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Attualità | 14 febbraio 2019, 18:11

Sanremo: intervento chirurgico straordinario al 'Borea', in Italia si pratica solo in pochissimi altri ospedali (Video)

Si tratta di un’operazione eseguita nella città dei fiori e che si pratica in non più di tre o quattro ospedali in Italia, tra l’altro in grandi centri. L’intervento ha interessato un uomo di 87 anni, affetto da diverse patologie e che aveva evidenziato un tumore allo stomaco.

Sanremo: intervento chirurgico straordinario al 'Borea', in Italia si pratica solo in pochissimi altri ospedali (Video)

Intervento chirurgico straordinario, quello portato a termine nelle scorse settimane dal Primario del reparto di Gastroenterologia dell’ospedale di Sanremo, il Dottor Massimo Conio.

Si tratta di un’operazione eseguita nella città dei fiori e che si pratica in non più di tre o quattro ospedali in Italia, tra l’altro in grandi centri. L’intervento ha interessato un uomo di 87 anni, affetto da diverse patologie e che aveva evidenziato un tumore allo stomaco. Un’operazione particolarmente difficile, soprattutto per l’età e le condizioni dell’uomo, e che ha consentito l’asportazione di una parte lunga circa 9 centimetri che comprendeva l’intera circonferenza dello stomaco.

“Si tratta di un intervento denominato ‘Dissezione sottomucosa endoscopica’ – ci ha detto il Dott. Conio e che consiste nel rimuovere attraverso la cavità orale, delle lesioni anche molto ampie. Si tratta di una tecnica che permette di rimuovere la sezione in un solo pezzo, consentendo un migliore esame istologico e definire il futuro e la prognosi del paziente”.

Nonostante l’importanza dell’intervento chirurgico, rimane un’operazione di routine per il reparto del Dott. Conio: “L’intervento è durato 3 ore – prosegue il chirurgo – ed il paziente non avrebbe potuto sopportare una chirurgia che avrebbe potuto portare gravi rischi. L’uomo è stato dimesso dopo 3 giorni e non ha accusato alcun dolore. Si tratta di una chirurgia attraverso orifizi naturali con un endoscopio normale ma ad altissima definizione. L’ospedale di Sanremo ne dispone di 3 e, attraverso il canale operativo dello strumento possono essere inseriti molti accessori di forma diversa, che servono per portare a termine gli interventi”.

Si è trattato di un intervento che il Dott. Conio ha visto in Giappone, paese leader al Mondo nell’endoscopia. Il ‘National Cancer Center’ di Tokyo, dove è stato due volte il chirurgo sanremese, è un centro di riferimento mondiale, perché il paese del sol levante ha un numero elevato di neoplasie di questo genere. L’intervento svolto a Sanremo è sicuramente di grande soddisfazione per il reparto del ‘Borea’: “Molti non si rendono conto delle cose che noi facciamo – ha detto il Dott. Conio – perché, oltre ad essere gli unici ad eseguire altre tecniche operative che stiamo valutando con studi sul colon, che in Europa stanno portando a termine in soli due altri centri, siamo anche un ospedale di riferimento per le innovazioni tecnologiche. Abbiamo, ad esempio, disegnato dei nuovi tipi di endoprotesi, che vengono costantemente modificate da un gruppo coreano. E siamo gli unici in Europa che testano questi strumenti, che io stesso disegno”.

Da tempo si parla del declassamento del reparto di Gastroenterologia dell’ospedale di Sanremo. La domanda sorge spontanea: con il declassamento questo tipo di operazioni si potranno svolgere ugualmente? “Certamente si, perché questo dipendente dalla sensibilità di chi dirige l’ospedale e, fino ad oggi la direzione ci ha consentito di disporre di ottime tecnologie. Nulla cambierà, anche se a volte ci saranno delle piccole difficoltà. Io vorrei però sottolineare il fatto che ho avuto una piccola parentesi politica, che si è aperta e poi chiuso. Io non parteggio per nessun partito, perché ho speso la mia vita perseguendo la qualità e la medicina. E non voglio essere ‘usato’ da nessuno perché per me le cose più importanti sono l’avanzamento scientifico, il risultato clinico e la libertà di pensiero”.

Lei ha detto che si è trattato di un’operazione di straordinaria importanza, non facile da fare e che è stata portata a termine grazie alla sua esperienza ed alle sue conoscenze. Anche in questo caso ci domandiamo: quando il Dott. Conio andrà in pensione ci saranno medici e chirurghi che, adesso stanno operando con lei, che potranno portare avanti il suo lavoro? “Assolutamente si perché ci sono molte persone che stanno crescendo e ci sono premesse affinchè tutto vada avanti. Il testimone bisogna passarlo ma è importante che, per apprendere le tecniche ci vogliono centri ad alto volume con molti pazienti”.

Carlo Alessi

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