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Politica | 16 febbraio 2019, 07:25

Imperia: cessione gru al comune e progetti 'fronte mare', interviene la Rsu dei Portuali

"Nel 2012 quando contestammo il ristorante sulle gru titolammo le nostre locandine ‘Arrogance’. Sono passati gli anni ma l’arroganza, evidentemente, è rimasta la stessa”.

Imperia: cessione gru al comune e progetti 'fronte mare', interviene la Rsu dei Portuali

La Rsu dei Portuali di Imperia, interviene in relazione alla cessione delle gru al Comune di Imperia ed alla situazione del patrimonio Colussi, con i relativi progetti sul ‘fronte mare’.

“A seguito della chiusura del mulino dell’Agnesi alla fine del 2013 la Compagnia Portuale fu la prima a denunciare l’imminente chiusura del pastificio facendo presente, al contrario dei sindacati di categoria e della stessa Amministrazione, che il mulino era solo l’inizio dello smantellamento della fabbrica. A quei tempi credevamo ancora che fosse possibile recuperare, attraverso le lotte e la ‘politica’, l’operatività di una delle fabbriche più importanti del territorio imperiese e quindi recuperare almeno una delle gru necessarie allo sbarco del grano. Recupero più volte promesso dalla Regione e dalle Amministrazioni precedenti. Ai primi di marzo del 2014 Colussi annunciava la chiusura della fabbrica di Imperia con successivo spostamento della produzione e dei macchinari a Fossano e negli stabilimenti dell’est Europa di sua proprietà. A seguito della decisione della chiusura del pastificio ci fu un’inutile passerella di politici anche nazionali che vennero a ‘difendere’ sia la fabbrica che i posti di lavoro in gioco. Ma già molti parlavano di riconversione del sito produttivo a favore delle solite speculazioni edilizie comprendendo anche la variante al progetto della zona ex-ferriere”.

“A cinque anni di distanza – prosegue la Rsu - vediamo ripresentarsi lo stesso scenario, non solo sull’utilizzo delle cubature dell’Agnesi, che tutti ci aspettavamo, ma anche la bufala del ristorante sulle gru con vista panoramica, la cui realizzazione, nel 2012, un noto ristoratore alassino  aveva pubblicizzato con grande enfasi sui giornali. Già allora la nostra reazione fu immediata: con quale arroganza uno mai visto prima se ne usciva con certe affermazioni senza nemmeno interpellare i proprietari delle gru e con quale lungimiranza sosteneva che il futuro del porto commerciale e delle gru era ormai definitivamente deciso? Vorremmo precisare inoltre che un anno fa proponemmo al sindaco Capacci che la città diventasse proprietaria delle gru in quanto testimonianza di quello che era il passato di Imperia e portammo ad esempio tutte le più grandi città portuali del mondo (non solo Genova, ma Londra,  Buenos Aires etc.) dove le gru rimanevano come monumenti  di archeologia industriale senza  altri fini turistici. Per curiosità solo a Copenhagen ed Amsterdam esistono gru ‘one room hotel’ di lusso costati un patrimonio e con caratteristiche strutturali diverse da quelle di Imperia”.

“Quello che ci preme dire per concludere – terminano i portuali - è che le gru non possono diventare un cavallo di Troia per spostare la cancellata del porto più a sud. In questi anni la parte di banchina in oggetto è stata spesso utilizzata per fini turistici, la festa di San Giovanni, Olioliva, la Winter Regatta ed anche concerti vari senza che venisse messo in discussione il carattere  commerciale del porto di Oneglia. Senza spese bastava aprire i cancelli e mettere delle transenne mobili. La banchina oceanica deve rimanere usufruibile a fini commerciali come stabilito peraltro dal Piano Regolatore ed eventualmente per fini fieristici  come dagli incontri di concertazione con l’allora sindaco Sappa e l’allora Assessore Regionale ai Porti in cui si stabilì che il Porto di Oneglia doveva rimanere polifunzionale. Riguardo all’utilizzo degli ex-magazzini di Porto Franco ricordiamo che già Scajola fece mostra delle sue auto d’epoca all’interno dell’area senza bisogno di spostare nessuna cancellata. Nel 2012 quando contestammo il ristorante sulle gru  titolammo le nostre locandine ‘Arrogance’. Sono passati gli anni ma l’arroganza, evidentemente, è rimasta la stessa”.

Redazione

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