/ Politica

Politica | 09 marzo 2019, 13:40

Sanremo: pista d'atletica a Pian di Poma in gestione comune, Bertellotti "Non è un pozzo di San Patrizio... magari!"

"Quando l'Amministrazione deciderà, un giorno, di fare il bando definitivo della gestione, c'è da augurarsi che modifichi le sue condizioni oppure che una struttura tanto appetibile, allettante e redditizia (noi la viviamo tutti i giorni e non ce ne siamo mai accorti!) faccia gola a qualche magnate dello sport e se ne innamori,facendola sua".

Sanremo: pista d'atletica a Pian di Poma in gestione comune, Bertellotti "Non è un pozzo di San Patrizio... magari!"

“E’ il momento d'oro della pista di atletica di Sanremo perchè bene o male se parla. Oggi all'ordine del giorno è la sua gestione futura, quando il Comune deciderà di liberarsene. Si parla di un complesso sportivo appetibile, una fonte di guadagni con bar attivo, manifestazioni, contratti pubblici, un vero pozzo di San Patrizio. Ecco allora la necessità di una gestione unitaria, unire le forze, superare i contrasti (non sappiamo quali!) per avere una gestione ottimale che accontenti tutti, visto che di soldi ne arriveranno a iosa. Ma non è così! La pista è un impianto senza fini di lucro e di soldi ne entreranno molto pochi!”

Interviene in questo modo lo storico Prof. Vittorio Bertellotti, commentando la volontà di affidare la gestione della pista ad una serie di società che operano nel mondo dello sport. “Spesso ci si siede attorno a un tavolo – prosegue Bertellotti - per esaminare la questione gestione, si discute di tutto e di più ma non si entra mai nel vivo del problema. Quando il Comune se ne andrà, le società che attualmente lo frequentano dove troveranno i fondi per gestirlo? Attualmente il custode, dipendente della Coop Vitruvio, prende attorno ai 23.000 euro (contributi compresi), qualcosa di più se aumentano gli straordinari, aggiungiamo una assicurazione, come vogliono gli uffici, la spazzatura, il ricambio degli attrezzi che si usurano, le spese per il materiale di pulizia, la manutenzione ordinaria e arriviamo a circa 30.000 euro. Al momento le società alla pari sul campo sono 5 e, escludendo i portatori di handicap, ad ognuna toccherebbe una tassa dai 5.000 ai 6.000 euro l'anno. Di questo problema non si parla mai nemmeno in presenza di rappresentanti del Comune”.

“L'entrata principale verrebbe dalla gestione del bar che, al momento è inagibile, non a norma, senza i minimi requisiti di igiene, senza i dovuti controlli delle Autorità che ne permettano la gestione secondo le norme. Nei lavori sulla struttura, appena terminati, il locale bar non è mai stato preso in considerazione, per cui ci vorranno mesi, se non almeno un anno perchè possa  fruttare qualcosa da offrire al comune per pagare la gestione. Le altre entrate sono aleatorie, ipotetiche e vaghe. Parlare di cordate, unire le forze dal punto di vista evangelico è bellissimo ma, alla fine è solo fuorviante perchè, se è vero che tutti i nodi vengono al pettine la questione economica, pesantissima per tutti, non può essere sottaciuta”.

“E' demoralizzante inoltre – termina Bertellotti - che, mentre tutti gli altri impianti similari in Liguria e in Italia, godano di un contributo comunale per la gestione, solo quello di Sanremo (Città Europea dello Sport) decida di ritirarsi completamente. Quando l'Amministrazione deciderà, un giorno, di fare il bando definitivo della gestione, c'è da augurarsi che modifichi le sue condizioni oppure che una struttura tanto appetibile, allettante e redditizia (noi la viviamo tutti i giorni e non ce ne siamo mai accorti!) faccia gola a qualche magnate dello sport  e se ne innamori,facendola sua. Ho i miei dubbi ma la Provvidenza non conosce limiti”.

Carlo Alessi

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium