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CRONACA | 10 luglio 2019, 12:21

Montalto Carpasio: sulla SP 21 cunette e tombini spariti a causa della mancata manutenzione

Cunette e tombini da tempo non vengono più puliti dalla Provincia che per quanto riguarda le strade dell’entroterra da diversi anni si trova costretta a dover chiedere l’aiuto ai Comuni ed ai Volontari lo sfalcio delle strade.

Montalto Carpasio: sulla SP 21 cunette e tombini spariti a causa della mancata manutenzione

La SP 21 tra Montalto e Carpasio versa in pessime condizioni. Cunette e tombini da tempo non vengono più puliti dalla Provincia che per quanto riguarda le strade dell’entroterra da diversi anni si trova costretta a dover chiedere l’aiuto ai Comuni ed ai Volontari per lo sfalcio delle strade. 

Quella della SP 21 è una situazione pericolosa per le tante persone che vivono in questa zona dell’entroterra ma anche per i numerosi turisti che si trovano a passare, in auto, moto o in bicicletta per la classica gita della domenica. Un brutto biglietto da visita per chi si avventura in valle Argentina. La mancata pulizia di tombini e cunette è un problema che si fa sentire poi a maggior ragione in autunno con l’arrivo delle piogge e l’acqua che ormai fa sempre più difficoltà a defluire.



Quello della SP21 è un caso limite. Sebbene sia un’arteria della più famosa SP 548 questa diramazione è di importanza strategica per la riviera dei fiori in quanto collega due paesini molto popolosi e le loro frazioni. In più è la via di collegamento con la vallata dell’entroterra sopra Imperia. 

Purtroppo, come è noto, ad oggi le risorse economiche della Provincia impediscono una programmazione totale del servizio di manutenzione per le strade dell’entroterra. Tra asfalti, sfalcio e pulizia cunette e tombini, qualche strada viene irrimediabilmente lasciata fuori.



Intanto l’amministrazione comunale del sindaco Mariano Bianchi sta portando avanti la battaglia con l’Unione dei Comuni affinché la Provincia quanto prima ritorni ad occuparsi della manutenzione delle strade provinciali che attraversano la Valle Argentina. Una urgenza che non potrà passare per sempre dal buon cuore dei volontari.

Stefano Michero

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