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CRONACA | 16 aprile 2019, 13:01

Imperia: scarcerata la preside dell'Ipsia, l'avvocato "Mai chiesto rimborsi per benzina e autostrada" (foto e video)

"La dottoressa Zappulla ha specificato chiaramente quello che secondo lei è un dato importante e che è stato riscontrato dagli inquirenti, e cioè che in tutto questo periodo che ha utilizzato questa Toyota ha sempre pagato benzina e autostrada coi propri soldi, e non ha mai chiesto rimborsi chilometrici. Per cui lei, nella sua ricostruzione è convinta di non aver sostanzialmente fatto un peculato"

Imperia: scarcerata la preside dell'Ipsia, l'avvocato "Mai chiesto rimborsi per benzina e autostrada" (foto e video)

La professoressa Anna Rita Zappulla, preside dell’Ipsia è stata scarcerata al termine dell’udienza di convalida che si è tenuta in tribunale a Imperia davanti al Giudice per le Indagini Preliminari Massimiliano Rainieri.

La donna è accusata di peculato per aver utilizzato, secondo la Procura esclusivamente, l’auto, una Toyota Corolla che era stata donata alla scuola anni fa. La professoressa, difesa dall’avvocato Andrea Rovere, ha spiegato al Gip e al Pm Luca Scorza Azzarà (che sostituisce l’Aggiunto che aveva disposto l’arresto Grazia Pradella ndr), il motivo dell’utilizzo dell’auto che le è costata l’arresto con la detenzione in carcere a Genova Pontedecimo.

Al termine dell’udienza, il suo legale ha ricostruito quanto avvenuto nel corso dell’udienza, che si è tenuta a porte chiuse.



La professoressa Zappulla - ha spiegato - sostanzialmente ha riconosciuto di aver usato l’auto, che tra parentesi non è nemmeno un’auto della scuola, ma donata dalla Toyota alla scuola, quindi tecnicamente non è un’auto blu. Ha riconosciuto di aver usato questa macchina negli ultimi venti, trenta giorni perché aveva avuto un gravissimo incidente che aveva distrutto la sua macchina. Precedentemente a questa data aveva sempre utilizzato la sua macchina. La dottoressa Zappulla ha però specificato chiaramente quello che secondo lei è un dato importante e che è stato riscontrato dagli inquirenti, e cioè che in tutto questo periodo che ha utilizzato questa Toyota ha sempre pagato benzina e autostrada coi propri soldi, e non ha mai chiesto rimborsi chilometrici. Per cui lei, nella sua ricostruzione è convinta di non aver sostanzialmente fatto un peculato. E’ un processo caratterizzato, a mio avviso nella fase iniziale, da un’eccessiva spettacolarizzazione e da un utilizzo troppo punitivo della custodia in carcere, che la stessa Procura in ogni caso ha riconosciuto perché, guardavo le carte adesso, è stata arrestata e portata in carcere sabato pomeriggio e alle 14.25 di domenica la stessa Procura della Repubblica, chiedendo la convalida dell’arresto ha chiesto applicarsi gli arresti domiciliari. Deve esserci stato sicuramente un problema di comunicazione con gli inquirenti, perché diversamente, se la comunicazione avesse funzionato, avrebbero potuto applicare direttamente la misura degli arresti domiciliari. Purtroppo, quando queste cose si verificano di sabato con gli uffici chiusi. Ci sarà stato sicuramente un problema di comunicazione”.

Quindi ora esce? Sì. Il giudice ha detto di riportarla a Genova, dove verrà scarcerata. Noi aspettiamo di sapere quale tipo di misura cautelare sarà adottata perché, analogamente, per esempio, all’ipotesi medici legali, erano state adottate misure interdittive, perché una semplice sospensione dal servizio sarebbe ampiamente idonea a soddisfare tutte le esigenze cautelari. Non potrebbe reiterare nessun tipo di condotta illecita o meno. In ogni caso, ci riserviamo per gran parte di questi episodi di documentare, e siamo in grado di farlo, che si trattava di un utilizzo istituzionale. Che poi, dopo aver fatto l’utilizzo istituzionale, tornando andava a fare la spesa al supermercato, questo l’ha detto anche la professoressa Zappulla. Questo però lo discuteremo sotto il profilo dell’eventuale intensità del dolo”.

La gita a Mentone non è istituzionale: Invece è istituzionale perché aveva l’appuntamento con la segretaria scolastica che abita a Mentone, per compilare le schede per i finanziamenti dell’Erasmus. Questo il giorno che è stata arrestata. Però ha detto che in altri giorni era andata a Mentone, aveva usato la macchina e, ha detto che intanto che andava si fermava al ritorno a fare la spesa. Per cui c’era un uso, non esclusivo, ma promiscuo di questa vettura. Il fatto mi sembra, così ricostruito, ed è riscontrato. Che non abbia mai chiesto rimborsi chilometrici né di benzina né di autostrada, è stato accertato dagli inquirenti. Quindi, se di danno erariale vogliamo parlare, parliamo di poche centinaia di euro”.

Del fatto che avesse preso l’auto, anche solo per un mese, la scuola era al corrente? Aveva chiesto un’autorizzazione? L’autorizzazione se la sarebbe data a se stessa. Lei invece, come ha detto, e proveremo, aveva comunicato alla segreteria che se qualcuno avesse avuto bisogno della macchina, lei l’avrebbe messa a disposizione. Tant’è che almeno in un’occasione questa macchina è stata utilizzata per trasferire del materiale informatico da Sanremo a Imperia. Quindi, quando le  stata chiesta lei l’ha messa a disposizione”.

E’ vero che ha fatto lo sciopero della fame in carcere? Quando una persona, tra virgolette, perbene viene presa e sbattuta in un carcere, probabilmente la reazione, posto che mi sembra, leggendo dai giornali, anche voi giornalisti avete ritenuto eccessiva questa misura adottata. Noi abbiamo quotidianamente in queste aule di giustizia, fior fior di spacciatori di stupefacenti, che entrano alle 9 del mattino e alle 11 sono fuori. Quindi tutto sommato, che sia stata usata una mano pesante, probabilmente non volontariamente, probabilmente per un difetto di comunicazione dovuto al week end, però il risultato è che questa signora, assolutamente incensurata, all’età di 60 anni, è stata presa e sbattuta a Pontedecimo, il che mi sembra manifestamente eccessivo, però devo riconoscere alla Procura che se ne devono essere accorti, posto che alla domenica pomeriggio ha già chiesto la modifica del provvedimento cautelare”.

L’episodio del carro attrezzi? L’ha riconosciuto, ha detto che la gomma era vecchia, perché era una Toyota vecchia, e anche in quel caso lì ha pagato il carro attrezzi, la benzina e l’autostrada, e siccome la gomma era della scuola, è stata l’unica voce economica che è stata addebitata alla scuola, perché comunque la dovevano riparare. La macchina dovevano usarla ancora, per cui lei ha pagato tutte le spese vive e oltretutto con dei grossi problemi, perché, ripeto, si trattava di una macchina di 15-20 anni fa, addirittura avevano problemi a trovare lo pneumatico sostitutivo. Il fatto al di là di ogni valutazione è molto più banale di quello che è emerso sugli organi di stampa. È stato un po’ cavalcato mediaticamente, ma dicevo che se il popolo vuole sangue, allora diamogli sangue, che il popolo si diverte”.

Francesco Li Noce

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