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PILLOLE DI INFORMATICA AZIENDALE | 10 settembre 2019, 09:00

Il Cybersquatting o Domain Grabbing

Oggi parleremo di una pratica purtroppo ancora in voga tra i malintenzionati e “guru dell’internet”: il cybersquatting (o domain grabbing).

Il Cybersquatting o Domain Grabbing

Sappiamo tutti come internet ha completamente cambiato il nostro modo di vivere diventando la fonte primaria di informazioni e rivoluzionando il modo in cui le imprese operano e comunicano con i loro clienti.

Per acquisire nuovi clienti è sempre più importante essere visibili su ogni mezzo che le persone utilizzano per reperire informazioni sui prodotti e i servizi che intendono acquistare: la maggioranza delle persone si rivolge quindi ad Internet, in particolare ai motori di ricerca come Google o Bing.

Infatti, anche se hanno sentito parlare della vostra Azienda, le persone potrebbero voler cercare su internet maggiori informazioni prima di decidere di venire presso la vostra attività. Di conseguenza è importante avere un sito web, ed è proprio in questo contesto che entrano in gioco i peggiori “cyber-furbi” dell’internet.

Per cybersquatting si intende la registrazione di nomi a dominio che comprendono (anche solo parzialmente) un nome, un marchio o un altro segno distintivo altrui, senza il consenso dell’avente diritto.

Lo scopo di questa pratica (una delle pratiche più infantili e poco professionali che si possano attuare al giorno d’oggi) è di sfruttare la notorietà e la capacità attrattiva del marchio per vendere prodotti o servizi contraffatti oppure anche solo per dirottare il traffico internet distogliendolo dal sito originale oppure infine per offrire il dominio in vendita al titolare del nome, del marchio o dell’altro segno distintivo.

Ma c’è la possibilità di difendersi: infatti, l’art. 22 del Codice della proprietà industriale, nel disciplinare l’unitarietà dei segni distintivi, fa espresso divieto di adottare come nome a dominio di un sito usato nell’attività economica un segno uguale o simile al marchio altrui, laddove possa determinarsi un rischio di confusione per il pubblico, causato anche dalla sola affinità tra l’attività di impresa dei titolari del marchio ed il nome a dominio adottato. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha avuto modo di occuparsi proprio di questa fattispecie, ed ha reputato la condotta del “finto professionista”, consistente nella registrazione ed utilizzazione di un nome a dominio, in assenza di qualunque rapporto con l’omonimo operatore, idonea ad essere definita “pratica commerciale scorretta”, o ingannevole, esplicitamente vietate ai sensi del Codice del Consumo (AGCM, 9 ottobre 2012 n. 23976).

Il consiglio è quindi di stare molto attenti e registrare sempre, dove possibile, il proprio nome a dominio (senza necessariamente pubblicare un sito web).

Per chi fosse interessato, ESSEGI COMPUTER (Azienda leader del settore dell’informatica aziendale da oltre 30 anni) è a Vostra disposizione per un’analisi GRATUITA dei nomi a dominio liberi riconducibili alla Vostra attività, ed eventualmente conoscerne gli attuali possessori.

ESSEGI COMPUTER S.R.L.

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18100 Imperia (IM)

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