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Eventi | 23 aprile 2019, 11:10

Sanremo: l'installazione “Les Innocents” dal 4 al 29 maggio in mostra al Forte di Santa Tecla

L'installazione, che occuperà il cortile centrale del Forte, è una potente evocazione della prigionia che, nel corso della sua elaborazione, ha acquisito le caratteristiche di un campo di concentramento in cui il simbolo dell'infanzia violata e maltrattata raggiunge il ricordo del martirio del popolo ebreo.

Sanremo: l'installazione “Les Innocents” dal 4 al 29 maggio in mostra al Forte di Santa Tecla

Chiusura, isolamento e ribellione. Sono questi i temi affrontati dalla potente installazione “Les Innocents”, opera realizzata nel 2000 dall'artista belga Julien Friedler, e in mostra al Forte di Santa Tecla di Sanremo dal 4 al 29 maggio prossimi, dopo essere stata presentata a Bruxelles, Milano, Parigi, Spoleto e Torino. La mostra è curata da Spirit of Boz in collaborazione con Polo Museale della Liguria,Comune di Sanremo, CMC/Nidodiragno e Associazione Pigna Mon Amour.

L'inaugurazione è prevista per sabato 4 maggio alle ore 18. L'installazione sarà aperta al pubblico, con ingresso gratuito, dal 5 al 29 maggio, con i seguenti orari: da martedì a domenica, dalle 16 alle 20, sabato dalle 16 alle 22, lunedì chiuso.

L'installazione, che occuperà il cortile centrale del Forte, è una potente evocazione della prigionia che, nel corso della sua elaborazione, ha acquisito le caratteristiche di un campo di concentramento in cui il simbolo dell'infanzia violata e maltrattata raggiunge il ricordo del martirio del popolo ebreo. Un grande recinto di filo spinato circonda una gabbia, al cui interno è rinchiuso il personaggio di Jack Balance, alter ego dell'artista e protagonista del suo universo creativo: un clown frustrato ma pieno di humour e d’impertinenza, votato alla costante ribellione, la cui esistenza è materializzata in una foto. Una sedia, dei peluche sparsi, uno scheletro di plastica, dei cellulari che lo collegano con il suo Creatore, lacci invisibili che lo mantengono in una condizione di dipendenza. Un'opera fortemente simbolica in cui l'artista, al di là della tragedia dell'Olocausto, vede l'universalità della sofferenza che da sempre si riproduce e si ripete nella follia e nella violenza degli uomini.

Friedler commenta così l'installazione: "Ci sono il filo spinato, i peluche, i banchi di scuola, una messa in scena certo tragica ma anche ludica. Ho utilizzato il linguaggio degli estremi: l'infanzia e la morte, è la Shoah, naturalmente, ma anche una metafora dell'infanzia imprigionata... di tutti i bambini del mondo uccisi e feriti nella loro innocenza".

"Julien Friedler, nato nel 1950 a Bruxelles, vive e lavora a Monaco (Montecarlo). È una figura singolare nel panorama dell’arte contemporanea. Il passato letterario, la formazione come psicanalista, l’amore per la filosofia e la scrittura di diverse opere erudite, il suo gusto per i viaggi e per l'incontro con realtà diverse e lontane hanno contribuito a costruire la base di un pensiero labirintico che si realizza nelle arti visive, tra pittura e installazione. La sua associazione Spirit of Boz è nata per instaurare scambi e legami tra realtà individuali e collettive, provenienti da svariati luoghi del mondo, attraverso la pratica dell'espressione orale, letteraria, pittorica e creativa in generale" - ricordano gli organizzatori.


C.S.

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