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Cronaca | 18 marzo 2019, 13:12

Caos Rivieracqua, i sindacati proseguono lo stato d'agitazione, la società sul depuratore: "Lavori portati a termine entro la prossima settimana" (foto e video)

"Si prevede che il riavvio di tutto il processo depurativo possa avvenire nella sua completezza a partire dalla prossima settimana coerentemente con l'obiettivo che questa azienda si era posta", scrive Rivieracqua

Caos Rivieracqua, i sindacati proseguono lo stato d'agitazione, la società sul depuratore: "Lavori portati a termine entro la prossima settimana" (foto e video)

Si accentua la situazione di caos all'interno di Rivieracqua dopo le notizie degli ultimi giorni sul blocco del depuratore di Imperia e il conseguente rischio di scarico dei liquami a mare. Nei mesi scorsi il Sindaco di Imperia Claudio Scajola aveva annunciato una lettera di diffida alla società presieduta da Gian Alberto Mangiante.

La stessa Rivieracqua a febbraio aveva presentato un piano concordatario. Circa la lettera di diffida, Mangiante, a Imperia News aveva dichiarato che le contestazioni mosse riguardavano opere di manutenzioneChe spettano ai comuni”.

Mangiante, aveva inoltre richiesto un incontro in Prefettura proprio per la questione depuratore il cui problema è la depurazione dei fanghi che al momento non sarebbe effettuata.I lavoriaveva spiegato il presidente di Riveracqua - sono stati aggiudicati attraverso bandi regolari che non hanno avuto seguito. Oggi le aziende non si fidano di Rivieracqua perché in concordato e chiedono la modifica delle condizioni, ma questo non lo possiamo consentire”.

Questa mattina i sindacati Cgil, Cisl e Uil hanno tenuto un'assemblea per discutere della difficile situazione societaria.



Ci siamo visti questa mattina per proseguire il confronto. -
spiega il segretario provinciale Cgil Fulvio Fellegara - La vertenza è iniziata già da mesi. Quando a luglio stato dichiarato lo stato di concordato di Rivieraqua abbiamo dichiarato lo stato di agitazione, abbiamo chiesto degli incontri da sua Eccellenza il Prefetto, l'ultimo la settimana scorsa che si è chiuso con un verbale di mancato accordo. Oggi ci siamo visti per valutare come proseguire con tutte le preoccupazioni del caso che è bene ripercorrere. Noi abbiamo segnalato ai massimi esponenti istituzionali della Provincia, partendo da sua Eccellenza il Prefetto, il presidente della Provincia, i sindaci dei comuni più grossi del nostro comprensorio, le difficoltà e la paura di non riuscire a garantire la balneabilità per la prossima stagione estiva perché i carichi di lavoro e l'organizzazione del lavoro non sono sufficienti, perché abbiamo dei comprensori come quello dianese dove solo tre, quattro persone si stanno occupando di garantire il ciclo integrato delle acque, perché abbiamo le aziende in appalto che rifiutano di proseguire con i lavori, quindi non sono più di supporto agli operai, perché c'è una carenza nell'organizzazione del lavoro, perché ci sono difficoltà di sicurezza all'interno degli impianti. Visto che i lavoratori sono pochi non riescono a entrare a volte in un impianto di depurazione da soli. Abbiamo avuto cicli di reperibilità dei lavoratori l'estate scorsa insopportabili e con grosso senso di responsabilità e con assunzioni di responsabilità incredibile, quei lavoratori hanno sopperito alle carenze organizzative. Questa situazione non può andare all'infinito. Se per disgrazia succedesse qualche sversamento in mare si rischia di fare un danno alla balneabilità e quindi un danno economico a tutta la provincia di Imperia per la prossima stagione, dando un danno incalcolabile alla nostra provincia e alla nostra attività produttiva, penso agli stabilimenti balneari, ai ristoratori, agli albergatori e a tutti i dipendenti che lavorano in questa filiera che riceverebbe un colpo difficile in un momento di crisi.

