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Cronaca | 22 luglio 2019, 15:12

Liguria terra di mafie: questa mattina a Genova il punto della situazione, la provincia di Imperia rimane sotto osservazione

In provincia di Imperia, viene evidenziato nella relazione della Dia. operano qualificate proiezioni delle cosche reggine Santaiti-Gioffrè, Gallico, Piromalli, Mazzaferro, Alvaro e Pellè, che fanno capo al locale di Ventimiglia.

Liguria terra di mafie: questa mattina a Genova il punto della situazione, la provincia di Imperia rimane sotto osservazione

“Non abbiamo l’autorità per dire se la situazione è migliorata o peggiorata. Possiamo solo segnalare all’autorità giudiziaria ed amministrativa la presenza di eventuali fenomeni e trasferire una ‘fotografia’ a chi può leggerla. Ma, fino a quando la foto non viene vista da chi ha il copyright non può essere diffusa. Resta una provincia dove c’è della criminalità e, quindi, rimane attenzionata”.

Lo ha detto il Colonnello Mario Mettifogo, questa mattina a Genova, nell'incontro con i media per la relazione semestrale della Direzione Investigativa Antimafia. La nostra provincia, quindi, rimane sotto il controllo della Dia, ma al momento non ci sono conferme sulla attuale situazione. Per quanto riguarda la regione, questa si conferma tristemente come un territorio stabilmente infiltrato dal crimine organizzato, e crocevia di numerosi interessi malavitosi, e il traffico di stupefacenti rimane la principale fonte di lucro per i sodalizi mafiosi.

In provincia di Imperia, viene evidenziato nella relazione della Dia. operano qualificate proiezioni delle cosche reggine Santaiti-Gioffrè, Gallico, Piromalli, Mazzaferro, Alvaro e Pellè, che fanno capo al locale di Ventimiglia. 

In proposito, appare emblematica la decisione emessa dalla Corte d'Appello di Genova, nel mese di dicembre, a conclusione del processo d'appello de ‘La Svolta’, che ha sostanzialmente confermato le condanne comminate dal Tribunale di Imperia ai partecipanti dell'articolazione territoriale insediata nell'estremo ponente ligure (la ‘locale’di Ventimiglia appunto) funzionale al collegamento con l'omologa proiezione ultranazionale, attiva nella vicina riviera francese, la cosiddetta Camera di passaggio o di transito. Tra Taggia e Sanremo opererebbero anche alcuni soggetti collegati alle cosche di Palmi e Gioia Tauro. E’ stato anche sottolineato, per quanto riguarda Ventimiglia, il fenomeno dei ‘passeur’.

Il primato della presenza criminale nel territorio ligure rimane alla 'ndrangheta calabrese, ma si segnala anche ala presenza di gruppi riconducibili alla criminalità campana e siciliana. Rimangono osservati speciali la provincia di Imperia e i maggiori porti della Regione, con in testa Genova, ormai da molti anni porte di ingresso di ingenti quantitativi di stupefacenti destinati al mercato locale ma non solo. 

Nella relazione si sottolinea come le strategie di "mimetismo", adottate soprattutto dalla criminalità calabrese, hanno reso nel tempo sempre più complesso far emergere la reale portata del'infiltrazione criminale del territorio, anche a livello di opinione pubblica.

Gli esiti di diverse vicende processuali hanno confermato definitivamente questo quadro, svelando quattro "locali" operanti a Genova, Lavagna, Ventimiglia e Sarzana, con ramificazioni anche nel basso Piemonte. Tali organizzazioni operavano in maniera coordinata grazie alla regia del "crimine reggino", con il quale si coordinavano attraverso la "Camera di controllo" ubicata nel capoluogo ligure. Alla locale di Ventimiglia invece il compito di tenere i contatti con la vicina Costa Azzurra attraverso la cosiddetta "Camera di passaggio".

Oltre che agli stupefacenti, l'interesse delle cosche si è rivolto anche all'infiltrazione del tessuto imprenditoriale e dei vari livelli della politica e della pubblica amministrazione: al perseguimento di queste strategie sono stati funzionali vari tipi di reati, come gli atti intimidatori (soprattutto incendi dolosi), al fine ultimo di aggiudicarsi il maggior numero possibile di appalti pubblici.

Ad oggi in Liguria risultano 271 immobili confiscati alle organizzazioni criminali con procedure d gestione in corso, mentre ulteriori 77 sono già stati destinati. Numerose anche le attività economiche sottratte alle mani della malavita organizzata, come alberghi , ristoranti, fabbricati industriali, ville, e negozi.

A Genova il Rapporto Semestrale indica come l'egemonia del "sodalizio Gangemi" persista, nonostante la condanna del 2017, frutto dell'inchiesta "Crimine". Ulteriore conferma del radicamento della 'ndrangheta nel capoluogo ligure arriva anche dagli esiti del processo di Appello bis "Maglio 3", che si è concluso con 9 condanne per associazione di tipo mafioso e un'assoluzione.

Carlo Alessi

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