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Sanremo Ospedaletti | 01 giugno 2019, 18:00

Sanremo: al Mimosa restaurant per provare l'emozione di un viaggio sensoriale in riva al mare

La nuova carta dello chef Manuel Marchetta preparata all’insegna del “cibo che emoziona”: dall’antipasto al dolce, piatti pensati per regalare una esperienza unica

Sanremo: al Mimosa restaurant per provare l'emozione di un viaggio sensoriale in riva al mare

Mimosa è il nome di un ristorante di grande charme, che si trova a Sanremo all’interno del Miramare, un hotel a 5 stelle lusso riaperto da poco più di un anno e riportato agli antichi fasti e splendori grazie ad un’attenta ristrutturazione.

Nel palazzo storico del 1875, elegante e sontuoso, circondato da palme secolari e di fronte al mare, dopo aver parcheggiato nell’ampio parcheggio interno, verrete accolti con calore e garbo da personale attento e gentile, e accompagnati nella sala del ristorante che porta il nome di un fiore.

Non si tratta di un richiamo banale alla festa della donna o un atto di piaggeria verso la Riviera dei fiori, dove ci troviamo. Nel linguaggio dei fiori la Mimosa rappresenta forza e femminilità ed esprime innocenza, vitalità e sensibilità. Un nome impegnativo per un ristorante che lo chef Manuel Marchetta con il suo giovane staff onora offrendo gioielli gourmand nelle magiche sale, dominate dal colore bianco dei lampadari di Murano e dei marmi dei pavimenti, con grandi vetrate che danno l’emozione del plein air, tavoli ben sistemati, rivolti verso il mare, e apparecchiati curando ogni minimo particolare.

La perfezione è la somma di piccoli particolari, che in questo caso sono fiori, candele accese, tovaglie senza pieghe, posate e decorazioni alle pareti sobrie e moderne. In un attimo avrete dimenticato lo stress della città ed entrerete in una dimensione di altri tempi e sarete pronti a lasciarvi sedurre da proposte gastronomiche con studiati accostamenti di gusto e raffinati impiattamenti,

Lo chef attraverso il cibo si propone di ampliare le vostre conoscenze e offrirvi un’esperienza unica, portandovi a casa un ricordo memorabile. Siamo nel campo del turismo esperienziale, dove il viaggio non è più un momento di evasione e di relax, ma la possibilità di provare un’esperienza unica, diversa e mai vissuta prima. In perfetta sintonia con questo nuovo modo di viaggiare è infatti cambiato anche il modo di mangiare: per questo Manuel ha preparato una nuova carta all’insegna del “cibo che emoziona”, dall’antipasto al dolce, piatti pensati per regalare una esperienza multi sensoriale, solleticando tatto, udito, vista, gusto e olfatto.

In cucina opera uno staff molto giovane, ma preparato ed attento, selezionato personalmente dallo chef, che dopo aver maturato esperienze internazionali e ottenuto un meritato successo, sa di potersi giocare ora una grande opportunità professionale e non vuole perdere questa nuova sfida.

Partendo dalla sua dote di cucina ligure intrecciata con il bagaglio delle esperienze in giro per il mondo, dove ha acquisito tecniche e consigli di grandi chef, propone ora preparazioni con eccellenze locali combinate con sapori e profumi di terre lontane: piatti che raccontano i suoi viaggi e la sua ricerca dell’armonia.

Impossibile descrivere un piatto, inserito da poco in menù come il “Ricordo di una Seppia alla griglia”, dove ogni morso produce sensazioni nuove e diverse, croccante, acido, amaro, dolce e salato insieme. Sono gli organi di senso a trasmettere gli stimoli al cervello e la vera degustazione ha luogo nella nostra mente: dalla vista del piatto al suo profumo, dalla consistenza alla sapidità, dalla masticazione al sapore e gusto.