Non è un problema solo di Rivieracqua, ma di tutta la cittadinanza e tutta la provincia. Rispetto a queste denunce che facciamo da tempo non arrivano soluzioni, il piano condordatario e il piano di risanamento che è stato allegato al 4 febbraio non risponde a queste situazioni, e non possiamo far altro che continuare a denunciare ai massimi esponenti e iniziare le attività di denuncia e protesta che giustamente metteremo in campo nelle prossime settimane, per cui staremo sul pezzo e torneremo a sollecitare a chi di dovere fino a quando non arriveranno delle risposte pratiche. Bisogna trovare una soluzione, questa società così com'è non funziona, va sistemata e va messa in condizione di funzionare
”.

Prevederemo probabilmente un presidio, -
ha aggiunto il segretario provinciale Cisl Claudio Bosio - una manifestazione e una dichiarazione di sciopero con il coinvolgimento di tutti i lavoratori occupati Rivieracqua direttamente e indirettamente, ma anche una sensibilizzazione dei lavoratori delle imprese che lavorano per conto di Rivieracqua. La verità è che il cda ha presentato il 1 febbraio un piano industriale per cercare di raddrizzare la situazione economica, politica e gestionale della società portando in tribunale per ottenere un concordato in continuità. La situazione di Rivieracqua è veramente molto difficile, una società consortile che nasce nel 2012, che aveva il compito di gestire il ciclo integrato delle acque in tutta la provincia e non solo, occupando circa 70 comuni e circa 230 mila residenti. Ciclo integrato significa depurazione delle acque, quindi con aspetti di natura ambientale e con risvolti per l'economia del territorio che si contraddistingue per commercio e turismo. Abbiamo visto che alcuni depuratori, sia quello di Imperia, il cui collettamento con il dianese è stato ultimato non da molto tempo, non è ancora completamente in funzione, anzi pare che non sia addirittura in funzione e questo ci preoccupa molto, come ci preoccupa molto un altro tema, la cifra indicata nel piano industriale di riconoscimento nel concordato dei debiti nei confronti di terzi, al 37%, questo significa che i lavoratori occupati nelle altre imprese che sono qualche centinaio, rischiano che imprese falliscano. Quindi c'è un aspetto occupazionale, indiretto e indiretto importante, c'è un aspetto economico e ambientale importante, e soprattutto c'è un altro aspetto della continuità del servizio e della tariffazione, perché il disagio rischia di portare anche a un aumento delle tariffe per gli utenti. Tutto questo, insieme all'incapacità delle amministrazioni di aderire in maniera compiuta alla scelta di costituire Rivieracqua e quindi di conferire la propria gestione del ciclo integrato delle acque. Il confronto è partito oramai da molti anni, siamo in una fase molto delicata perché non si riesce a capire che futuro farà Rivieracqua, quindi che futuro faranno i lavoratori e cosa succederà dopo se non ci sarà l'omologa del tribunale. Il rischio è che se questa società consortile dovesse fallire verrà fatto un bando a livello europeo, quindi potrà arrivare un gestore fuori dal nostro perimetro nazionale, quindi la situazione si rivelerà molto più difficile a tutti i lavoratori”.

Sta succedendo che l'azienda ha notevoli difficoltà economiche, -
spiega Ferruccio Secchi, sindacalista Uil - ma soprattutto secondo me anche operative, perché comunque sia i dipendenti sono pochi, sono un pochino allo sbando perché non c'è una organizzazione vera e propria, non ci sono tante cose, e quindi ricade poi sulla depurazione delle acque che non viene effettuata in modo ottimale. Tutte le tubature come i serbatoi e tante altre cose arrivano da alcuni comuni che purtroppo per problemi loro non hanno potuto fare manutenzione, ma ricadono sicuramente su Rivieracqua che dovrà rimetterli a posto, perché il funzionamento adesso è in mano a Rivieracqua. Capisco le difficoltà di Rivieracqua ad andare avanti, però c'è anche il discorso che ci sono ancora dal mio punto di vista troppe lotte tra i vari comuni per imporre alcune cose, mentre bisognerebbe dopo anni, perché è dal 2012 che questo discorso è stato messo in piedi e che ancora siamo qui a discutere, quagliare tutto il discorso e vedere di fare una cosa seria, funzionale e che soddisfi comunque tutti gli utenti che sono quelli che ricevono l'acqua e quelli che la devono depurare, e comunque tutto l'indotto che c'è intorno a Rivieracqua con vari appalti”.

