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Cronaca | 17 luglio 2019, 14:35

Migranti: violazioni dei diritti al confine italo-francese, la denuncia di 7 associazioni internazionali

Per porre fine a tutto ciò le associazioni hanno oggi fatto appello al Procuratore della Repubblica di Nizza, come al Relatore speciale ONU sui diritti umani dei migranti.

Migranti: violazioni dei diritti al confine italo-francese, la denuncia di 7 associazioni internazionali

Nonostante le varie denunce di diverse associazioni, le violazioni dei diritti fondamentali dei migranti alla frontiera italo-francese continuano a verificarsi, da Mentone a Briançon.

Per porre fine a tutto ciò le associazioni hanno oggi fatto appello al Procuratore della Repubblica di Nizza, come al Relatore speciale ONU sui diritti umani dei migranti. A fine giugno 2019 sono state inviate al Procuratore di Nizza 13 segnalazioni da parte di Anafé, WeWorld e Iris. Le denunce riguardano la privazione illegale di libertà di persone nella fase precedente al loro respingimento in Italia. Infatti, ogni sera, persone vengono rinchiuse tutta la notte in container adiacenti al posto di polizia al confine di Mentone. Oltre allo scarso cibo distribuito, questi container sono di 15 metri quadri, sprovvisti di mobili dove stendersi e al loro interno possono essere trattenute decine di persone simultaneamente per un lasso di tempo che supera nettamente le quattro ‘ragionevoli’ ore di privazione di libertà concesse dal Consiglio di Stato.

È il caso di un ragazzo nigeriano di 17 anni che ha raccontato alle associazioni di essere stato rinchiuso la notte dal 27 al 28 maggio nei container ‘Algeco’, per più di dieci ore. Insieme a lui un’altra decina di adulti vedeva privata la propria libertà, in condizioni deplorevoli con dei bagni inutilizzabili. Eppure aveva dichiarato la sua minoranza e espresso il suo desiderio di chiedere asilo in Francia, venendo totalmente ignorato dalle Forze dell’Ordine.

I minori, sempre secondo le associazioni, vengono regolarmente rinchiusi insieme agli adulti e le donne non vengono sempre separate dagli uomini. Una ivoriana ha testimoniato di essere stata trattenuta la notte tra il 6 e il 7 giugno per circa undici ore e mezzo, con un’altra donna e due uomini che non conosceva, senza sapere il motivo del suo fermo e la sua durata. Un senegalese ha rivelato di essere stato rinchiuso nei container per più di nove ore, nella notte tra il 16 e il 17 giugno. Ha chiesto più volte di essere visitato da un medico a causa delle ferite alle dita riportate durante l’interrogatorio, ma non ha ricevuto alcuna cura prima di essere respinto in Italia.

“Di queste testimonianze – dicono le associazioni - è stato informato il Procuratore della Repubblica di Nizza, che ha annunciato a fine 2018 l’apertura di un’inchiesta in seguito a una segnalazione depositata il 20 novembre 2018 da alcune associazioni e rappresentanti, circa le pratiche utilizzate dalla polizia francese con in migranti, in particolare con minori non accompagnati, durante i respingimenti in Italia. Queste nuove 13 denunce devono essere incluse nell’inchiesta, che per il momento non ha portato alcun cambio alle procedure amministrative e di polizia”.

“La detenzione arbitraria è una delle violazioni ai diritti fondamentali delle persone per la quale le associazioni Amnesty International France, l’Anafé, La Cimade, Médecins du Monde, Médecins sans Frontières, le Secours Catholique Caritas France, oltre a altre organizzazioni presenti alla frontiera franco-italiana, si rivolgono al Relatore speciale delle Nazioni Unite sui diritti umani dei migranti. A questa privazione di libertà si aggiungono altre numerose violazioni dei diritti, come l’impossibilità di chiedere asilo, al posto di polizia al confine di Montgenèvre o di Mentone. Le nostre associazioni denunciano anche la mancata protezione dei minori non accompagnati e il mancato rispetto delle garanzie legali durante i respingimenti verso l’Italia”.

Le organizzazioni hanno invitato il Relatore speciale delle Nazioni Unite, Felipe Gonzalez Morales, a venire sul posto: “Per constatare – terminano - queste gravi violazioni ai diritti delle persone rifugiate commesse dalle autorità francesi, di modo che possa fornire soluzioni adeguate con la speranza di far rispettare finalmente i diritti alla frontiera franco-italiana. Il deferimento è stato trasmesso anche al Difensore dei diritti, al Controllore generale dei luoghi di privazione della libertà e alla Commissione nazionale consultativa dei diritti dell’uomo”.

Redazioni

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