/ CRONACA

CRONACA | 19 aprile 2019, 14:40

Imperia: militanti a processo per lancio di uova e carta igienica contro Salvini. La testimonianza del poliziotto "L'onorevole ci disse 'Vado in mezzo a loro, quello che succede succede'" (Video)

Dai racconti dei testimoni ci sarebbe stato un atteggiamento provocatorio reciproco. Da un lato chi manifestava contro Salvini con i lanci di carta igienica e uova, oltre a cori e sfottò, dall’altro i sostenitori dell’attuale Ministro visti anche rivolgersi agli antagonisti con saluti romani

Imperia: militanti a processo per lancio di uova e carta igienica contro Salvini. La testimonianza del poliziotto "L'onorevole ci disse 'Vado in mezzo a loro, quello che succede succede'" (Video)

Salvini ci disse: ‘Se non li spostate vado in mezzo a loro e quello che succede succede’”. A riferirlo è stato è l’ex capo di gabinetto della Questura di Imperia Alessandro Asturaro, testimone questa mattina al processo che vede imputati i manifestanti, tutti attivisti del centro sociale ‘La Talpa e L’Orologio’, che il 17 maggio 2015 contestarono la visita dell’allora parlamentare europeo e oggi Ministro dell’Interno Matteo Salvini.

Gli imputati: Noto FlorioCafiero GuascoGuglielmo MazziaIngrid PedrazziniRoberto RaineriValerio Romano e Francesco Scoppelliti, sono accusati di lancio di oggetti pericolosi e molestia o disturbo alle persone. Nel dettaglio gli vengono contestati lanci di uova, e di oggetti come sassi e ghiaia, che però nessuno dei testimoni sentiti questa mattina, né gli stessi imputati, che sono stati sentiti in aula, hanno attribuito a essi il lancio di questi oggetti. Tutti hanno riferito di aver lanciato solo la carta igienica, in senso di “contestazione e disprezzo” nei confronti di Matteo Salvini, considerato da uno degli imputati "Una persona malata che diffonde odio".

Quella che è emersa è la natura politica della manifestazione, che si era svolta alla vigilia delle elezioni regionali, ma soprattutto in una fase molto delicata per Imperia e per i lavoratori dell’Agnesi, lo stabilimento chiuso appena un anno e mezzo dopo, già all’epoca in grave crisi. Salvini quel giorno si recò prima alla fabbrica dove incontrò alcuni operai rappresentati dal sindacato Cisl. L’incontro si spostò poi al bar 11, poco distante alla fabbrica, dove l’allora parlamentare europeo tenne un comizio dal dehor.

Tutti i testimoni, compreso Asturaro, hanno riferito che il discorso di Salvini si tenne comunque, nonostante fosse disturbato dalla manifestazione poco distante. I testi della difesa, tra cui figura anche l’allora consigliere comunale Mauro Servalli, e gli imputati, hanno riferito inoltre che non ci fu uno scontro con la polizia. “Ci sarebbe stata una disparità di forze, loro erano in tenuta antisommossa, noi in maglietta e infradito”, hanno riferito al giudice monocratico Marta Maria Bossi.

Dai racconti dei testimoni ci sarebbe stato un atteggiamento provocatorio reciproco. Da un lato chi manifestava contro Salvini con i lanci di carta igienica e uova, oltre a cori e sfottò, dall’altro i sostenitori dell’attuale Ministro visti anche rivolgersi agli antagonisti con saluti romani. Lo stesso Salvini, a megafono, rispondendo ai manifestanti che urlavano: ‘Siamo tutti clandestini’ avrebbe detto: ‘Se lo siete toglietevi tutti dalle palle’. “Ci mandava bacini in chiaro senso provocatorio”, hanno detto i testimoni. Tra questi c’è chi ha riferito di un gestaccio da parte dell’allora parlamentare europeo.

Il processo si basa, oltre che sulle testimonianze, anche su una documentazione video e fotografica prodotta dagli agenti della Digos in servizio quel giorno, testimoni alle scorse udienze. Il Pubblico Ministero Barbara Bresci ha inoltre richiesto l’acquisizione di altro materiale, sempre prodotto dalla Digos, mentre le difese, rappresentate dagli avvocati Francesco FazioErsilia Ferrante Gianluca Vitali, hanno depositato altro materiale video, visto questa mattina durante l’udienza.

Emerge la correttezza della condotta dei nostri assistiti – hanno riferito i legali a fine udienza parlando con i cronisti presenti - Tutto si è svolto nel perimetro del lecito, non ci fu nessun lancio di oggetti pericolosi e si continua a fare confusione tra i fatti contestati agli imputati e quelli per cui ci sono già stati decreti penali di condanna, per cui c’è stato chi ha già pagato”.

Come in altre udienze, il processo ha visto la partecipazione di un pubblico numeroso tra cui militanti del coordinamento antifascista e del partito comunista dei lavoratori di Savona che hanno espresso pieno appoggio e solidarietà agli imputati.

Questa mattina si è chiusa la fase istruttoria del processo che è stato rinviato per la discussione al 15 novembre. Non è escluso dunque che, visto che i fatti risalgono a oltre quattro anni fa, il processo si possa concludere con una prescrizione prima della sentenza.

Francesco Li Noce

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium