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AL DIRETTORE | 13 marzo 2019, 21:13

Traffico su rotaia e nuove infrastrutture, le considerazioni del 'Comitato Treno Alpi Liguri'

“Un parametro determinante per l’attrattività delle linee ferroviarie, vocato alle merci pesanti, è la quota di valico”

Traffico su rotaia e nuove infrastrutture, le considerazioni del 'Comitato Treno Alpi Liguri'

Riceviamo e pubblichiamo le considerazioni del 'Comitato Treno Alpi Liguri' in merito alle politiche per il futuro del trasporto su rotaia.

Venerdì prossimo si celebra il “Global Climate Strike For Future”, cui si può associare il tema europeo dello spostamento dalla gomma alla rotaia del traffico merci a lunga percorrenza, ottenibile con le infrastrutture se accompagnate da opportune leve fiscali, come ci dimostra l’esempio svizzero.

Confidando in una coerente politica dei trasporti e rilevando che il problema riguarda Ventimiglia in misura analoga al più noto Frejus, ricordiamo che un parametro determinante per l’attrattività delle linee ferroviarie, vocato alle merci pesanti, è la quota di valico.

Orbene: al Frejus la linea storica valica 1295 metri sul livello del mare, all’interno di un tunnel lungo 13,6 km; la nuova TAV valicherebbe a circa 730 metri sul livello del mare, all’interno di un tunnel lungo circa 57 km la magnifica Cuneo-Nizza (Ventimiglia) valica sotto il Tenda a 1040 metri sul livello del mare (comunque 300 metri più in basso del tunnel stradale, il cui raddoppio è ovviamente un investimento, ma pessimo) all’interno di una galleria (già larga per il doppio binario: vi si potrebbe realizzare una corsia stradale) lunga oltre 8 km; avendo già realizzato il raddoppio ferroviario da Ventimiglia ad Imperia, bisogna dire che un valico da qui diretto in Val Tanaro avrebbe valicato poco sopra i 721 metri sul livello del mare della stazione di Ormea (circa come la TAV); mancando pochi km di raddoppio da Andora a Bastia d’Albenga, è ancor più doveroso e di attualità evidenziare che un valico da qui diretto avrebbe le gallerie tutte ad un solo spiovente (condizione più favorevole per la sicurezza rispetto a tutti i valichi sopradetti) e raggiungerebbe all’aperto, nella frescura dell’ampio piazzale della stazione di Garessio, la quota massima di soli 584 metri sul livello del mare.

I principi della fisica, le carte topografiche e le leggi dell’economia, se non vengono sovrastate dalla retorica delle grandi opere o applicate con eccessiva discrezionalità in certe analisi costi-benefici ci mostrano che l’opzione di collegamento del Raddoppio Ligure di Ponente con la ferrovia dell’Alta Val Tanaro meriti di essere presa in seria considerazione.
Vi sono forse “ordini di scuderia” o “veti di partito”? O chissenefrega della Val Tanaro e del Ponente a fronte dei voti raccolti a Torino, Mondovì (TAV) e Genova (4° Valico)? Ci auguriamo che i candidati alle prossime elezioni sappiano dissipare questi gravi dubbi.

Continuare a tacere e non affrontare questa opzione sperando di “spingerne” altre è un’ingenuità già commessa in passato: le attuali difficoltà della ferrovia di Tenda e il “flop” dell’Autostrada Ceva-Garessio-Albenga stanno lì a dimostrarlo. Perché negare ai giovani un esercizio di economia o almeno di onestà intellettuale? Prima di costringerli a scioperare per il loro futuro, perché la classe dirigente non si siede coi propri figli ad allargare lo sguardo sulle Alpi, comprese le Liguri, che tanto hanno da offrire al Paese?

Comunicato stampa

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