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Cronaca | 23 luglio 2019, 07:11

Imperia: nuovo decreto sicurezza, fondi dimezzati alle coop che si occupano di accoglienza migranti, il bando della Prefettura rischia di andare deserto

Il 16 luglio, appena un giorno prima che venissero alla luce i maltrattamenti nei cas di Sanremo e Vallecrosia, i responsabili delle coop avevano denunciato: "Con l'abbassamento dei fondi non rientriamo nei costi"

Imperia: nuovo decreto sicurezza, fondi dimezzati alle coop che si occupano di accoglienza migranti, il bando della Prefettura rischia di andare deserto

Uno degli effetti del decreto sicurezza bis, voluto dal Ministro dell’Interno Matteo Salvini, potrebbe essere quello di provocare ripercussioni pesanti dal punto di vista dell’accoglienza migranti, per i fondi, nettamente abbassati, erogati dal Ministero dell'Interno alle cooperative che si occupano della gestione degli appalti.

Lo sa la Prefettura di Imperia, nei cui uffici, lo scorso 16 luglio, - appena un giorno prima che venisse alla luce l’inchiesta di Procura e Finanza ‘Patroclo’, che ha svelato le modalità di gestione dei centri di accoglienza migranti di Pian della Castagna e Vallecrosia affidati alla cooperativa Caribu di Cuneo – si era svolto un incontro con i responsabili delle coop imperiesi, i quali hanno comunicato che potrebbero non partecipare al nuovo bando che sarà indetto a breve. Il motivo? Proprio l’abbassamento dei fondi, che da 34,60 euro al giorno per migrante passerebbero a 22, secondo le stime più ottimistiche, 18, secondo altre. Una cifra ritenuta insufficiente a sostenere i costi della gestione.

Gestione migranti non significa infatti solo dare loro vitto e alloggio, ma sviluppare progetti per l’insegnamento della lingua italiana, fornirgli assistenza psicologica, soprattutto per chi ha subito abusi prima di arrivare in Italia, tirocini formativi. Insomma, tutto ciò che serve per l’integrazione dei migranti, quello che è, o almeno dovrebbe essere il principio su cui si basano i progetti legati all’accoglienza. Tutto questo richiede personale, che deve essere pagato.

Tra le tante difficoltà, in provincia sono diverse le realtà che portano avanti i progetti legati all’accoglienza. Tra queste le cooperative del Coprim, di cui fanno parte ‘Goccia’, ‘Ancora’, Progest, ‘Jobel’ e le Caritas di Sanremo e Ventimiglia. Alcune di queste tra coop e associazioni, insieme all’associazione ‘Io sono’, il 16 luglio hanno partecipato all’incontro in Prefettura con la dirigente del Sistema Sanzionatorio Amministrativo: affari legali, contenzioso e rappresentanza in giudizio Donatella Cormaci e con il vicario Maurizio Gatto.

Alla riunione, che si è tenuta senza appuntamento, dopo che, spiega Liliana Gladuli, presidente della coop ‘Goccia’ e del Coprim, “Avevamo inviato diverse pec per chiedere alla Prefettura un incontro, senza mai ricevere risposta”, i rappresentanti delle coop hanno lamentato il ritardo con cui avvengono i pagamenti da parte dello Stato.

I costi sono anticipati da noi, prima i pagamenti avvenivano dopo quattro mesi, poi si è passati a sei, poi otto, poi dieci e adesso siamo a un anno – spiega ancora Gladuli – il risultato è che rischiamo il fallimento. Questo mese non riuscirò a pagare gli stipendi ai miei sei dipendenti, oltre a non poter fornire il pocket money da 2.50 al giorno ai migranti”.  

Un altro punto importante dell’incontro, è stato l’anticipazione ai dirigenti della Prefettura che, se così resteranno le cose, nessuna delle cooperative della provincia di Imperia parteciperebbe al nuovo bando che dovrebbe essere reso pubblico nelle prossime settimane.

Non è una decisione ufficiale, ma se saranno confermate quelli che sembrano essere i nuovi fondi erogati alle cooperative, la ‘Goccia’ non parteciperà”, conferma Liliana Gladuli. Dello stesso avviso gli altri partecipanti.

Paradossalmente, tra le cooperative operanti nel settore dell’accoglienza, una di queste aveva detto che, anche dimezzando i fondi ricevuti dallo Stato avrebbe partecipato al bando. Si tratta proprio della Caribu, i cui responsabili, in un altro incontro che si era tenuto a Ventimiglia, alla presenza del delegato del Papa e di altre coop, avevano annunciato che, anche con l’abbattimento delle entrate, avrebbero continuato la propria attività. Alla luce di quanto emerso dall’inchiesta si può intendere con che modalità lo avrebbero fatto.

Tutto ciò, a poche settimane dalla pubblicazione del bando, e se le cooperative decidessero di non partecipare, sorgerebbe una domanda: chi si occuperà della gestione dei circa quattrocento migranti presenti in città e dei circa mille in provincia? E a quali condizioni?

Francesco Li Noce

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