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Al Direttore | 13 agosto 2019, 10:36

Bordighera: lettera aperta di un 'paesengo' sui problemi del centro storico della città delle palme

Bordighera: lettera aperta di un 'paesengo' sui problemi del centro storico della città delle palme

Un nostro lettore, Aldo Bacigalupi, ci ha inviato una ‘lettera aperta’ all’Amministrazione comunale di Bordighera:

“Sono un ‘Paesengo’, residente da sempre a Bordighera Alta, deluso dopo quanto programmato per il rilancio e la valorizzazione del ‘Paese Vecchio’. Certo, i turisti nei carugi e sul Beodo non sono una novità, così come non lo è l’afflusso di commensali nei molti ristoranti (11 ristoranti, 5 bar e 1 bistrò) nati, secondo me e secondo molti altri residenti, senza una seria visione dell’impatto urbanistico e della occupazione degli spazi dentro le mura. Per dire che se non ci si vive nel Centro Storico, le difficoltà e i problemi emergenti difficilmente si riescono ad approfondire. Quello che non emerge mai, infatti, è la condizione in cui si trovano a vivere i residenti, specialmente in alcuni momenti caldi, come nei mesi estivi, nei ponti e nei fine settimana di tutto l’anno”.

“La nostra comunità – prosegue - conta molti anziani e bambini che, per la particolare conformazione urbanistica, necessiterebbero di infrastrutture mai ideate da nessuna delle precedenti Amministrazioni. C’è da rilevare, al contrario con soddisfazione, l’avvio di un progetto che dovrà portare alla pedonalizzazione del centro storico, almeno dentro le mura. Molta delusione invece per non aver voluto intervenire sulla spianata del Capo, se non per ridurre spazi sociali a favore dei posti auto, dopo che si era parlato della valorizzazione di uno dei punti più spettacolari del paesaggio paesengo (persiste ancora far esercitare la scuola guida dei motocicli in una porzione del Capo, più volte denunciata come pericolosa e traslocabile facilmente in altre zone, mentre mancano panchine e sedute in sostituzione di quelle tolte sotto la Scibretta). Gli anziani che si muovono da e per il Capo fanno fatica senza mancorrenti a cui appoggiarsi, per non parlare dei disabili per i quali il Centro Storico è precluso. Così come diventano precluse le piazze, per il ritrovo delle persone, allorchè si allestiscono i dehors, giustamente necessari alle varie attività. Nei carugi meno frequentati trionfano sparsi e liberi fili elettrici e telefonici e contatori dell’acqua. Per non parlare dei piccioni, dei gatti e in certi momenti di voraci gabbiani”.

“Il conferimento dell’immondizia poi non risulta affatto facile, in particolare per gli anziani che devono trasferire sul Capo i sacchi di carta, plastica, vetro, ecc.. A proposito del vetro, invito Codesta Amministrazione ad assistere allo svuotamento dei contenitori blu dei vari esercizi, operazione che si effettua in piazza, la mattina a buonora, che fa sobbalzare turisti e residenti prima ancora della colazione. Infine i bambini che non hanno spazi dove giocare, dal momento che il Capo è occupato dalle auto e di giardinetti non ce ne sono molti a disposizione. In verità ci sarebbero quelli all’interno del parco di Villa San Patrizio, i cosiddetti giardini Levratto che, debitamente sistemati con giochi e servizi igienici, costituirebbero un ideale polo ricreativo per grandi e piccini”.

“Tutto questo per dire che – termina il lettore - la vita in un centro storico come il nostro non è mai stata facile e non lo è ancor più oggi con le esigenze delle molteplici attività sorte nel frattempo, tutte da armonizzare con una residenzialità da sostenere assolutamente prima che aumentino abbandoni e trasferimenti. L’affermazione del presidente di Confcommercio, Gianluca Berlusconi ‘Nella città alta tutto bene’ si riferisce ovviamente solo alle attività commerciali”.

Carlo Alessi

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