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CRONACA | 15 maggio 2019, 07:11

"Mancato versamento degli oneri di urbanizzazione", la diocesi aveva fatto causa al Comune di Imperia. Il processo approda in Cassazione

Secondo la legge regionale del 24 gennaio 1985, infatti, i comuni devono versare i contributi per un’aliquota non inferiore al 7% agli enti religiosi entro il 31 marzo di ogni anno

"Mancato versamento degli oneri di urbanizzazione", la diocesi aveva fatto causa al Comune di Imperia. Il processo approda in Cassazione

La diocesi di Imperia-Albenga, nel 2008 aveva fatto causa al Comune di Imperia, lamentando il mancato versamento degli oneri di urbanizzazione secondaria. Secondo la legge regionale del 24 gennaio 1985, infatti, i comuni devono versare i contributi per un’aliquota non inferiore al 7% agli enti religiosi entro il 31 marzo di ogni anno, contributi che sono determinati “A tutte le concessioni edilizie onerose rilasciate nell'anno precedente, anche relativamente all'edilizia convenzionata, senza tener conto degli scomputi che i titolari delle concessioni abbiano eventualmente ottenuto per l'esecuzione diretta di opere di urbanizzazione secondaria e per cessione delle relative aree. I contributi sono corrisposti alle confessioni religiose, che ne facciano richiesta e che abbiano i requisiti, proporzionalmente alla loro consistenza”.

Lo scopo della legge, è quello di disciplinare “i rapporti intercorrenti tra insediamenti residenziali e servizi religiosi ad essi pertinenti, nel quadro delle attribuzioni spettanti rispettivamente ai Comuni ed agli Enti istituzionalmente competenti in materia di culto della Chiesa cattolica e delle altre confessioni religiose che abbiano una presente organizzata nell'ambito dei Comuni interessati dalle previsioni urbanistiche”.

“In forza dell’art. 2, ai sensi e per gli effetti dell'art. 3, secondo comma, lettera b), d.m.l.p. 2 aprile 1968, sono attrezzature di interesse comune di tipo religioso:
- gli immobili destinati al culto anche se articolati in più edifici;
- gli immobili destinati all'abitazione dei ministri del culto e del personale di servizio;
- gli immobili adibiti, nell'esercizio del ministero pastorale, ad attività educative, culturali, sociali, ricreative e di ristoro, che non abbiano fini di lucro.

In relazione al disposto dell'art. 4, l. 29.9.1964, n° 847 e successive modificazioni, le attrezzature di cui al precedente comma costituiscono opere di urbanizzazione secondaria ad ogni effetto”. La causa che la diocesi ha fatto al Comune risale era stata presentata davanti al Tribunale di Imperia, che ha però ritenuto vi fosse un difetto di giurisdizione, e che il procedimento dovesse essere discusso dinanzi al Tar. Nel dettaglio, la diocesi lamenta il mancato versamento di questi contributi a partire dall’entrata in vigore della legge, ovvero dal 1985 al 2008, anno in cui ha presentato il procedimento civile nei confronti del Comune. “In particolare, - si legge nell’ordinanza dei giudici del Tribunale Amministrativo -  la Diocesi deduceva un’inadempienza da parte del Comune, protrattasi dal 1985 al 2008, per alcuni anni totale, e per gli altri parziale (a causa della asserita mancata inclusione nella base di calcolo –sulla quale applicare l’aliquota di cui al comma 1° del citato art. 5- dei proventi derivanti dal rilascio di concessioni edilizie in regime di condono, nonché degli importi corrispondenti alle opere di urbanizzazione ed alle aree rispettivamente realizzate e cedute ‘a scomputo’ dai privati).

Il Comune, rappresentato all’epoca dall’avvocato Riccardo Caracciolo, da parte sua ritiene di non essere inadempiente e che i crediti vantati dalla diocesi si siano estinti per prescrizione. Inoltre, secondo la difesa del Comune, “la Diocesi di Albenga Imperia è decaduta dal diritto di esigere la devoluzione della parte di aliquota di propria competenza sui contributi di urbanizzazione secondaria relativi alle concessioni edilizie ed ai permessi di costruire onerosi rilasciati dal Comune di Imperia, se ed in quanto difetti la prova della tempestiva presentazione delle richieste di devoluzione previste dall'art. 5 della legge regionale n. 4/1985”.

Sempre secondo la difesa del Comune, “la Diocesi di Albenga Imperia non ha impiegato le somme ad essa devolute dal Comune di Imperia per gli usi e nei termini stabiliti dall'art. 5 della legge regionale n. 4/1985, e che non ha comunicato nel termine del 31 dicembre di ogni anno al Comune di Imperia le relazioni analitiche di cui alla medesima nonna”. Conseguentemente, il Comune chiede di “condannare la Diocesi di Albenga-Imperia a restituire al Comune di Imperia, in tutto o in parte a seconda degli esiti dell'istruttoria, le somme devolute negli anni dal 1986 al 2006 per le annualità dal 1985 al 2004 per il complessivo importo capitale di € 411.820,05”. Il Tar ha sollevato a sua volta un difetto di giurisdizione, e lo scorso 17 aprile, ha emesso un’ordinanza che rimette il giudizio alla Corte di Cassazione Sezioni Unite.

Francesco Li Noce

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