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Cronaca | 12 luglio 2019, 07:14

Combattimenti tra cani in provincia: il Tg di Italia 1 Studio Aperto mostra le immagini dell'inchiesta del 2016 (Foto)

Il tg di Italia 1 Studio Aperto ritorna sull’inchiesta del 2016 della Procura e della Squadra Mobile di Imperia relativa ai combattimenti tra cani, e lo fa mostrando alcune immagini che mostrano i maltrattamenti nei confronti degli animali

Combattimenti tra cani in provincia: il Tg di Italia 1 Studio Aperto mostra le immagini dell'inchiesta del 2016 (Foto)

Il tg di Italia 1 Studio Aperto ritorna sull’inchiesta del 2016 della Procura e della Squadra Mobile di Imperia relativa ai combattimenti tra cani, e lo fa mostrando alcune immagini che mostrano i maltrattamenti nei confronti degli animali.

Si tratta di un’inchiesta partita a Imperia tre anni fa, denominata ‘Black Kennel’, e riguarda soprattutto il ventimigliese, ma non solo. All'inchiesta avevano preso parte anche sezioni di polizia genovese e pavese. “Gli inquirenti – spiega la giornalista Fabrizia Argano hanno scoperto una rete internazionale, attiva tra l’Italia e la Serbia. Diciotto gli indagati”.

“La peculiarità di questa indagine – ha spiegato il magistrato Barbara Bresci, titolare dell’inchiesta – non è tanto l’esistenza di una struttura organizzativa unica, bensì l’esistenza di sottogruppi operanti in differenti parti del territorio nazionale in collegamento con l’estero, specialmente con la Serbia, ciascuno dei quali allevava con le stesse modalità, cani per poi organizzare incontri clandestini”. Il tg, nel servizio mostra le carte dell’inchiesta, con tanto di elenco di sostanze dopanti somministrate ai cani.

Le chat e le piattaforme social – ha detto il capo della Squadra Mobile Giuseppe Lodeserto – erano lo strumento privilegiato dagli indagati, di condivisione del materiale tra loro, quindi hanno rivestito un carattere veramente importante in questa attività investigativa”. Attraverso i social venivano adescati nuovi adepti al combattimento clandestino dei cani.

Anche se nel nostro lavoro siamo abituati a trovarci di fronte a scene di sofferenza e di dolore, – continua Lodeserto effettivamente in questo caso ci siamo trovati di fronte a un’escalation di violenza e crudeltà, mano a mano che andavamo avanti nell’analisi dei materiali sequestrati, perché effettivamente scene toccanti ne abbiamo viste tante”.

Sono persone che non hanno alcuno scrupolo – ha poi commentato il Procuratore Capo Alberto Larie vedono l’animale solo ed esclusivamente come una macchina da soldi. Si passa quindi dalla tortura iniziale all’anabolizzante, alle cure, al fatto di farlo diventare più cattivo possibile. Se perde, l’unico rammarico è quello di aver perso una macchina da soldi, e nessuna pietà verso gli animali”.  

Redazione

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