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Politica | 19 luglio 2019, 14:10

Vallecrosia: il sindaco Biasi replica a Paolino e Perri “Basta propaganda, si approfondisca”

Il sindaco interviene in merito al caso dei Cas presenti sul territorio

Armando Biasi, sindaco di Vallecrosia

Armando Biasi, sindaco di Vallecrosia

Il sindaco di Vallecrosia Armando Biasi interviene per replicare alle dichiarazioni dei consiglieri Paolino e Perri in merito ai Cas presenti sul territorio.

Scrive Biasi: “Ho letto le ulteriori dichiarazioni dei due consiglieri della minoranza Paolino e Perri, nelle loro  affermazioni usano termini delatori nei confronti dell’operato dei nostri funzionari e degli indirizzi amministrativi per attività previste dalle attuali normative. La maggioranza aveva apprezzato la richiesta di convocazione e lunedì 22 ci siamo subito attivati per convocare un consiglio monotematico, per evitare strumentalizzazioni laddove basta verificare gli atti e gli articolo dei giornali. Sicuramente in modo molto più esaustivo ogni perplessità o dubbi che risiedono nelle coscienze della minoranza verranno prontamente discusse e documentate nelle sedi opportune, quali il Consiglio Comunale. Avendo letto accuse dirette nei miei confronti, dei miei colleghi di Giunta e peggio ancora nei confronti di onesti funzionari e Dirigenti Comunali, mi sia consentito di chiarire semplicemente alcuni concetti. Qualsiasi cooperativa che opera nel settore degli immigrati o riceve affidamenti pubblici e controllata da organi di vigilanza che fanno capo alla Prefettura ed al Ministero degli Interni, dovendo ricevere da questi enti le autorizzazioni necessarie allo svolgimento di qualsiasi attività”.

Quindi non è l’ente Comune che deve verificare la correttezza burocratica della cooperativa - prosegue Biasi - ma al contrario richiedere alla prefettura una specifica autorizzazione per impiegare i ragazzi ospitati dai centri autorizzati. Quando si decide di svolgere attività di pubblico servizio degli extra comunitari per integrare gli stessi nella comunità, si può procedere solo dopo l’autorizzazione della Prefettura, tali atti amministrativi, ovviamente, sono stati ottenuti. I controlli sanitari da protocolli nazionali devono essere effettuati dall’Asl, su coordinamento già previsto dagli enti preposti al monitoraggio degli immigrati. Per legge non è il Comune che deve fare queste azioni di controllo. Sempre per semplice, ma opportuna informazione La giunta decide di rafforzare le attività di manutenzione cittadina con ausilio di cooperative che devono essere presenti sul territorio Comunale, di conseguenza gli atti di impegno economici, una volta trovata la copertura economica, i pagamenti vengono fatti dai settori amministrativi di competenza, attraverso opportune rendicontazioni, di cui sono sereno del lavoro svolto dai nostri dipendenti. Opportunità politiche delle scelte, in primis do atto al consigliere Perri che quando durante l’amministrazione Giordano – Paolino lo stesso si era opposto anche creando dei sit-in alla presenza di questo nuovo Cas, perché aveva la preoccupazione che i ragazzi presenti potessero creare problemi sociali per la città, ma non si è opposto alla cooperativa”.  

Conclude Biasi: “Nel territorio di Vallecrosia sono presenti due Cas, uno gestito dalla Caribù e il secondo gestito dalla cooperativa Ancora, che ha svolto su mandato di delibera di Giunta Giordano-Paolino del 14\06\2017 con le similari attività e utilizzo dei ragazzi, quindi non si capisce quale sia la problematica e la differenza essendo l’uso dei migranti previsto per legge, previa autorizzazione della prefettura. Forse aver creato un’alternanza non è andato bene a qualche consigliere Comunale. In consiglio poi si approfondirà l’ennesima provocazione di confondere una gara di appalto del verde, con attività complementari realmente svolte sul territorio di Vallecrosia in modo serio e puntuale da parte dei ragazzi della cooperativa. Tolto l’aspetto delatorio chiarito dalle norme,  anche io reputo assai grave quello che è emerso dai documenti dell’indagine Patroclo, ma se non ho perso la mia capacità di comprensione, i fatti che hanno portato ad importanti  arresti, si riferiscono a due importanti filoni: frode fiscale ed appropriazione indebita di denaro e forse eventuali maltrattamenti o gestione non ha norma con le attuali leggi per la salute pubblica? Le azioni di controllo non sono di competenza del Comune di Vallecrosia, in caso contrario mi sia fornita la norma, il decreto Legge e quanto necessario. Quindi, la scelta di far lavorare dei ragazzi per attività Comunali come già avviene in tutta Italia è una scelta seria che porta in dote integrazione ed evitare che tutto il giorno non siano attivi, in giro per la città senza un’occupazione. Il progetto ha funzionato, non si è proseguito perché dopo la modifica del decreto Salvini sono cambiate le normative sui flussi e sulle applicazioni, infatti, ad oggi, il servizio è stato interrotto come da delibera nel mese di maggio. Sicuramente serve maggiore attenzione e devono essere forniti ai Comuni maggiori informazioni, ma solo grazie alle operazioni di indagine si vengono a scoprire le attività illegali, ovviamente sempre a posteriori. Difendo fortemente l’ente Prefettura che rappresenta il presidio dello Stato nella nostra Provincia e non può subire una denigrazione del genere, così come è di estrema importanza il lavoro degli investigatori.  Concludo che se avessimo un elenco dei buoni e cattivi affisso all’albo pretorio sarebbe più semplice operare nell’affido di incarichi o lavori pubblici, l’importante è la regolarità delle procedure. Sono rimasto sicuramente basito nell’apprendere le azioni illegali della cooperativa Caribu che mi portano a pensare,  l’intero sistema dell’accoglienza debba essere  rivisto. Nel ringraziare per la pazienza, nel leggere questi necessari chiarimenti, spero vivamente che si finisca di fare propaganda delatoria ma si approfondisca nelle sedi opportune, sicuramente confermo che le minoranze sono sempre state contrarie all’utilizzo dei migranti per opere di manutenzione, anche se Amministrazione Giordano ha svolto lo stesso servizio”.

Redazione

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