Cosa si intende per banda larga? Perché è così importante e perché bisognerebbe introdurla in tutta Italia? Cerchiamo di fare chiarezza.
Cos'è la banda larga
Inerente all'ambito delle telecomunicazioni e dell'informatica, per banda larga non si intende altro che una modalità di ricezione e invio di grandi quantità di dati informativi attraverso dei canali detti "mezzi trasmissivi" (come cavi, doppini o ponti radio) sotto forma di onde.
Tali canali, o bande appunto, riescono a veicolare informazioni molto più numerose e compatte di quanto avveniva in precedenza, il cui sistema digitale e tecnologico è capace di trasmetterle con una velocità superiore a 144 kb/s.
Un po' di storia
Tuttavia, ancora oggi l'Italia non risulta essere dotata di una connessione di questo tipo su tutto il suo territorio; rimangano infatti esclusi alcuni territori più marginali da quest'infrastruttura, abbandonati a loro stessi quasi in modo ineluttabile.
Bisogna, così, intervenire e cercare di porvi rimedio sapendo, peraltro, che agli albori della comunicazione digitale l'Italia era uno degli Stati che a livello mondiale si era prodigata per la creazione di quest'incredibile struttura: nel 1986 Italia, Stati Uniti, Germania, Regno Unito e Norvegia erano i pionieri della tecnologia, i fondatori di quello che da lì a poco sarebbe diventato il mondo di Internet.
Fu una scoperta sensazionale, destinata a cambiare il mondo e le nostre stesse abitudini: mai avremmo immaginato di poter comunicare con persone che abitano in parti del mondo distanti chilometri da noi, mai ci saremmo aspettati che, attraverso la comparsa di Internet, avremo potuto attingere a informazioni e dati di qualsivoglia genere e che, soprattutto, imprese e pubbliche amministrazioni sarebbero riuscite a conquistare un vantaggio competitivo del tutto nuovo e foriero di ricche opportunità.
A un tratto, però, questo processo si è interrotto. L'Italia è scomparsa dal novero dei paesi più tecnologici; quel progresso che sembrava inarrestabile a un certo punto ha smesso di portare i suoi frutti.
Cosa manca in Italia
Non fu percepito come un problema o una limitazione. Per tutti gli anni seguenti l'Italia continuò a portare avanti, seppur lentamente, il suo sviluppo, senza particolari picchi di merito o d'innovazione. Le cose cambiarono, o sarebbe più corretto dire che si presentarono nella loro dura realtà, a partire dal mese di marzo del 2020 con l'arrivo del lockdown.
Questa misura governativa, adottata per contenere l'infezione da Covid-19, sbatté in faccia a tutti la realtà dei fatti, e cioè la realtà di un paese come il nostro rimasto indietro e scarsamente informatizzato. Ma, se non altro, da allora il Governo ha preso atto delle carenze e delle lacune che ci caratterizzano, promettendo l'applicazione di una serie di strumenti volti a risolvere questo annoso problema.
Abbiamo insomma finalmente preso consapevolezza che investire nel settore delle infrastrutture digitali è necessario, al fine di modernizzare il nostro paese dal punto di vista non solo economico e sociale, ma anche per creare un sistema capillare e interconnesso che dia a tutti i cittadini le stesse opportunità. E pian piano la situazione sta migliorando tanto che oggi sempre più spesso sentiamo parlare quando si cita internet non più soltanto social, giochi, come ad esempio le slot machine online presenti su Starcasinò, ma anche di nuove realtà come lo smart working diventato ormai piuttosto diffuso in tutto il Paese.
E in Liguria?
In Italia, insomma, abbiamo visto che la situazione non è delle migliori. In Liguria, invece, come siamo messi? Non male si potrebbe dire. Fin dal 2016 è stato stipulato un accordo tra la Regione e lo Stato per cui è stato concesso un finanziamento di 74 milioni di euro per favorire la transizione digitale verso la banda larga, con l'intento di vivacizzare le aree marginali, ma soprattutto di portare un vantaggio a privati e imprese che altrimenti si troverebbero costrette a migrare altrove. Si tratta di piccoli passi che, all'interno di un quadro di più ampio respiro, danno una spinta propulsiva verso il futuro che ormai incombe.