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CRONACA | 24 maggio 2019, 16:27

Imperia: processo sulle autopsie fantasma, in aula il dirigente racconta le tensioni all'epoca, all'Asl "Mi hanno manomesso due pc e bucato le gomme dell'auto"

Caviglia, testimone del Pm Enrico Cinnella Della Porta, ha parlato del clima interno all’Asl, un’azienda che oscillava nel 2015, all’epoca dei fatti, tra i 2700 e i 3000 dipendenti

Imperia: processo sulle autopsie fantasma, in aula il dirigente racconta le tensioni all'epoca, all'Asl "Mi hanno manomesso due pc e bucato le gomme dell'auto"

Mi sono scontrato più di una volta con la dottoressa Del Vecchio, senza mai trascendere, ma lei non accettava i no. In qualche occasione l’ho pure fatta allontanare dalla mia struttura”. A riferirlo questa mattina è il dirigente del reparto personale dell’Asl 1 imperiese Italo Caviglia, ascoltato in qualità di testimone al processo sulle cosiddette autopsie ‘fantasma’.

Caviglia, testimone del Pm Enrico Cinnella Della Porta, ha parlato del clima interno all’Asl, un’azienda che oscillava nel 2015, all’epoca dei fatti, tra i 2700 e i 3000 dipendenti.

Le criticità penso fossero normali”, ha detto, per poi entrare nel dettaglio sull’ex dirigente della struttura complessa di medicina legale Simona Del Vecchio, già condannata a sei anni e sei mesi in un altro processo. “Avevo ricevuto una segnalazione dal dott. Traditi (che ha patteggiato un anno e sei mesi nell’ambito della stessa inchiesta ndr). Il rapporto tra i due si era incrinato da quando lui aveva iniziato una relazione con una collega. Non ha però mai formalizzato niente di scritto o dettagliato in merito. Dai suoi racconti, la dottoressa Del Vecchio avrebbe agito contro Traditi”.

Sul clima generale che si respirava all’interno dell’Asl, Caviglia ha detto “Ho due telecamere installate e funzionanti, perché in passato mi avevano manomesso due pc in azienda. Inoltre, mi hanno bucato le gomme dell’auto”.

Per quanto riguarda gli imputati al processo questa mattina i medici legali Jean Claude Orengo, Sandra Maria Motrini Gherardi e Alessandro Zacheo, il medico Giuseppe Garo, otorino trasferito nel reparto di medicina legale, tutti accusati di falso in atto pubblico, Caviglia ha detto che sono stati tutti sospesi per 45 giorni. A processo ci sono anche, accusati di concorso in falso, Francesco Esposito, Leonardo Rosato e Liliana Allaria, titolare di un’agenzia funebre. Esposito e Rosato sono invece addetti alla camera mortuaria.

Dopo Caviglia è stata la volta del maresciallo della Guardia di Finanza Pietro Paolo Caridi, che, con il Pubblico Ministero ha ripercorso l’indagine, nata da una segnalazione a gennaio 2015 sull’utilizzo della Fiat Panda dell’Asl da parte della dottoressa Del Vecchio. A seguito degli accertamenti sono emersi i comportamenti degli altri imputati, accusati di non aver effettuato le visite necroscopiche ai defunti, compilando però falsi certificati.

Le prove acquisite dalla Gdf riguardano intercettazioni telefoniche e tramite gps, la timbratura dei cartellini e le testimonianze dei parenti dei defunti. In alcuni casi i medici risultavano in luoghi distanti chilometri rispetto a quanto indicato nei certificati necroscopici.

Il giudice di questo processo è Marta Maria Bossi, mentre i difensori sono: Erminio Annoni, Andrea Artioli, Alessandro Mager e Rovere.

Francesco Li Noce

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