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Politica | 23 aprile 2019, 10:03

Diano Marina: il comitato sulla ciclabile contro il pala congressi, rivela "Pronti a scendere in campo alle prossime comunali" (Video)

"Non saremo più un comitato, diventeremo un gruppo che vorrà contrapporsi a questo muoversi delle amministrazioni pubbliche"

Diano Marina: il comitato sulla ciclabile contro il pala congressi, rivela "Pronti a scendere in campo alle prossime comunali" (Video)

Il comitato 'Diano Marina Ciclabile in Ferrovia', nato nel 2016 per contrastare l'idea dell'amministrazione comunale di fare la pista ciclabile sull'Aurelia, spostando il traffico veicolare sul vecchio sedime, si schiera apertamente contro il nuovo progetto presentato dalla maggioranza che propone la costruzione di un pala congressi sul molo delle tartarughe. Lo ha fatto nei giorni scorsi con un comunicato, e oggi con un'intervista rilasciata a Imperia News da parte del portavoce del comitato, Tiziano Gramondo, che annuncia la volontà di scendere in campo politicamente in vista delle prossime comunali, in contrasto con l'attuale amministrazione.

Siamo stati cooptati dalla popolazione, dalla gente che incontriamo tutti i giorni, a scendere in campo. - spiega- Perché sono delusi dall'operato di questa amministrazione che sembra stia operando come l'amministratore delegato di un'azienda. Il comune non è un'azienda, ma un'ente che deve servire servizi e benefit per i cittadini: problemi di acqua, di fogne, marciapiedi, strade rotte. E invece escono fuori queste sorprese, il sogno, la vanità di una persona deve essere espressa sulle spalle di tutta la cittadinanza, senza badare a niente. Si costruisce perché ci vuole, perché ci vuole un pala congressi, ci vuole un campo sportivo, dobbiamo fare questo, dobbiamo fare quello, si potrà vedere il mare”.

Noi – continua - siamo qua perché vogliamo mantenere lo status quo, vogliamo scendere in campo, lo faremo anche politicamente. Purtroppo ci hanno costretto, non saremo più un comitato, diventeremo un gruppo che vorrà contrapporsi a questo muoversi delle amministrazioni pubbliche. Abbiamo mille cose da dire: abbiamo visto la presentazione di questo progetto in consiglio comunale, il Sindaco che ha detto a un consigliere di minoranza: 'Così potrai andare a ballare e i cittadini potranno vedere il mare', ma i cittadini lo vedono già adesso il mare, non c'è bisogno di costruire sette metri per vedere il mare. Ammesso che non c'è ancora il nulla osta della conferenza dei servizi, e mi stupisce ancora di più che un assessore regionale abbia erogato dei fondi strategici per un qualcosa che non ha ancora il nulla osta della conferenza dei servizi. Stiamo ormai travisando completamente quello che è il servizio politico degli amministratori. È diventato qualcosa di personale, voler lasciare un'eredità visibile, ma non è l'eredità visibile che serve ai cittadini, servono i servizi che funzionino, le cose ben fatte e ponderate. Vogliono una sala congressi? Abbiamo palazzo Muzio che è in disarmo, già l'amministrazione Basso, quindici anni fa aveva deciso di farci congressi e ristrutturarlo, ed è abbandonato. Abbiamo diverse strutture immobiliari grosse, ex alberghi. Perché, come oneri di urbanizzazione, non si fanno fare in questi alberghi, una quota di sale conferenze? Nessuno di Diano Marina sente la necessità, a parte il Sindaco o i suoi assessori, di avere una nuova costruzione sul mare, per vedere che cosa? Noi lo vediamo benissimo, e anzi, dirò di più: se fosse per me toglierei anche il solarium e restituirei a cittadini e turisti tutto il molo, perché non penso che la Gm, che è un'entità di proprietà al 100% del Comune di Diano Marina, debba continuare a sfruttarlo a scapito dei cittadini. Non penso che quei 10-15mila euro di reddito pulito che potrà dare il solarium durante l'anno, siano la panacea che salva il bilancio del Comune di Diano Marina”.

Il comitato non abbandona però la battaglia sulla ciclabile.



La ciclabile è il nostro cavallo di battaglia e lo rimarrà fino a quando saremo operativi e avremo salute. Non contro la ciclabile, di qua o di là, ma contro il fatto che si sposti la via Aurelia, perché non è concepibile che nel 2025, abbiamo avuto una ragazzina di 17 anni che è venuta a insegnarci di fronte a tutte le cariatidi del Senato, a dire cosa dobbiamo fare. Non possiamo arrivare a 70 anni e farci dire da una ragazzina cosa dobbiamo fare. Noi non vogliamo solamente che venga spostata e divisa l'Aurelia, perché qui ormai non si sa più niente, in un primo tempo volevano spostarla, in un secondo tempo la volevano dividere, ma nessuno dice niente, nessuno ha il coraggio di parlare di Aurelia, nessuno parla di tutte le incompatibilità che potrebbero esserci con queste operazioni. La pista ciclabile la facciano dove vogliono, purché non venga spostata la via Aurelia, non ammettiamo che il centro di Diano Marina venga tagliato in due da un'arteria statale.

Tornando al discorso del centro congressi, il Sindaco ha asserito che così i cittadini potranno vedere il mare, ma se l'ipotesi base è far passare la ciclabile sull'Aurelia perché possano vedere il mare, non corrisponde a quello che ha detto il Sindaco
”.

Allora cosa potremmo consigliargli? - propone ironicamente Gramondo - Faccia una sopraelevata, così vede il mare, il ciclista può vederlo, perché in questa condizione è una contraddizione continua. Una persona dice una cosa e una ne dice un'altra, una persona fa una cosa e una ne fa un'altra. Noi siamo qua, stanchi, anche lo popolazione lo è e ci continua a pressare e dire di andare avanti e fare qualcosa perché non ne possono più”.

Francesco Li Noce

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