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Politica | 18 luglio 2019, 21:39

Imperia: Sinistra in Comune contro la privatizzazione di Isah "Si smantellerebbe un altro pezzo si sanità pubblica"

La posizione del gruppo

Imperia: Sinistra in Comune contro la privatizzazione di Isah "Si smantellerebbe un altro pezzo si sanità pubblica"

Sinistra in Comune contro la possibile privatizzazione di Isah. Questa la posizione espressa dal gruppo che, nelle ultime elezioni amministrative di Imperia, aveva come candidato sindaco Lucio Sardi.

"In un recente comunicato sulla sanità ligure e provinciale abbiamo analizzato le criticità del servizio aggravatosi negli ultimi anni grazie alle strategie della giunta regionale che ha puntato sulla sua graduale privatizzazione. In questo quadro abbiamo criticato il progetto dell'ospedale unico provinciale che segnerebbe un ulteriore impoverimento della sanità nella nostra provincia.

Stringendo ulteriormente il campo di osservazione sulle vicende dei servizi sanitari e sociali colpisce la vicenda dell'annunciata trasformazione in fondazione dell'Isah.

L'Isah rappresenta una delle rare se non l'unica eccellenza locale nel campo dei servizi alla persona ed è un punto di riferimento per le famiglie con figli disabili per l'intera regione. Il suo attuale inquadramento è quello di azienda pubblica di servizi alla persona, che le ha garantito di operare da molti anni fornendo un servizio in convenzione con le Asl di qualità e garantendo importanti investimenti anche sulle proprie strutture. I suoi bilanci, pubblici e quindi consultabili, rappresentano una solidità economica e patrimoniale invidiabile da molte realtà del settore.

Nonostante questo, forse per assecondare l'ideologia maggioritaria della privatizzazione, i suoi amministratori, con l'evidente appoggio della regione e del comune di Imperia che ne indica anche il presidente, si sono lanciati nel progetto di trasformazione da soggetto pubblico in fondazione, forma giuridica di diritto privato.Le motivazioni portate dal presidente dell'ente per tale scelta pescano a piene mani dal peggior repertorio della retorica della "razionalizzazione" in campo sanitario (maggiore flessibilità, riduzione dei costi di personale, maggiore capacità di raccogliere risorse) e rilanciano le note "rassicurazioni" ad utenti e dipendenti.

Peccato che la privatizzazione dell'ente comporterà per i dipendenti la perdita di qualifica di dipendente pubblico con i conseguenti effetti negativi in termini di tutele sul lavoro. L'inevitabile effetto della "virtuosa" privatizzazione dell'Isah sarà la legittima richiesta di mobilità verso altre strutture pubbliche dei dipendenti, su cui la dirigenza dell'ente ha scaricato le ingiustificate esigenze di riduzione dei costi e dei diritti, con i conseguenti rischi di perdita di professionalità e qualità dei servizi. Trattandosi peraltro di servizi rivolti a portatori di handicap l'operazione appare oltremodo irresponsabile.

L'impegno delle organizzazioni sindacali (evidentemente non coinvolte preventivamente nel valutare gli effetti dell'operazione) e la mediazione del prefetto stanno cercando di dare garanzie per tutelare la legittima difesa dei diritti dei dipendenti, ma nulla sembra fermare la volontà di proseguire sulla privatizzazione. La Regione tramite l'assessore Viale rassicura, ma non interviene negando l'assenso alla privatizzazione, il Sindaco di Imperia copre l'operato del presidente Pugi, ricordandone evidentemente il generoso contributo di voti in campagna elettorale.

Peccato che su questa operazione di privatizzazione i due acerrimi nemici Toti e Scajola non intendano battagliare, e lavorino gomito a gomito per smantellare un altro pezzo di sanità pubblica".

c.s.

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