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CRONACA | 16 marzo 2019, 17:46

Imperia: donna perseguitata dall’ex compagno si rivolge alla Polizia di Stato, Capocasa "L'attività di indagine non è sufficiente, necessario un cambiamento culturale"

Il Questore Cesare Capocasa evidenzia che "gli obiettivi da perseguire sono sempre rivolti a favorire un contatto diretto con le potenziali vittime offrendo un supporto di un'equipe specializzata presente all’interno dei nostri uffici"

Cesare Capocasa

Cesare Capocasa

Nei giorni scorsi la Polizia di Stato ha notificato un formale ammonimento nei confronti un imperiese, 48 anni, che perseguitava la sua ex.

La donna, sua coetanea, ha trovato il coraggio e la forza di rivolgersi agli Uffici di Polizia di Piazza Duomo poiché esasperata da una situazione familiare che si protraeva da tempo. La vittima ha raccontato agli agenti specializzati a trattare i casi di violenza di genere una storia fatta di pedinamenti e comportamenti che le hanno procurato un malessere tale da rivolgersi alle Istituzioni per mettere fine al suo disagio. L’uomo, che aveva conosciuto anni addietro durante una cena tra amici e col quale era andata a convivere aveva iniziato, in preda a una immotivata gelosia, a seguirla e a controllarle il telefono, le conversazioni Whatsapp, a pedinarla sul luogo di lavoro e a origliare le sue conversazioni telefoniche.

Esasperata dal questa situazione, la donna ha deciso di abbandonare la convivenza e tornare a casa della madre, per poi rivolgersi alla Polizia di Stato che, dopo gli accertamenti del caso, ha ammonito formalmente l’uomo, intimandogli di cessare con quei comportamenti non graditi alla sua ex compagna e che, in caso  di reiterazione di quella condotta, sarebbe scattata, d’ufficio, una denuncia per stalking nei suoi confronti, reato che prevede una condanna dai 6 mesi ai 4 anni di reclusione. Tale provvedimento amministrativo si innesta in quel momento temporale antecedente alla commissione di un fatto reato con assoluta valenza preventiva, avendo, quale scopo principale, l’obiettivo di redarguire l’uomo, rendendolo edotto che, perseverando nei suoi atteggiamenti, rischia di essere portato innanzi a un Tribunale e condannato per un grave reato.

"L’attività operativa e di indagine – afferma il Questore Capocasa -, pur coronata da brillanti risultati repressivi, non risulta ormai sufficiente ad arginare un fenomeno che richiede inevitabilmente un deciso cambiamento culturale a cui la Polizia di Stato deve garantire il proprio contributo rendendosi promotrice di un’attività sistemica tra tutti gli attori coinvolti. Oltre alla valenza informativa e di sensibilizzazione sul fenomeno attraverso gli incontri nelle scuole, le manifestazioni, gli spettacoli teatrali e i convegni, gli obiettivi da perseguire sono sempre rivolti a favorire un contatto diretto con le potenziali vittime offrendo, come già evidenziato, un supporto di un'equipe specializzata presente all’interno dei nostri uffici". 

Redazione

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