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Eventi | 24 marzo 2019, 08:17

Taggia: alle 17.30 a Villa Boselli un convegno sul profondo legame tra Arma e l'illustre scrittore Tommaso Landolfi

Un legame storico ritrovato tra gli scritti di Landolfi uno degli autori più conosciuti di tutto il novecento.

L'ingresso a Villa Boselli

L'ingresso a Villa Boselli

Oggi, domenica 24 marzo, alle 17.30, presso villa Boselli, ad Arma di Taggia si terrà una conferenza per parlare del forte legame tra l'illustre letterato, Tommaso Landolfi e la cittadina costiera della riviera dei fiori. L'iniziativa rientra in un progetto più ampio, ne avevamo parlato nei giorni scorsi con gli organizzatori (LEGGI LA NOTIZIA QUI).

Per parlare del rapporto tra Landolfi ed Arma di Taggia, sono attesi numerosi ospiti illustri, come: Andrea Cortellessa, professore originario Università di Roma Tre, uno dei maggiori critici letterari italiani e attento conoscitore dell’opera landolfiana e Letizia Lodi, storica d’arte (Museo Reale di Genova, Pinacoteca di Brera, Museo del Louvre) che ha avuto la fortuna di conoscere e frequentare Tommaso Landolfi. 

I lavori prenderanno il via con il saluto di Laura Cane, presidente del consiglio comunale di Taggia con delega alla cultura. Lei e Lamberto Garzia sono i principali promotori di questo appuntamento con la storia e la cultura. 

Tommaso Landolfi è considerato uno dei più autorevoli autori del novecento letterario, tra i più studiati all'Università - spiega Laura Cane, presidente del consiglio comunale di Taggia, con delega alla cultura - La sua è stata un’esistenza appartata e lontana dai salotti intellettuali, faceva sapere poco di lui e nonostante questo il suo lavoro è stato riconosciuto da Eugenio Montale e Italo Calvino. Solo dopo che sono state rese pubbliche le sue carte private, ora, consultabili presso la prestigiosa Università di Siena, è stato reso possibile confermare la sua presenza assidua ad Arma di Taggia dal novembre 1962 al dicembre 1968, il tutto pienamente confermato nei suoi manoscritti originali dove al termine di ogni lavoro vi è la sua firma con tanto di data e luogo”.

Stefano Michero

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