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CRONACA | 20 febbraio 2019, 07:21

Imperia: Cittadinanza Attiva ha chiesto ufficialmente un incontro a Scajola sul piano mai attuato di ricollocazione dei lavoratori Agnesi

“Il piano è molto dettagliato, anche nel numero di operai che vi dovrebbero prendere parte. Noi vogliamo incontrare Scajola per dirgli che questo è un progetto per il futuro della città, e sarebbe un peccato gettarlo alle ortiche”

Imperia: Cittadinanza Attiva ha chiesto ufficialmente un incontro a Scajola sul piano mai attuato di ricollocazione dei lavoratori Agnesi

Nonostante Angelo Colussi, in visita a Imperia (cliccando QUI) per altri progetti, abbia liquidato brevemente le domande sul futuro degli ex lavoratori Agnesi, c’è chi crede che il piano industriale che l’imprenditore aveva presentato ai sindacati nel 2016 sia ancora valido, e anzi che possa essere un’occasione d’oro per gli operai rimasti a casa, ma anche per l’intera città.

Si tratta di Mauro Manuello, coordinatore di ‘Cittadinanza Attiva’ che ieri mattina ha chiesto ufficialmente un incontro con il Sindaco Claudio Scajola. All’associazione sono iscritti quattordici dei cento operai oggi disoccupati dopo la chiusura dello stabilimento di via Schiva, che a pochi mesi dalla fine della Naspi – il sussidio di disoccupazione ndr - chiedono risposte dall’amministrazione sul proprio futuro.

Non so in quanti conoscano questo piano, su cui non si è vigilato – spiega Manuello a Imperia News – però mi sembra davvero eccezionale. Si sta parlando di un ricollocamento verso le aziende che rappresentano un’eccellenza nell’agroalimentare”. Negli anni precedenti la chiusura definitiva del pastificio si parlò a lungo della possibilità di ricollocare i lavoratori in altre realtà produttrici di prodotti analoghi o complementari alla pasta Agnesi. 

Il gruppo Colussi acquisì infatti il pastificio ‘Plin’ di Villanova d'Albenga (QUI), dove secondo il piano sarebbero dovuti essere assunti dai quattro ai dieci dipendenti. Si parlò molto anche dei pesti e sughi della Clas, l’azienda dell’imprenditore Renato Bersano che nei mesi scorsi ha annunciato un piano di espansione. Altri lavoratori avrebbero dovuto prendere parte al progetto mai partito del museo della pasta.

Dopo vari incontri (QUI i dettagli della proposta presentata ai sindacati il 24 giugno 2016) fu siglato un vero e proprio accordo che prevedeva i ricollocamenti purtroppo rimasti sulla carta. L'intesa, anche se raggiunta non aveva soddisfatto lavoratori e sindacati, tanto che il rappresentante Cisl Davide Piazzi aveva dichiarato di non andarne fiero (QUI). “Il piano è molto dettagliato, anche nel numero di operai che vi dovrebbero prendere parte. Noi vogliamo incontrare Scajola per dirgli che questo è un progetto per il futuro della città, e sarebbe un peccato gettarlo alle ortiche”, conclude Manuello.

Francesco Li Noce

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