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Cronaca | 18 febbraio 2019, 19:17

Reggio Calabria: Claudio Scajola accusato di essere un massone dal collaboratore di giustizia Cosimo Virgiglio (Foto)

L'ex Ministro ed attuale Sindaco di Imperia ha seccamente smentito: "Non ho mai fatto parte della massoneria”. Adesso il processo “Breakfast” è stato aggiornato al 4 marzo, data in cui saranno le difese a controesaminare il collaboratore Virgiglio.

Reggio Calabria: Claudio Scajola accusato di essere un massone dal collaboratore di giustizia Cosimo Virgiglio (Foto)

“Ti mando da Scajola”: a tirare in ballo in questo modo l’ex ministro dell’Interno è il collaboratore di giustizia Cosimo Virgiglio, chiamato a testimoniare oggi dal procuratore aggiunto Giuseppe Lombardo, titolare dell’inchiesta ‘Breakfast’.

Alla sbarra oltre all’attuale sindaco di Imperia ci sono anche Martino Politi, Mariagrazia Fiordelisi e Chiara Rizzo, ex moglie di Amadeo Matacena, attualmente latitante a Dubai dopo aver rimediato una condanna definitiva a tre anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa. La Dda li accusa di aver messo in piedi una rete volta a favore la latitanza dell’ex deputato di Forza Italia che dagli Emirati Arabi avrebbe cercato di scappare in Libano. Accusa questa aggravata, per la Rizzo e Scajola, di aver agevolato la criminalità organizzata, ma anche “un’associazione segreta collegata alla ‘ndrangheta da un rapporto di interrelazione biunivoca, destinata ad estendere le potenzialità operative del sodalizio mafioso in campo nazionale ed internazionale”. Per quest’ultima aggravante, però, la Rizzo ha optato di essere giudicata con il rito abbreviato.

Oggi quindi l’udienza è stata dedicata all’escussione del ‘pentito’ Virgiglio, un imprenditore legato alla cosca Molè di Gioia Tauro, ma anche un soggetto inserito in contesti masso-mafiosi. Ai magistrati Virgiglio, aveva riferito (proprio in merito a queste vicende legate alla massoneria) proprio l’ex ministro Scajola. Dichiarazioni sostanzialmente ribadite oggi davanti al Tribunale presieduto da Natina Pratticó. In particolare il collaboratore ha affermato di sapere che ‘Ugolini disse a Cedro’: “va bene ti mando dall’allora ministro delle Attività Produttive che era Scajola”. Giacomo Ugolini è  l’ambasciatore di San Marino, personaggio - secondo quanto riferito - molto ‘vicino’ allo stesso Virgiglio in ambito massonico. Al centro delle sue conoscenze ci sono gli interessi della cosca Molè di Gioia Tauro, ed in particolare del boss Rocco Molè, ucciso in un agguato mafioso nel 2008, per i lavori per l’ammodernamento dell’A3 Salerno-Reggio Calabria. Alla ‘ndrina interessava in particolare il tratto compreso tra Gioia Tauro e Mileto e per questo avevano bisogno di sapere “che tutto andasse bene”.

Fondamentale era quindi entrare in contatto con la Impregilo, la società aggiudicataria dell’appalto e soprattutto far convergere, verso le aziende controllate dai Molè, tutti i subappalti. Ugolini si sarebbe mosso proprio in questo contesto e avrebbe persino preso una camera all’hotel 501, di Vibo Valentia. L’emissario dei Molè sarebbe stato l’imprenditore Carmine Cedro. Un imprenditore che però, era attivo nel settore dei biliardi e delle macchinette da gioco è che grazie ad un campionato proprio di biliardo svoltosi a Roma, a Villa Vecchia, "iniziarono ad entrare nel sistema Ugolini", ha chiosato Virgiglio. Ugolini quindi avrebbe, stando al racconto del collaboratore di giustizia, raggiunto prima Vibo e poi il territorio della Piana di Gioia Tauro.

“Ci fu una riunione, dove però non era presente Rocco Molè – ha precisato Virgiglio – ma le sue richieste erano chiare. Ugolini disse “ti mando dal ministro delle Attività produttive che era Scajola e vedi di parlare con lui”. L’accusa ha quindi chiesto al ‘pentito’ se Scajola e Cedro si incontrarono veramente. “Io non ero presente ma per come mi disse Cedro, sì. Infatti affermó che quel giorno lui stava andando verso Imperia ed in particolare Cedro mi disse ‘sto andando a casa di Claudio’. Dovette, però fare anticamera, ma che comunque incontro Scajola varie volte. Rocco Molè era infatti molto contento poiché aveva ottenuto l’autostrada. Se ciò è avvenuto attraverso Cedro o no, io non lo so. So solo che l’abitazione di Scajola si trovava non ad Imperia città, ma fuori”. Oltre a questi fatti Virgiglio, nel rispondere alle sollecitazioni da parte del procuratore aggiunto Lombardo ha anche riferito sulla presunta appartenenze dell’ex ministro Scajola alla massoneria: “Una sera, ha dichiarato nel corso di una tornata del 2004, c’era pure lui a San Marino assieme al comandante reggente Marino Meninni o Menicucci, non ricordo bene il cognome, una sorta di Primo Ministro. A meno che non fosse un sosia, era Scajola. Lì ci fu un incontro in cui era prevista l’iniziazione di cinque soggetti. Ricordo che arrivarono tardi e cercarono di indossare i paramenti per entrare, ma gli fu detto che sarebbero andati poi la volta successiva”.

Scajola ha voluto controbattere durante una serie di dichiarazioni spontanee nelle quali ha detto in modo secco “Di non aver mai fatto parte della massoneria”. Ma queste non saranno le uniche dichiarazioni spontanee che si registreranno in aula da parte dell’attuale sindaco di Imperia. Nelle precedenti udienze infatti, l’imputato (attraverso i legali Elisabetta Busuito e Patrizia Morello) ha espresso la volontà di replicare al termine dell’intera deposizione di Virgiglio. Nei mesi scorsi lo stesso Scajola, proprio alla nostra testata, affermò “di non averlo mai nè conosciuto nè visto”.

Adesso il processo “Breakfast” è stato aggiornato al 4 marzo, data in cui saranno le difese a controesaminare il collaboratore Virgiglio. 

(Nella gallery le foto dell'udienza odierna)

dal nostro corrispondente Angela Panzera

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