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Cronaca | 22 luglio 2019, 17:59

Sanremo: donna appicca una serie di incendi ad abitazioni, lo ha fatto per colpire l'ex compagno (Foto)

I fatti sono accaduti nella serata del 5 giugno scorso. La donna ora è in carcere a Genova e la figlia le è stata tolta ed affidata ad una struttura.

Le immagini dopo gli incendi del 5 giugno scorso

Le immagini dopo gli incendi del 5 giugno scorso

Un’indagine lampo, condotta dai poliziotti della Squadra Mobile e del Commissariato di Sanremo, ha consentito la ricostruzione di una serie di incendi appiccati nella serata del 5 giugno ed assicurare alla giustizia l’autrice degli stessi, una giovane donna residente a Ventimiglia ma di origini piemontesi.

Il primo incendio, che aveva creato il panico nella zona, aveva interessato un appartamento, al piano terra di una palazzina di una traversa di strada Borgo, ufficialmente disabitato ed in stato di abbandono ma occupato saltuariamente da stranieri irregolari. Sul posto erano intervenute varie pattuglie delle forze dell’ordine, personale medico del 118 ed un’ambulanza della Croce Rossa. Molti residenti, che avevano visto il fumo uscire dall’abitazione al piano terra, erano scesi in strada e la circolazione era rimasta chiusa al traffico per diversi minuti per consentire i soccorsi.

Poco dopo, nella vicina via Palma, vicolo del centro storico incluso da diverse abitazioni, aveva preso fuoco un cumulo di immondizia abbandonata ed uno scooter. La Polizia ha intuito fin da subito che gli episodi erano collegati tra loro e che, considerate le modalità con cui gli incendi erano stati appiccati e gli obiettivi presi di mira, non erano stati realizzati per un movente ricollegabile alla criminalità organizzata, quanto piuttosto per l’azione di qualche ‘scheggia impazzita’.

Le indagini, supportate dalle immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza della zona, hanno confermato la tesi, consentendo di individuare l’autrice dei folli gesti nella donna, che, in un momento di rabbia nei confronti del suo ‘ex’, uno straniero dal quale aveva avuto una figlia meno di due anni fa, aveva posto in essere la sfilza di attentati incendiari, che avevano colpito anche un appartamento ubicato nella zona in cui la ‘coppia’ aveva vissuto nel periodo in cui la piccola era stata concepita. Probabilmente la rabbia della donna nei confronti dello straniero era determinata dal fatto che era stato arrestato e l’aveva lasciata sola a crescere la bambina ed a fronteggiare, con difficoltà, tutte le spese quotidiane.

Le immagini del sistema di videosorveglianza hanno evidenziato, oltretutto, che la donna aveva commesso gli episodi delittuosi portandosi al seguito, nel passeggino, la bambina, che, addirittura, nella fuga le era anche caduta. Sono state subito interessate tutte le Autorità competenti: da un lato la locale Procura della Repubblica, che, considerata la gravità dei fatti, gli elementi indiziari a carico della donna e le esigenze cautelari, aveva chiesto al Giudice per le Indagini Preliminari di adottare la misura cautelare in carcere; dall’altro lato, la Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni e quel Tribunale per i provvedimenti di competenza in relazione alla bambina, i quali avevano già coinvolto i Servizi Sociali comunali affinché prendessero in carico la vicenda.

E’ stata richiesta, dal Pm, Francesca Buganè Pedretti, la custodia in carcere della donna, poi portata in carcere a Genova Pontedecimo. La piccola è stata ospitata in una struttura protetta, in attesa che la magistratura minorile possa adottare i provvedimenti più idonei per garantire alla piccola un futuro migliore.

Carlo Alessi

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