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Attualità | 18 febbraio 2019, 12:05

I vertici del gioco d’azzardo legale a confronto al Casinò di Sanremo: “Il futuro è la tecnologia, con la tessera sanitaria si possono tutelare giocatori e negozianti” (Foto e Video)

Addetti ai lavori a confronto per discutere della convivenza tra esercenti e clienti a rischio ludopatia. Sullo sfondo la tanto discussa delibera del Comune di Ventimiglia

Le immagini dalla sala Privata del Casinò di Sanremo

Le immagini dalla sala Privata del Casinò di Sanremo

Appuntamento di respiro nazionale questa mattina al Casinò di Sanremo. Nella sala Privata si sono dati appuntamento Federgioco, Federazione Italiana Tabaccai, Sindacato Totoricevitori Sportivi e Istituto Milton Friedman per discutere di gioco d’azzardo legale e delle problematiche ad esso connesse.

Sullo sfondo, inevitabilmente, la discussa delibera del Comune di Ventimiglia per la limitazione dell’orario di gioco alle new slot, volgarmente detti ‘videopoker’. Una norma che da una parte ha fatto contento chi lotta contro la ludopatia (e anche qualche ludopatico con relative famiglie) e dall’altro ha scatenato la reazione dei tabaccai, preoccupati per il mancato introito.

Quale la soluzione per far convivere i due mondi? Sembra che il punto di incontro possa essere la tecnologia. Tra le molte dichiarazioni di intenti uscite questa mattina al Casinò, la più concreta sembra proprio quella legata all’introduzione di nuove macchine che tutelino il giocatore. Grazie all’uso della tessera sanitaria, infatti, sarà possibile innanzitutto verificare la maggiore età del giocatore e, in seconda battuta, bloccare l’utilizzo della macchina a chi è stato segnalato dall’Asl come giocatore patologico.

Una soluzione che, però, sembra debba passare dalle mani del Governo con il finanziamento necessario all’introduzione delle nuove macchine. Governo che dagli addetti al gioco viene ancora additato per il discusso Decreto ‘Dignità’ che limita (ancora non si sa bene come e quanto) la pubblicità del gioco d’azzardo.

Da anni nell’occhio del ciclone, il gioco pubblico è al centro di un dibattito mediatico e politico che non sempre si basa su valutazioni obiettive e scientifiche. È pertanto il momento di invertire la rotta, di fare in modo che sull’argomento si apra un dibattito senza pregiudizi e di presentare nuove proposte che concilino la salvaguardia della salute pubblica e l’interesse degli operatori del settore. Questo l’obiettivo del Convegno “Gioco pubblico legale: riflessioni, proposte, prospettive” tenutosi oggi a Sanremo ed organizzato da Federazione Italiana Tabaccai, Sindacato Totoricevitori Sportivi e Federgioco, in collaborazione con l’Istituto Milton Friedman. Tra i problemi del settore anche quelli dei dati errati che troppo spesso sono diffusi dai media creando disinformazione. Per tale motivo la Federazione Italiana Tabaccai ha commissionato uno studio economico dettagliato. 

Quello del gioco lecito in Italia è un settore complesso che rappresenta quasi l’1,5% del PIL del Paese e vale circa 9 miliardi di gettito per l’erario. Una filiera che, nonostante rappresenti garanzia di legalità, serietà dell’offerta e affidabilità, viene costantemente messa sotto accusa e attaccata da misure restrittive o addirittura proibizioniste, promosse in particolare dagli Enti locali. Molto spesso queste misure non hanno nemmeno risvolti positivi sulla salute pubblica ma, al contrario, alimentano la compulsività dei giocatori o li spingono verso l’offerta irregolare. Basti pensare ai distanziometri, che mirano a vietare completamente il gioco sul territorio o alle regolamentazioni orarie che impediscono alle attività di offrire il gioco lecito quasi per l’intera giornata. I dati ci preoccupano e testimoniano che in alcune regioni, come Liguria e Piemonte, stia crescendo anche il pendolarismo del gioco verso gli Stati confinanti che non prevedono particolari restrizioni nei confronti dell’offerta. L’economia è una scienza e ci suggerisce chiaramente una conclusione: se si uccide o indebolisce l’offerta legale, esistendo la domanda, gli utenti si avvarranno dell’offerta irregolare o illegale che spesso proprio la criminalità organizzata controlla” spiega Dario Peirone, Presidente del Comitato scientifico dell’Istituto Milton Friedman Institute.

