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Attualità | 23 maggio 2019, 07:21

Entro poche settimane via alla riqualificazione del 'porto a secco' di Ospedaletti, progetto a più step (Foto)

Ecco quali lavori saranno realizzati in questa prima fase.

Entro poche settimane via alla riqualificazione del 'porto a secco' di Ospedaletti, progetto a più step (Foto)

Ad Ospedaletti, entro poche settimane, dovrebbe partire la prima fase di riqualificazione dell’area demaniale che oggi ospita le barche delle quattro associazioni di pesca e vela. L’opera prevede che venga posizionata la recinzione che servirà a delimitare lo spazio del ‘porto a secco’.

Inoltre sarà realizzato lo scivolo, con argano manuale, per migliorare la discesa in acqua e la messa a terra delle imbarcazioni. In più, verrà collocato anche un box da utilizzare come ufficio e ricovero per gli attrezzi ed infine saranno predisposto un allaccio idrico, con annessa vasca d’acqua e l’allaccio alla rete elettrica per l’illuminazione notturna di questo spazio.

L’iter per avviare la riqualificazione del porticciolo è iniziato a settembre dell’anno scorso. Un percorso seguito dal consigliere comunale Danilo Barale che ha incontrato le associazioni che usufruiscono di questa area demaniale. Nei mesi scorsi, i membri di queste quattro realtà hanno partecipato attivamente alla nascita del nuovo porto a secco, attraverso la pulizia dello spazio che tra ottobre e novembre è stato colpito dalla mareggiata e poi è stato fatto un vero e proprio censimento delle barche presenti. Così, è emerso che almeno 15 di questi natanti erano stati abbandonati e non essendo più rintracciabili i proprietari, sono stati rimossi e demoliti.

Una fase preparatoria necessaria per quelli che saranno i lavori che partiranno a breve con la ditta Tesorini, su disposizione del Comune di Ospedaletti. Il progetto di riqualificazione infatti prevede più step. Dopo questi primi interventi il progetto prevede che venga posizionata anche una nuova pavimentazione realizzata in materiale completamente riciclato, dove potranno essere collocate le barche lasciate a terra. L’ultima fase vedrà la nascita di un piccolo molo mobile che permetterà l’attracco temporaneo delle imbarcazioni.

Stefano Michero

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