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Economia | 22 luglio 2019, 18:00

Nonostante la sentenza della cassazione continuano le vendite di marijuana light

La Corte ha sentenziato che “la commercializzazione di cannabis sativa e, in particolare, di foglie, inflorescenze, olio, resina, ottenuti dalla coltivazione della predetta varietà di canapa, non rientra nell’ambito di applicazione della legge 242 del 2016”

Nonostante la sentenza della cassazione continuano le vendite di marijuana light

A lungo si è attesa la sentenza delle Sezioni Unite della Suprema Corte di Cassazione italiana, chiamata a decidere sulla legittimità della vendita dei prodotti derivati dalla coltivazione della Cannabis sativa. Sebbene il verdetto emesso lo scorso mese abbia fatto gridare vittoria a coloro i quali da sempre ostacolano questo mercato, dall’altro la corte ha semplicemente ribadito un concetto già abbondantemente espresso nella legge 242/2016, che di fatto aveva dato il via sia alla coltivazione sia alla commercializzazione dei prodotti. La Corte ha sentenziato che “la commercializzazione di cannabis sativa e, in particolare, di foglie, inflorescenze, olio, resina, ottenuti dalla coltivazione della predetta varietà di canapa, non rientra nell’ambito di applicazione della legge 242 del 2016” ma ha precisato, altresì, che il reato di commercializzazione al pubblico dei prodotti, derivati dalla coltivazione di cannabis sativa, è tale salvo che tali prodotti siano privi di efficacia drogante”. Quest’ultima affermazione non fa che ribadire quanto già sancito dalla normativa del 2016: la vendita di prodotti con THC entro i limiti stabiliti potrà dunque continuare senza problemi.

Se il confronto politico si mantiene acceso sull’argomento, Federcanapa ribadisce come la sentenza, che ha solo fatto ulteriore chiarezza in merito all’interpretazione della legge 242, non prescriva la chiusura degli esercizi commerciali esistenti, sia fisici che online. L’e-commerce di cannabis legale, infatti, si è sviluppato molto rapidamente, radicandosi in modo capillare soprattutto nelle grandi città come Roma e Milano: i ritmi serrati di queste realtà metropolitane stanno spingendo sempre più persone a preferire gli acquisti fatti direttamente da casa, in quanto meno stressanti.

Sarà sufficiente affidarsi ai motori di ricerca per trovare siti che commercializzano solo prodotti previsti dalla normativa italiana, digitando per esempio “marijuana light milano”.
Tra i portali autorizzati che garantiscono la copertura del territorio milanese c’è anche legaldelivery.it, che offre un servizio di consegna a domicilio in 30 minuti, con la possibilità di pagare comodamente al corriere. Il servizio è attivo h24 e 7 giorni su 7 per dare al cliente la migliore esperienza possibile.

Federcanapa, così come importanti esponenti del mondo politico e del mondo imprenditoriale, ha altresì concentrato le sue preoccupazioni sulle possibili ripercussioni su uno dei mercati più interessanti, che sta facendo registrare dati positivi sia in termini di fatturato che di occupazione. L’Italia è ben lungi dal ritornare ad essere il secondo produttore mondiale di canapa industriale (posizione che ha ricoperto fino agli anni ’60) ma dal 2016 ad oggi i terreni destinati alla coltivazione della canapa sono cresciuti in modo esponenziale, soprattutto nel centro sud, dove regioni come la Puglia e la Sicilia hanno fortemente investito in questo settore. Nel mezzogiorno, inoltre, la canapa ha riportato alle coltivazioni centinaia di ettari di terreno abbandonati e ha fatto si che si creasse una fitta rete di piccoli produttori che hanno affidato a questo tipo di coltivazioni il proprio futuro.

C’è da ricordare che la canapa industriale viene utilizzata per la produzione di una vasta gamma di utensili, oggetti e tessuti della nostra vita quotidiana. Dalla lavorazione della canapa sono ricavati semi di canapa e oli utili nell’industria alimentare, tessuti di vario genere e natura per la produzione di abbigliamento, accessori e manufatti tessili, combustibili, carta e biomattoni capaci di assorbire anidride carbonica. La canapa risulta essere uno dei più validi sostituti del legno, poiché i fusti possono essere utilizzati per la produzione di tavole in grado di avere una resa molto elevata sia in termini di robustezza che longevità. Gli esperti hanno individuato anche la capacità della canapa di bonificare terreni contaminati da metalli pesanti, motivo per cui in Italia è partito un programma di sperimentazione per verificare l’effettivo funzionamento di tale soluzione.



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