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Attualità | 07 giugno 2019, 18:45

Rocchetta di Cengio (SV) il 9 giugno festa del Moco in fiore e della biodiversità

Incontri, degustazioni show cooking con Laura Maragliano (Sale & Pepe) Marco Damele (Cipolla egiziana) gli chef Alessandro Bottarelli e Lorena e Luca del ristorante Quintilio di Altare e tante altre sorprese

Rocchetta di Cengio (SV) il  9 giugno festa del Moco in fiore e della biodiversità

Domenica 9 Giugno 2019 nella frazione Rocchetta di Cengio (SV), si svolgerà la quarta edizione della “Festa del Moco in fiore”, organizzata in collaborazione con il Comune di Cengio, la Pro Loco di Cengio, con il patrocinio della Camera di commercio Riviere di Liguria. Una “festa” per far conoscere e valorizzare i prodotti del territorio e contribuire alla difesa della biodiversità in un contesto ludico ed enogastronomico.

In questo periodo è prevista la fioritura del Moco, antico legume recuperato e coltivato nella zona grazie ad un progetto di Slow Food.

Il programma prevede:

-              al mattino ore 10,30 il convegno ”Contaminazioni tecniche e gastronomiche sulle buone prassi per la tutela della biodiversità”, che vedrà protagonista Marco Damele, scrittore e imprenditore agricolo di Camporosso (IM), che racconterà il suo lavoro sulla Cipolla egiziana ligure, un bulbo ritornato alla ribalta dopo anni di assoluta dimenticanza e oggi cercata e apprezzata da chef, appassionati e foodblogger. L’incontro sarà condotto da Claudio Porchia, giornalista e Presidente dell’Associazione i Ristoranti della Tavolozza e terminerà con una originale degustazione di Moco e Cipolla egiziana. Un incontro da non perdere poiché come sostiene Marco Damele: “E’ importante parlare di tutela dei semi e biodiversità, ma è fondamentale che questi prodotti siano anche presenti nelle nostre cucine e apprezzati da chi li consuma. La migliore forma di salvaguardia per l’agricoltura è proprio quella di promuoverla attraverso l’alimentazione, con ricette che parlino di stagionalità dei prodotti, biodiversità, Km 0 e fantasia”.

-              a partire dalle ore 12.00 presso il Pala Zucca sarà possibile degustare piatti della tradizione e innovativi realizzati con prodotti del territorio, fra cui il Moco, e preparati dalla Comunità del cibo di Slow Food.

-              alle ore 15.00 un interessante Show Cooking, con la partecipazione di diversi chef del territorio, che realizzeranno dal vivo piatti con il Moco. Fra questi hanno garantito la  presenza: Lorena e Luca del Ristorante Quintilio in Altare, grandi appassionati e sostenitori della cucina del territorio e che avevano già portato il Moco alla “Prova del Cuoco” su RAI 1,  e Alessandro Bottarelli di Finale Ligure tra i quattro nuovi diplomati presso la Scuola Internazionale di Cucina Italiana, Alma di Colorno (PR), fondata da Gualtiero Marchesi, e che aveva superato la prova finale di esame presentando una tesina sul Moco delle Valli della Bormida  Ospite speciale e testimonial Laura Maragliano Direttore delle riviste gastronomiche del gruppo Mondadori (Sale&Pepe -Cucina Moderna-Cucina no problem)

-              Alle 16.00 anche uno spettacolo con Simon Cats Show in compagnia dei suoi magici animali addestrati mediante la tecnica del rinforzo positivo, per i più piccoli (ma anche per tutta la famiglia.

Per tutto il pomeriggio Cucina di Strada e farinata di mochi e ceci, cotta in forno a legna, grazie alla collaborazione dell'Associazione "Insieme per Cernobyl" e dell’azienda “La Filippa” spa di Cairo Montenotte e con farina macinata a pietra da Azienda Agricola Molino Moretti.

La manifestazione promuoverà anche piccole, ma significative azioni virtuose per la difesa dell’ambiente, e fra queste segnaliamo l’utilizzo di stoviglie compostabili e biodegradabili evitando così l’utilizzo della plastica nell’attività di ristorazione e Street Food della sagra.

I Moco delle Valli della Bormida è un prodotto dell’Arca del Gusto di Slow Food e De.Co. Cengio e dal 2019 inserito con decreto ministeriale nell’elenco dei Prodotti Tipici Tradizionali (P.A.T.)

Il ”Moco”, antico legume, era già presente nella Valle Bormida, dall’età del bronzo, la sua coltivazione era diffusa in molti comuni della Valle in particolare sulle alture di Cairo Montenotte e di Cengio. Grazie alla disponibilità di alcuni appassionati, che avevano negli anni proseguito nella coltivazione, sono stati reperiti i semi per avviare nel 2011 un progetto di produzione sufficiente per riportare nelle campagne e sulle tavole questo legume con l’obiettivo di realizzare una concreta pratica di difesa della biodiversità. A sette anni dall’avvio del progetto sono ormai diverse le aziende che lo producono, garantendo da un lato l’approvvigionamento dei semi per la coltivazione e dall’altro una quantità sufficiente per un uso gastronomico sia intero sia trasformato in farine. La produzione del 2018 ha trovato collocazione non solo per la gastronomia ma per la semina in varie parti del paese, Orvieto, Taranto e paesi del vicino Piemonte, segno della forte attenzione per la coltivazione di varietà vegetali con caratteristiche particolari. Nel frattempo anche grazie alla collaborazione con il CERSAA: Centro di Sperimentazione e Assistenza Agricola l’azienda speciale dell’ex Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Savona, questo legume è stato caratterizzato al fine di definirne i valori nutrizionali. Fedeli allo slogan "semi nutrienti per un futuro sostenibile", e per fare opera di sensibilizzazione e aumentare la consapevolezza dei molti vantaggi dei legumi, incrementarne la produzione e il commercio, nonché incoraggiare utilizzi nuovi e più intelligenti lungo tutta la filiera alimentare.

 

 

 

Redazione

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