 

La carta comprende oltre 30 piatti di cui vi segnalo una piccola selezione. Fra gli antipasti Gamberi di Sanremo, zucchine trombette, terra di nocciole; Ricordo di una seppia alla griglia e Uovo barzotto, parmigiano, pop corn e pistacchio di Bronte. Fra i primi: Fusilli al "Mimosa", bottarga e palamita; Bottone di anatra, verdurine, brodo al Szechuan e Tagliatelle di olive taggiasche al ragù di coniglio grigio di Carmagnola. Fra i secondi di pesce: Capesante dorate, spugnole, crema di piselli, schiuma di funghi; Baccalà, agrumi e asparagi e Palamita, insalata liquida al pistacchio, virgin mary. Fra i secondi di carne: Maiale “Mora Romagnola”, rape gialle, ananas grigliata; Faraona al “Mongioia” e Piccione, fichi e zucca.

“Nel bosco” e fra i Dessert, altra passione dello chef l’imperdibile “Fresta nera destrutturata

Per chi non vuole scegliere alla carta può affidarsi ai tre i menù degustazione: “L’evoluzione” a euro 35 (4 portate), “La svolta” a euro 65 (7 portate) e “L’impronta” a euro 90 (9 portate), cui si è aggiunta anche una proposta per vegetariani a euro 40 (4 portate).

I menù degustazione diversi sia per numero di portate che per scelta degli ingredienti, sono in grado di accontentare tutti. Nelle nove portate de “L’impronta” troverete una perfetta combinazione con porzioni giuste, che vi consentiranno di arrivare alla fine senza rinunciare al dessert e senza perdervi nessuna sperimentazione della cucina.

 

Gli amuse-bouche del benvenuto, piccolissimi e dal sapore intenso, annunciano il menù e le intenzioni dello chef: non mangerete, ma proverete emozioni.

Una varietà di gusti originali e deliziosi, serviti con eleganza su piattini di legno e in pietra, che sfilano con garbo davanti ai vostri occhi come fossero ad una sfilata di moda: tacos con acciughine fritte, dadolato di pomodorini, chips di borragine, panissa con lime, branda con nero di seppia, raviolini fritti, cialda di parmigiano con ricotta barbabietola e pistacchio, sedano rapa e marmellata di cipolla rossa. Abbinamenti originali, in alcuni casi di grande rischio, ma mai banali.

Dovrete resistere alla tentazione del pane appena sfornato accompagnato da salse dalle varie aromatizzazioni e cercate assolutamente di non perdere:

il Ricordo di una seppia alla griglia, ultima frontiera della sperimentazione dello chef

il Bottone di anatra, verdurine, brodo al Szechuan per la sorprendente combinazione di sapori e la cui preparazione è un autentico rito   

 

Le Capesante dorate, spugnole, crema di piselli, schiuma di funghi un’esplosione di raffinatezza e le Tagliatelle di olive taggiasche al ragù di coniglio grigio, un tempo il piatto simbolo dell’amore per il territorio dello chef.

 

L’incredibile bontà degli scampi con rognone di coniglio, mango e salsa Bigarade

o la delicatezza dei Gamberi di sanremo , zucchine trombette, terra di nocciole 

 

 

Interessante e curatissima la carta dei vini abbinata ad una carta delle acque, che permette di scegliere il tipo di acqua più adatto ad accompagnare i piatti, perché le acque presentano piccole ma significative sfumature gustative. La carta delle acque non è così frequente in questa zona.

Il servizio in sala, mai invadente, è sempre puntuale e preciso, permettendo allo chef di dedicarsi completamente ai fornelli e raggiungere i clienti al termine del servizio per integrare le spiegazioni dei piatti e raccogliere meritati complimenti e suggerimenti.

“Ho costruito il menù su di me, troverete piatti che raccontano periodi della mia vita, non c’è modo migliore per conoscerci, se non assaggiandoli” dichiara Manuel nella prima pagina del menù, ed uscendo dal ristorante, dopo il piacere di una immersione in una atmosfera rilassante e riposante, avrete la sensazione di aver trovato un nuovo amico e di aver compiuto con lui un lungo viaggio intorno al mondo.

Il ristorante, che dispone anche di una grande terrazza per le serate sotto le stelle nel parco e con vista mare, si trova a Sanremo in corso Matuzia 5, telefono 0184.667601 e dispone di un accattivante sito internet.

Claudio Porchia

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