Nella tarda mattinata è arrivata una nota di Rivieracqua in merito alla questione che annuncia la ripresa del processo depurativo entro la prossima settimana:

Con riferimento alle recenti notizie apparse su alcuni quotidiani locali in merito al depuratore di Imperia, con la presente questa Azienda tiene a precisare quanto segue. Va innanzitutto precisato che questa Società ha ampiamente informato gli Enti preposti sullo stato dell'impianto che è gestito dal dicembre 2017 da Rivieracqua in forza di un'Ordinanza Sindacale nelle more della stipula di una specifica convenzione. A seguito di un nuovo quadro normativo, si è verificato già a partire dall'estate del 2018 un sostanziale blocco nazionale della filiera di smaltimento dei fanghi derivanti da processi depurativi che di fatto ha avuto ripercussioni anche nella realtà della Provincia di Imperia.
Per tale ragione l'impossibilità di smaltire i fanghi ha impedito di mantenere in completo esercizio le linee di processo. Solo in tempi più recenti si è individuata una nuova possibilità di smaltimento, seppur temporanea, che ha permesso di alleggerire il carico dei fanghi accumulatisi nelle vasche di sedimentazione. Al fine di individuare una soluzione definitiva per lo smaltimento di detto rifiuto è stata indetta una nuova gara a carattere europeo che anch'essa, come le due precedenti del 2018, è andata deserta. Stante la situazione di parziale fermo impianto (il refluo è inviato allo scarico a mare dopo il processo di grigliatura), Rivieracqua, approfittando anche del periodo invernale, ha provveduto ad una revisione globale delle varie apparecchiature ed all'attivazione di interventi straordinari su molti componenti che, a partire dallo scorso periodo estivo, hanno evidenziato gravi problematiche derivanti da pregresse carenze manutentive e gestionali.
A tale proposito, si descrivono di seguito i lavori straordinari effettuati:
- pulizia di tutte le vasche (sedimentazione primaria, fanghi, recupero olii e grassi, equalizzazione) e ripristino apparati filtranti (cosiddetti "pachi lamellari"). Tali operazioni sono risultate lunghe e complesse sia per le condizioni in cui versavano le vasche, sia per le particolari necessità imposte per la sicurezza degli operatori che dovevano intervenire in luoghi confinati particolarmente critici;
- generale controllo degli impianti elettrici e quadri con revisione dei cablaggi, sostituzione di molte componenti elettroniche (inverter e schede PLC), con riprogrammazione, ripristino delle logiche di sicurezza sugli impianti che si è verificato erano state by passate;
- revisione degli interruttori e ripristino protezioni nella cabina MT di alimentazione di tutto il depuratore;
- riparazione dei grigliatoli che risultano usurati;
- revisione delle componenti elettromeccaniche (elettropompe, soffianti, compressori) che hanno subito un rateo di guasti sicuramente superiore a quanto prevedibili probabilmente per pregresse carenze manutentive.

Dopo la revisione del deodorizzatore dell'aria cosiddetta 'scrubber' e la sostituzione dei carboni attivi e dei filtri posti a valle dello stesso, sono proseguiti interventi manutentivi che hanno riguardato l'intera pulizia dei componenti interni dello scrubber ed il rifacimento dello scarico delle acque i lavaggio. Attualmente il complesso degli interventi manutentivi straordinari volti ad una completa revisione di tutto il sistema impiantistico si può considerare sostanzialmente concluso.
Si prevede che il riavvio di tutto il processo depurativo possa avvenire nella sua completezza a partire dalla prossima settimana coerentemente con l'obiettivo che questa azienda si era posta di affrontare il periodo primavera estate con l'impianto in condizioni tali da garantirne un'adeguata efficienza. Ovviamente il rispetto di tali tempistiche potrà essere permesso se, come ci si auspica, i contatti intrapresi per lo smaltimento seppure temporaneo dei fanghi saranno positivamente confermati
”.

Francesco Li Noce e Lorenzo Bonsignorio

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