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Cronaca | 22 maggio 2019, 07:11

La Corte d'Appello di Genova conferma la 'giusta causa' per il licenziamento di un 'furbetto del cartellino'

Il Giudice della Corte d'Appello ha anche rimarcato le circa 50 alterazioni delle timbrature, il fatto che con le stesse il dipendente si era accreditato diverse ore di straordinario non fatte e che avesse timbrato più volte per i colleghi, che gli hanno più volte restituito il favore.

La Corte d'Appello di Genova conferma la 'giusta causa' per il licenziamento di un 'furbetto del cartellino'

Non può essere fonte di annullamento del licenziamento ‘per giusta causa’, la presunta buona fede. Arriva anche dalla Corte d'Appello di Genova, la conferma della sentenza sul licenziamento di un dipendente del Comune di Sanremo, che era ricorso al secondo grado di giudiziosi per il cosiddetto caso dei ‘Furbetti del Cartellino’.

L’ex dipendente aveva chiesto la revisione della sentenza di primo grado, che aveva respinto la domanda di annullamento del licenziamento. In appello non è stato quindi dato spazio alle ragioni difensive, in particolare quella sull’eccesso del Comune per il licenziamento, perché non era stato tenuto conto che il dipendente era convinto che il consenso verbale del proprio responsabile all'allontanamento dall'ufficio era sufficiente.

Nella sentenza viene anche sottolineato come l'omessa timbratura del cartellino sia addirittura meno grave della manomissione delle timbrature, che facevano risultare entrate ed uscite dall'ufficio in orari diversi da quelli effettivi. Decisione contraria al dipendente anche quella relativa alla ‘situazione di stress’, evidenziata dall’avvocato difensore per la necessità di prestare assistenza alla madre anziana. In più, nella sentenza, ha pesato anche il fatto che il dipendente, fosse stato visto più volte rientrare in ufficio con i sacchetti della spesa.

Il Giudice della Corte d'Appello ha anche rimarcato le circa 50 alterazioni delle timbrature, il fatto che con le stesse il dipendente si era accreditato diverse ore di straordinario non fatte e che avesse timbrato più volte per i colleghi, che gli hanno più volte restituito il favore.

Carlo Alessi

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