 

Purtroppo assistiamo alla distruzione della rete del gioco legale in Italia. Un tentativo pressoché quotidiano di delegittimazione che sta mandando all’aria tutto il lavoro che, con estrema fatica, lo Stato ha fatto negli ultimi 15 anni per sottrarre il gioco alla criminalità. Agli inizi degli anni 2000 - dice il Presidente nazionale della Federazione Italiana Tabaccai, Giovanni Risso - i nostri territori erano invasi da 800.000 videopoker illegali. Oggi, grazie alla regolamentazione, ci sono appena 265.000 AWP, tutte regolari sotto lo sguardo vigile dello Stato. Questo è un dato di fatto – sottolinea Risso – così come lo è che la spesa pro capite equivale a quella di un caffè al giorno, sebbene tutti azzardino cifre più alte, confondendo la raccolta con la spesa. Per non spianare la strada all’anarchia che vigeva ai tempi dei videopoker bisogna salvaguardare il settore legale del gioco che, non dimentichiamo, è economia reale”.

 

Il problema della ludopatia esiste e noi ricevitori siamo i primi a sostenere che sia necessario regolamentare la materia del gioco pubblico per prevenire il fenomeno. Ma servono degli strumenti idonei allo scopo, servono idee, serve un ragionamento, serve un confronto serio e libero dai pregiudizi, che sono alla base del proibizionismo e di quelle politiche che creano solo danno alle imprese, ai lavoratori e allo Stato – aggiunge Giorgio Pastorino, Presidente Nazionale del Sindacato Totoricevitori Sportivi - in un’epoca come la nostra, in cui la tecnologia è presente in ogni aspetto della nostra vita, non vedo perché non si debba sfruttare il suo enorme potenziale anche per la prevenzione dei disturbi del gioco d’azzardo. Qualche giorno fa, finalmente, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha notificato alla Commissione Europea la bozza del regolamento sulle AWPR, le macchine con collegamento da remoto che sostituiranno quelle oggi in circolazione. Sicuramente sono la giusta risposta per la lotta alla ludopatia. Nel frattempo però – conclude Pastorino – la rete legale deve essere preservata: altrimenti al loro arrivo non ci sarà che un deserto, invaso da videopoker illegali come succedeva 15 anni fa”.

 

Il Presidente nazionale di Federgioco, Olmo Romeo, componente del Consiglio di Amministrazione del Casinò di Sanremo, ha dichiarato: “E’ determinante stabilire e delimitare cosa si debba intendere per gioco legale, un concetto che deve essere declinato con una forte componente d’intrattenimento e di ludicità. E’ la finalità di questo convegno, che vuole proporre un modello più innovativo di Gioco come momento di divertimento, da esperire in ambienti controllati dove siano tutelati i minori ed ogni criticità sociale. E’ quanto da tempo avviene nei casinò italiani. Su questa linea promuoveremo tutte quelle iniziative istituzionali che possano portare ad una nuova regolamentazione anche normativa, più consona alla modificata componente sociale, dove si penalizzi quelle forme di gioco non legali, che trovano spazio anche e soprattutto sul web”.

 

Basta demagogia - conclude il Presidente Nazionale della FIT, Giovanni Risso - è necessario abbandonare la politica dei divieti senza appello. I problemi si possono risolvere solo con il ragionamento e con le idee. Per individuare soluzioni alternative ed effettivamente valide servono un approccio propositivo e un dialogo costruttivo. Ma soprattutto serve anche una regolamentazione unitaria, da parte dello Stato, valida per tutti, che ponga finalmente termine al far west normativo che oggi vige sulla materia”.

Pietro Zampedroni

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