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CRONACA | 23 maggio 2019, 09:47

Imperia: nuova rissa all'interno del carcere tra nigeriani e magrebini, provvidenziale intervento della Polizia Penitenziaria

"La lista dei danni evidentemente non finisce qui - prosegue Pagani – perché una serie di feriti tra i partecipanti alla rissa, sono stati sottoposti a cure mediche. Ciò che lascia interdetti e il fatto che l’Istituto di Imperia è allo stremo per sovraffollamento".

Imperia: nuova rissa all'interno del carcere tra nigeriani e magrebini, provvidenziale intervento della Polizia Penitenziaria

Nuovo fatto di cronaca proveniente dall’interno di un carcere. Dopo la rivolta nel carcere Campobasso, questa volta protagonista è l’Istituto di Imperia, dove ieri pomeriggio intorno alle ore 14 una quindicina di detenuti hanno dato vita ad una rissa mentre fruivano dell’ora d’aria.

“Due fazioni in contrapposizione tra loro - dichiara Fabio Pagani, Segretario Regionale della UilPa Polizia Penitenziaria - da una parte magrebini e dall’altra nigeriani che, per cause in corso di accertamento, se le sono date di santa ragione. Grazie al successivo intervento del personale di Polizia Penitenziaria è stato possibile far defluire i contendenti nei loro reparti, dove poi sono stati chiusi in cella senza ulteriori disordini. La lista dei danni evidentemente non finisce qui - prosegue Pagani – perché una serie di feriti tra i partecipanti alla rissa, sono stati sottoposti a cure mediche. Ciò che lascia interdetti e il fatto che l’Istituto di Imperia è allo stremo per sovraffollamento. Ci sono 96 detenuti presenti su una capienza di 62, che non permette di dividere, come in questi casi le due fazioni, mettendo seriamente a repentaglio l’ordine pubblico”.

Il segretario della Uil chiede al Ministero della Giustizia ed al Capo Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, di dare corso rapidamente all’impegno di affrontare al più presto i problemi strutturali e di organico della Polizia Penitenziaria e quello delle aggressioni e degli eventi critici all’interno del carcere e di un sistema per il quale dovrebbero senza dubbio chiedere la proclamazione dello stato di emergenza e la conseguente adozione di provvedimenti e stanziamenti straordinari: “Servono uomini e donne, mezzi, strumento di lavoro e fondi per rimettere in sicurezza un sistema in grave difficoltà”.

Redazione

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