/ ECONOMIA

ECONOMIA | 26 aprile 2019, 11:00

Educazione, reputazione e capacità di agire con senso di responsabilità: ecco le chiavi del futuro

Nella vita privata così come nel lavoro è indispensabile conoscere le dinamiche della società in cui viviamo. Ecco perché è una buona notizia la reintroduzione dell’educazione civica nelle scuole.

Educazione, reputazione e capacità di agire con senso di responsabilità: ecco le chiavi del futuro

Sviluppare la conoscenza e la comprensione delle strutture e dei profili sociali, economici, giuridici, civici e ambientali della società”. Questo il passaggio cardine di una rivoluzione scolastica che dal prossimo settembre vedrà protagoniste elementari, medie e superiori di tutto il territorio nazionale.

Ma cos’è esattamente questa materia tradizionale e come potrà integrarsi con le esigenze dei Millennial divisi tra un elevato grado di digitalizzazione e una incredibile voglia di sapere tecnologico? O meglio, quale sarà il valore aggiunto fornito delle lezioni sul funzionamento della macchina dello stato, sui diritti dei cittadini, sul ruolo di cittadinanza attiva e sulla consapevolezza di come l’Italia si stia proiettando in un futuro fatto di robotica, stampanti 3D e pagamenti con riconoscimento facciale?

Proviamo allora a fare delle ipotesi fra tradizione e futuro.

I dati parlano chiaro, le nazioni che formano cittadini responsabili e consapevoli della cultura, delle tradizioni e della memoria storica, crescono di più e continuano a trasmettere il desiderio e l'impegno per la crescita futura. Entrare in contatto sin dalle scuole primarie con un insegnate capace di raccontare la Costituzione attraverso esempi pratici legati alla quotidianità e con il giusto tasso di interattività social, significa per i cittadini del futuro innamorarsi del concetto stesso di appartenenza e quindi di Res Publica. Iniziare a scoprire la storia e il sacrificio delle passate generazioni per consegnare a tutti noi l’Italia dei mille campanili, delle tradizioni locali, dello spirito di collaborazione e della immensa capacità creativa, significa arrivare con facilità a studiare l’inno ed il perché dei colori della bandiera nazionale.

Semplificando, possiamo dire che sin qui questa novità rappresenta un approfondimento della storia, una contestualizzazione del diritto nazionale in ottica di normative europee e una presa di coscienza di come il concetto di cittadinanza sia misurabile in futuro in termini di sistema solare.

Ma c’è di più e la realtà talvolta è più interessante dell’immaginazione.

Passare alle nuove generazioni la consapevolezza dell’ecosistema in cui si vive significa soprattutto allenare al futuro e sensibilizzare su materie come la conservazione dell’ambiente, lo sviluppo sostenibile delle risorse del pianeta e la valorizzazione di tutte le eccellenze nazionali, delle identità locali e delle produzioni territoriali “Made In” riconosciute in tutto il mondo come qualità. Allo stesso tempo, raccontare nelle scuole che una buona gestione dei beni pubblici – al di là del valore etico e morale - rappresenta un dovere di ogni cittadino, garantisce oggi la possibilità di introdurre materie giuridiche ed economiche che, oltre a fare media in pagella, consentono di vivere la contemporaneità.

L’accesso alla maggior parte dei servizi della PA nei prossimi anni avverrà attraverso il digitale, con un risparmio di tempo e di denaro pubblico notevole, ma allo stesso tempo con la necessità di accrescere la consapevolezza dei rischi informativi, delle possibili frodi e delle fake news che si possono incontrare in rete quando si naviga o quando si riceve una email pirata dal Comune che ci invita a cliccare su un link-trappola oppure a comunicare le nostre password. Abilità, consapevolezza e conoscenze digitali sono dunque indispensabili, ricordando che più del 60% dei bambini nati oggi svolgeranno in futuro un lavoro che nel 2019 non esiste ancora. Anche l’anima sociale dei nostri piccoli studenti sarà alimentata dall'educazione civica, e potrà beneficiare di tutti quegli approfondimenti che riguardano le regole della circolazione stradale, il valore del senso di appartenenza ad una comunità, la passione di chi svolge quotidianamente attività sociali a supporto delle fasce deboli e l’educazione alla salute e al benessere di tutti i cittadini all’interno della Smart City del futuro.

Perché, se nelle università di tutto il mondo si insegnano ormai da tempo le discipline del futuro come Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica (STEM), è pur vero che un buon docente già alle superiori deve insegnare a fare correttamente il nodo alla cravatta, preparando in anticipo la strada a quelle nuove leve che si troveranno, un giorno, a dover fare il loro primo discorso come Ministro della Repubblica o come Direttore Marketing di una multinazionale.

Enrico Molinari

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium