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Sanremo Ospedaletti | 19 agosto 2019, 09:04

Sanremo: intervista alla fotografa Angela Perri in attesa della sua mostra “La musica che gira intorno”

L'inaugurazione è in programma sabato 7 settembre al Casinò di Sanremo

Angela Perri

Angela Perri

Conto alla rovescia per l'apertura della mostra “La musica che gira intorno” di Angela Perri, in programma sabato 7 settembre al Casinò di Sanremo.

Angela Perri, fotografa di musica live e spettacolo, ha scattato a diverse rassegne musicali, come il Premio Tenco, il Premio Bindi, il Premio Lunezia, il “Wind Capodanno in Musica”, Collisioni Festival e concerti di nomi importanti della musica italiana tra cui Franco Battiato, Ligabue, Umberto Tozzi, Edoardo Bennato, Jovanotti, Laura Pausini, Vasco Rossi.

Mentre si avvicina la data dell'inaugurazione abbiamo intervistato Angela Perri per conoscere meglio il suo lavoro e la sua mostra “La musica che gira intorno”.

Abbiamo parlato molto di fotografia in queste diverse interviste, e visto che la sua fotografia gira intorno alla musica, quando è iniziata la passione per la musica?
Sentii il primo gruppo suonare quando avevo appena 16 anni: The Jokers Blues Band. Con loro ho iniziato ad amare il blues e la musica live! Li seguivo ovunque perchè quella musica mi dava energia. Ma il mio primo incontro con la musica è iniziato parecchi anni prima… Nel mio paesino, Pompeiana, la sera, c'era un maestro di musica che veniva da fuori e formava i ragazzi con lezioni di base per poi portarli a suonare nella banda del paese. Io ero la più piccola degli studenti, avevo appena sei anni. Scoprii il pentagramma e tutte le sue note, studiai solfeggio e poi anni dopo uscii in banda con il clarinetto. Suonai per diversi anni, poi abbandonai quel percorso. Ora, dopo tanto tempo, ho ripreso a dedicarmi alla musica per imparare lo strumento che ho sempre desiderato suonare: il pianoforte. Penso che il suo suono sia uno dei più dolci e soavi. Ultimamente non sto più seguendo le lezioni perchè l'organizzazione della mostra è impegnativa, ma ho in programma di riprendere al più presto. La musica è qualcosa che non può mancare nella mia vita, come la fotografia. Il caso ha voluto che la sera dell'inaugurazione ci sarà solo uno strumento sul palco… Indovinate quale? Un pianoforte! Quando Alessandro Errico, il testimonial della mostra, mi disse che aveva bisogno solo di un piano, potrete immaginare la mia gioia! Così ora vi ho fornito anche un'anticipazione in più…

La musica è il cardine principale di questa mostra, ma cos'è la musica per Angela Perri?
La musica per me è nutrimento per l'anima. E' qualcosa che la fa vibrare e la rende libera di esprimere le emozioni. C'è chi canta con la musica, chi ricorda, chi sogna, chi ritrova l'energia dentro di sé. La musica è vita e la sento ovunque attorno, nel canto degli uccellini, nel fruscio del mare, nel tintinnio della pioggia... La musica ci accompagna, ci sostiene, a volte ci da la spinta per fare qualcosa. La musica è ispirazione e creatività per chi la fa, ma anche per chi l'ascolta. Spesso ci aiuta a seguire ciò che sentiamo anche se non sappiamo dove porta. Questo è un po' ciò che è successo a me con la fotografia di musica viva”.

C’è una foto alla quale è particolarmente legata?
Sono legata a tutte le foto da me realizzate, indipendentemente dal soggetto. Ma, dovendone scegliere una, sicuramente è l’immagine su tela che potrete vedere il 7 settembre alla mia mostra “La musica che gira intorno””.

Cosa pensa del fatto che oggi tutti “si sentono” fotografi? Crede basti il vero talento per distinguersi dai tanti o serva qualcosa in più?
Per quel che mi riguarda è bello tirare fuori qualcosa da se stessi in campo artistico. C’è chi scrive, chi suona, non penso che tra artisti debba esserci competizione. C'è poi chi è maggiormente dotato e arriva a dei grossi risultati, e chi invece non riesce ad emergere. Io, in ogni caso, sono favorevole ad incentivare l'arte in ogni sua forma. E' comunque un percorso importante per ognuno. Se c'è talento poi si vede, certo è necessario lo studio per affinare le proprie doti tecniche. E ovviamente ci vuole anche tanta fortuna per riuscire poi, se si vuole, a trasformare una passione nel lavoro della propria vita...”.

