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Eventi | 14 luglio 2019, 08:32

Sanremo: sabato 20 al forte di Santa Tecla la proiezione del documentario “Tessere di pace in Medio Oriente”

Sarà presente il regista e scrittore romano Luca Archibugi

Sanremo: sabato 20 al forte di Santa Tecla la proiezione del documentario “Tessere di pace in Medio Oriente”

Sabato 20 luglio, alle 21, al forte di Santa Tecla, per il ciclo “Forte d'estate” è in programma la proiezione del documentario “Tessere di pace in Medio Oriente”. Sarà presente anche il regista e lo scrittore romano Luca Archibugi. La figura dell'artista verrà brevemente delineata dall'autore in versi Lamberto Garzia.

“Tessere di pace in Medio Oriente” ripercorre le fasi salienti di trent’anni di scavi e restauri dedicati al mosaico in tutto il Medio Oriente compiuti da Padre Michele Piccirillo. La difficoltà creata dai conflitti armati che hanno dilaniato la regione della Palestina non è riuscita a fermare questa attività, che ha restituito alla comunità internazionale numerosi capolavori artistici e importantissimi documenti che non di rado hanno portato alla revisione delle tesi storiche. Seguendo le località raffigurate nell’eccezionale documento rappresentato dal mosaico di Madaba in Giordania, che rappresenta la mappa dell’intera regione, il film, attraverso la ricostruzione degli itinerari della cristianità in Medio Oriente, conduce a un necessaria riflessione sul valore dell’ intreccio fra fede e testimonianza storica. In tal senso il documentario opera una ricognizione – attraverso il filo conduttore del mosaico – dei luoghi in cui è nato e si è sviluppato il messaggio cristiano: dalla città della mappa a Umm al–Rasas, da Gerico al Monte Nebo, da Hama a Shahba a Tayybat al–Imam, fino ad Alessandria d’Egitto.

Da un intervento di Luca Archibugi: “Quando ebbi l’incarico di girare un documentario sui mosaici della Terra Santa, la prima reazione fu di sconcerto: come raccontare quell’insieme infinito di colori, animali, uomini, padri della chiesa, simboli e divinità, – quell’incrocio senza soluzione di continuità tra paganesimo e cristianesimo? Ogni immagine raffigurata aveva una storia da raccontare. Il filo conduttore era rappresentato da Padre Michele Piccirillo, che, come un subacqueo, si era immerso per decenni in quel mondo perduto. Attraverso la sua passione, le raffigurazioni, le tecniche, le iscrizioni diventavano materia viva, qualcosa di avvincente ed enigmatico. Come un indiano alla ricerca di tracce, ogni stimolo lo conduceva a una riflessione ulteriore, sempre ispirata alla concretezza. Per me, non credente, non avrei pensato che un incontro con un uomo di chiesa potesse essere tanto vivificante. C’era un momento, quando eravamo alla fine di qualche lavoro, in cui mi diceva scherzando: “Ora ti devi confessare”. Non mi sono confessato, ma credo di aver fatto qualcosa – dal mio punto di vista – di più importante: aver contribuito a mettere davanti a tanti occhi uno dei più bei momenti dell’arte cristiana, quello in cui alla raffinatissima tecnica del mosaico si unisce, deciso e inspiegabile, l’impulso verso il divino. Anche i non credenti provano emozione leggendo il Vangelo.

Redazione

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