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Cronaca | 18 giugno 2019, 17:13

Ventimiglia: fine settimana di controlli al confine, la PolFrontiera ferma un passeur sull'autostrada

La lotta all’immigrazione clandestina prosegue senza sosta e l’operato di uomini e donne della Polfrontiera ne è la testimonianza tangibile: il trasporto illecito di stranieri, da parte di personaggi senza scrupoli, sempre dietro la corresponsione di lauti compensi, sembra non conoscere alcuna crisi.

Ventimiglia: fine settimana di controlli al confine, la PolFrontiera ferma un passeur sull'autostrada

Nel fine settimana appena trascorso i controlli messi in campo e implementati anche su disposizione del Direttore della 1a Zona della Polizia di Frontiera (Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta) Sebastiano Salvo, hanno visto il Settore di Ventimiglia,  sempre con il prezioso e costante supporto dell’Esercito, passare al setaccio tutti i valichi della nostra zona confinaria: Ponte San Ludovico e San Luigi, stazione ferroviaria e barriera utostradale.

La lotta all’immigrazione clandestina prosegue senza sosta e l’operato di uomini e donne della Polfrontiera ne è la testimonianza tangibile: il trasporto illecito di stranieri, da parte di personaggi senza scrupoli, sempre dietro la corresponsione  di lauti compensi, sembra non conoscere alcuna crisi. Proprio il lucrare sulla disperazione altrui muove gli Agenti a mettere in campo ogni risorsa al fine di contrastare, quanto più possibile, un fenomeno che è sempre alla ribalta delle cronache.

Nel caso specifico era mezzanotte e un quarto di domenica quando, nei pressi della barriera autostradale in uscita dal territorio nazionale, gli uomini del settore hanno visto arrivare una BMW 120D immatricolata in Italia a forte velocità. Intimato l’Alt con il fondato presentimento di trovare qualcosa di irregolare, all’interno come autista c'era un 29enne marocchino, K.M. regolarmente residente in Italia, ma anche 3 cittadini tunisini di cui solo uno munito di regolare passaporto, peraltro scaduto ad aprile. Sono stati tutti portati in ufficio per procedere con le formalità di rito. 

Due dei trasportati erano colpiti da decreto di espulsione (del 2017 e del 2018) e, pertanto, non avrebbero potuto far rientro in Italia prima che fossero trascorsi i cinque anni previsti dalla legge. Sono poi stati formalizzati tre arresti: uno per favoreggiamento all’immigrazione clandestina e due per rientro in contravvenzione all’espulsione. I tre, quindi, sono stati processati per direttissima presso il Tribunale di Imperia, dove sono stati convalidati gli arresti.

"L’eccellente lavoro che tutti i miei uomini fanno quotidianamente - ha detto il Dirigente Martino Santacroce – rimarca l’impegno e l’attenzione sempre ai massimi livelli che, congiunti a professionalità e dedizione, conducono ad un servizio esemplare per la collettività".

Redazione

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