Ci sono dei messaggi che vuole lanciare attraverso i tuoi scatti?
Sempre l'emozione della musica, quella che ci trasmette chi suona, la sua stessa emozione nel farlo deve arrivare attraverso le mie foto. Solo così mi piacciono. Non è importante il soggetto ma l'emozione di quell'attimo. Nella mia mostra ci saranno solo foto che, a mio avviso, trasmettono questo”.

Fino ad ora ha avuto difficoltà nel fotografare un soggetto? E cosa, invece la gratifica di più in uno scatto?
Sì certo, se le luci non sono buone, la posizione da dove ho accesso a fotografare non è delle migliori, diventa difficile realizzare degli scatti interessanti. Per quanto riguarda invece ciò che mi gratifica è, senza volermi ripetere, l'espressione del soggetto. Deve trasmettermi emozione. Ho delle belle foto con luci buone e soggetto in vista ma senza emozione io non le considero buoni scatti. Sono solo ricordi di un concerto ma nulla di più”.

Ha parlato di obiettivi: quali erano i suoi obiettivi fotografici, li hai raggiunti? E quali sono quelli attuali?
Beh uno, il primo a cui tenevo tanto era fotografare il Premio Tenco. Poi ogni volta che decido di fotografare un cantante di spicco per me è un obiettivo. E' successo con Jovanotti, con Laura Pausini, con Vasco Rossi. Trovarsi sotto dei palchi tanto grandi e importanti fa un certo effetto. Le luci poi sono buone per fotografare quindi sai che gli scatti, se saprai cogliere l'attimo, saranno belli. Sei messo nelle migliori condizioni possibili per portare a casa un buon risultato. In altri concerti, invece, a volte le luci sono troppo basse e in quei casi bisogna inventarsi sempre qualcosa per ottenere un risultato soddisfacente. Nei casi più complicati è una bella prova, e vi confesso che sono ancora più stimolanti, perché esce fuori l'abilità e la fantasia del fotografo. Ora come ora a parte qualche concerto al quale spero di poter fotografare ho come obiettivo il poter presentare al meglio questa mostra il 7 settembre. Nel mentre se deve accadere altro accadrà, sono abbastanza fatalista su queste cose e penso che niente accade per caso”.

Cosa vuole dire con questo?
Che da quando ho iniziato a fotografare mi sono fatta trascinare dalla mia passione. Non ho ragionato o deciso di intraprendere una cosa piuttosto che un'altra. Ho lasciato le situazioni venire verso di me, ho lasciato che mi guidasse l'ispirazione del momento. Iniziai proprio così quando acquistai la prima macchina fotografica. Sentivo interesse verso la fotografia ma non sapevo bene verso cosa ero portata. Mi sono lasciata guidare da lei. Come quando scattò l'ispirazione di fotografare la musica dopo l'incontro con Alessandro Errico, la seguii senza pormi domande e chiedermi cosa volessi fare. Lo stesso per il Premio Tenco ebbi forte attrazione e la seguii cercando di poter entrare ed esprimermi fotograficamente e lo feci. Stessa cosa con questa mostra. Quando Stefano mi propose di esporre decisi di seguire quello che stava di nuovo venendo verso di me. È un percorso che nasce giorno per giorno. Ad esempio mi piacerebbe moltissimo seguire un artista nei suoi concerti, per aver libero accesso e poter realizzare quegli scatti che non puoi fare quando sei limitato sotto il palco e alle prime canzoni. Quando sei il fotografo ufficiale, invece, puoi muoverti come vuoi e scattare quanto vuoi e questo devo ammettere che mi piacerebbe. Se tale desiderio dovesse realizzarsi ne sarò sicuramente felice. Ma, nel frattempo, sono una persona che apprezza ciò che ha ottenuto fin ora, e mi godo ogni momento e ogni concerto che riesco a fotografare sotto palco, perché è comunque una grossa opportunità”.

L'appuntamento è fissato per sabato 7 settembre al Casinò di Sanremo.

Redazione

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