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GOURMET | 21 giugno 2019, 07:59

Grinzane Cavour (CN): due giorni dedicati al futuro del turismo enogastronomico

Al via la seconda edizione del Food&Wine Tourism Forum, che mette a confronto oltre cinquanta i relatori provenienti da tutta Italia e dall’Estero. Dati negativi per la Liguria e in particolare per il Ponente ligure

Roberta Milano, direttore scientifico del Food&Wine Tourism Forum

Roberta Milano, direttore scientifico del Food&Wine Tourism Forum

L’iniziativa, che fa parte del progetto Ampelo (Programma interreg ALCOTRA 2014-2020) è stata aperta ieri da Mauro Carbone, direttore ATL Langhe Monferrato Roero, che ha parlato di "una spinta innovativa sempre più forte per quanto riguarda sia il prodotto sia il processo per garantire a utenti e operatori la miglior offerta possibile. Abbiamo scelto di organizzare il Forum qui, a Grinzane Cavour, perché è in questo territorio che anni fa è nato un nuovo pensiero che ha portato all'innovazione del sistema agricolo nazionale: il prodotto, che fino ad allora era visto come ciò che serviva per sfamare il territorio, iniziava ad avere una valenza attrattiva e quindi anche turistica".

Molti gli interventi della prima giornata e tutti sempre di grande interesse perché come ha spiegato Roberta Milano, direttore scientifico del Food&Wine Tourism Forum, "Abbiamo voluto dare la possibilità a tutti coloro che lavorano nel settore turistico ed in particolare enogastronomico di confrontarsi, comprendere, imparare e agire attraverso l'innovazione digitale applicata a questo settore. Attraverso momenti di formazione, chiacchierate con esperti del settore, approfondimenti dedicati e presentazioni di ricerche inedite, vogliamo infatti fornire gli strumenti per identificare ciò che è migliorabile per renderlo sempre più performante".

I dati diffusi ieri sono incoraggianti e segnalano la crescita del settore del turismo enogastronomico, e che il food&wine sia sempre più determinante nelle scelte turistiche lo confermano i dati di TripAdvisor, illustrati da Valentina Quattro, Associate director Italia: la crescita delle prenotazioni per tour enogastronomici è stata in un anno del 53%, e al top tra le mete ci sono Toscana, Veneto, Sicilia e ovviamente il Piemonte e le Langhe, che ospitano il forum. In un anno le prenotazioni per tour legati al cibo e ai vini hanno fatto registrare un incremento del 53% e le prenotazioni sono arrivate da Usa, Regno Unito e Australia, con l'Italia al sesto posto.

Non ci sono dati positivi per la Liguria, che stabilmente occupa gli ultimi posti delle diverse classifiche e, che quando viene citata è sempre come esempio negativo come nel caso della ristorazione di qualità.

Ma nonostante i dati positivi complessivi non c’è tempo per dormire sugli allori perché la sfida del futuro del turismo 4.0 si giocherà nel settore dell'economia digitale ed il ritardo del nostro paese, siamo al quart'ultimo posto tra i paesi della Ue, rischia di farci perdere terreno rispetto agli altri competitors e di non essere pronti a intercettare i 'nuovi' turisti, dall'Asia e dagli altri paesi emergenti, e dei millennials.

Interessanti le esperienze della Croazia, in particolare il “Taste Mediterranean”, dell’Istria e del Perù, che hanno sviluppato interessanti filoni di turismo enogastronomico.

Le indicazioni su ristoranti, cantine vinicole, botteghe di prodotti tipici sono ormai le segnalazioni più amate da chi pianifica un viaggio e non sono più una novità, ed Angelo Pittro, direttore delle guide di Lonely Planet Italia ha ribadito il grande salto di qualità del Piemonte, destinataria della nomina a regione Best in Travel, un riconoscimento importante del lavoro fatto nel corso degli anni nella valorizzazione del patrimonio enogastronomico.

Molto interessante anche l’incontro dedicato al luxury travel, "il lusso inteso senza snobismo è la strada che deve seguire l'Italia – ha spiegato Maria Elena Rossi, direttore marketing di Enit - L'Italia è già al top fra le destinazioni del lusso, ma deve arricchire la qualità dei servizi e della professionalità degli operatori: nella filiera del turismo devono entrare sempre di più altre figure, come gli chef a disposizione di chi affitta residenze o autisti che parlino lingue, guide che sappiano raccontare i luoghi ma non in modo autoreferenziale, ma con il linguaggio e gli agganci ai luoghi di provenienza dei turisti. I dati in aumento dei turisti in arrivo dagli Usa, dalla Russia, dai Paesi asiatici, indica che l'Italia non può che posizionarsi su questo segmento, sfruttando la sua unicità, la diversità dei suoi prodotti e su questa strada deve posizionarsi innovando sui mercati maturi e posizionandosi sui nuovi mercati”.

Dobbiamo puntare con decisione sul turismo di qualità, ampliando e migliorando la gamma dei servizi di chi viene da noi per conoscere la storia, i prodotti e le tradizioni.Ma se a livello nazionale i dati sono incoraggianti, per la Liguria ed in particolare per il Ponente ligure si segnala un grave ritardo che la sfida con le nuove tecnologie rischia di rendere ancora più pesante. (prima parte) 

Claudio Porchia

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