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Attualità | 21 aprile 2019, 07:14

Dal Liceo Aprosio di Ventimiglia a New York per uno stage in Facebook: la storia di Marco Montalto Monella che sogna una carriera internazionale, ma non dimentica le sue origini

La sua città, che da molti anni ormai guarda da lontano, la vorrebbe più aperta alle nuove culture, ma anche più attiva negli scambi con la vicina Francia.

Dal Liceo Aprosio di Ventimiglia a New York per uno stage in Facebook: la storia di Marco Montalto Monella che sogna una carriera internazionale, ma non dimentica le sue origini

“Mi mancano la mia famiglia, il clima, il cibo, i sapori e i paesaggi della mia città, ma credo che in Italia non sarei mai riuscito a fare quello che ho fatto in questi anni passati all’estero.” Marco Montalto Monella, ventimigliese, 25 anni, ma con le idee già molto chiare sul proprio futuro, ora come in passato.

L’idea di avviare un percorso di studi internazionale lo ha stuzzicato fin dai tempi del liceo, quando hobby, passioni e necessità sono state tradotte in lingua inglese, dai libri, ai film, fino al menù dello smartphone: “Per prendere sempre più familiarità con la lingua.” Dopo tre anni al Politecnico di Torino dove si laurea in Ingegneria Gestionale, Marco si trasferisce al Londra e inizia a lavorare in finanza. In concomitanza con il lavoro a Londra, segue alcuni corsi negli Stati Uniti dove decide di trasferirsi in pianta stabile. Dal gennaio 2018 segue un corso di laurea magistrale a New York che questa estate lo porterà a svolgere uno stage presso Facebook come Production Engineer. 

“Ai ragazzi che si apprestano oggi a prendere una decisione sul loro futuro - spiega - vorrei dire che un percorso internazionale è possibile e che, anche se molto spesso soprattutto al liceo, gli insegnanti tendono ad illustrare solo le possibilità di studio in Italia, in realtà ce ne sono molte anche all’estero e possono essere percorse. Io ho avuto ad esempio un mio amico che ha fatto un percorso simile al mio, è che è stato un po’ il modello a cui sono ispirato.” 

Tra i progetti di vita di Marco, per ora, non c’è quello di tornare in Italia: “Vorrei rimanere qui almeno dieci anni e sfruttare la possibilità di far esperienze in grandi aziende, ma sto studiando anche il russo, nel caso in cui volessi tornare in Italia per avvicinarmi alla mia famiglia, so che questo sarebbe spendibile, soprattutto a Monaco.” 

Marco ha le idee chiare, le ha avute fin da subito, da quando varcava le porte del Liceo Aprosio e sognava un suo percorso di lavoro e di studio a livello internazionale. Una consapevolezza, la sua, che vorrebbe trasmettere ai ragazzi che oggi vivono Ventimiglia, ma anche a chi dovrebbe pensare e sviluppare la città del futuro. 

“Probabilmente in Italia non avrei potuto fare in così poco tempo tutto quello che ho fatto a Londra prima e negli Stati Uniti poi - continua - in Italia si tende a guardare molto la teoria, il ‘pezzo di carta’ e la laurea in base ai voti con cui è stata conseguita. All’estero le cose sono diverse, si ragiona in maniera più pratica, anche a livello universitario e questo è sicuramente più stimolante.” 

La sua città, che da molti anni ormai guarda da lontano, la vorrebbe più aperta alle nuove culture, ma anche più attiva negli scambi con la vicina Francia: “Questo - spiega - permetterebbe di avere ragazzi bilingue, è necessario attivare progetti con i licei francesi, scambi culturali, ma anche a livello sportivo e universitario. Sarebbe certamente un salto di qualità per Ventimiglia.” 

Simona Della Croce

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