gli atti a Savona, provincia in cui risiede Abbondanza. Come sottolineato dalla difesa, rappresentata dall’avvocato Riccardo Di Rella, sostituito questa mattina dalla collega Angela Basso, si è posta infatti una questione di incompetenza territoriale. Per i reati di diffamazione tramite internet è infatti competente il tribunale che si trova nella città di residenza dell’imputato.

Nel 2017, il giornalista Antonio Amorosi era stato assolto dal reato di diffamazione per aver accostato il MoVimento 5 Stelle alla ‘ndrangheta, proprio relativamente a questa vicenda.

Francesco Li Noce

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