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Economia | 08 febbraio 2019, 09:00

Anna Cantagallo ci spiega come raggiungere i nostri obiettivi attraverso la visualizzazione

Quando ci imbarchiamo in un'impresa tendiamo a dare molto peso alle circostanze: più esse sono favorevoli, più siamo sicuri di riuscire, e viceversa

Anna Cantagallo ci spiega come raggiungere i nostri obiettivi attraverso la visualizzazione

La dott.ssa Anna Cantagallo, specialista in neurologia e medicina riabilitativa, è una delle poche persone in Italia che applica le neuroscienze cognitive alla crescita personale, proponendo tecniche efficaci in grado di farci utilizzare appieno il potere della nostra mente.

In particolare oggi la dott.ssa Anna Cantagallo ci parla di come possiamo avere successo in ogni nostra impresa attraverso due strategie:

1.       imparando a gestire con maggiore consapevolezza il processo che porta alla realizzazione di un progetto

2.       utilizzando il potere della visualizzazione per mettere a fuoco la nostra meta ed i passi che ci separano da essa 

Comprendere e applicare queste strategie è molto importante non solo per raggiungere i nostri obiettivi ma anche per riprendere potere d'azione sulla nostra vita. 

Un potere che troppo spesso deleghiamo all'esterno.

Infatti quando ci imbarchiamo in un'impresa tendiamo a dare molto peso alle circostanze: più esse sono favorevoli, più siamo sicuri di riuscire, e viceversa.

Ci sembra insomma che molto dipenda dal contesto, da fattori esterni che sono fuori dal nostro controllo.

In verità però spesso, se non otteniamo ciò che vogliamo, è soprattutto perché noi per primi non abbiamo investito abbastanza energia mentale in quell'impresa.

Questo è quello che sostiene la dott.ssa Anna Cantagallo di BrainCare e, anche se di primo acchito questa affermazione può farci sentire "scomodi", vale davvero la pena di seguire le sue argomentazioni con mente aperta.

Perché tutto ciò di cui abbiamo bisogno per riuscire è una conoscenza dettagliata della questione e un atteggiamento mentale dinamico e flessibile. 

Anatomia di un progetto

Per analizzare il primo dei due punti che abbiamo elencato sopra, sarà utile riportare alla mente un episodio (tutti ne abbiamo) in cui non siamo riusciti a portare a termine un determinato progetto che ci eravamo prefissi di realizzare.

Ragioniamo dunque sui pensieri che ci abitavano e sugli schemi mentali attivi in quella circostanza: 

·         Che percezione avevamo dell'impresa e dei mezzi necessari a perseguirla?  

·         Quanta fiducia avevamo nella nostra capacità di riuscire? 

·         Che immagine avevamo dei risultati? 

Riflettiamo con attenzione su questi dettagli, perché fra le loro pieghe è nascosta la ragione del nostro mancato successo.

Ecco un semplice schema, utilizzato da Anna Cantagallo e ispirato agli insegnamenti del coach americano Tony Robbins, che collega fra loro i quattro elementi fondamentali che determinano l'andamento di un'impresa:

 

 

Come possiamo vedere è uno schema circolare, formato da 4 punti:

 

1.         il potenziale riguarda le risorse mentali e l'energia che riusciamo a infondere nel nostro progetto: più adoperiamo a fondo il nostro potenziale, più azioni riusciremo a intraprendere per favorire il successo dell'impresa

2.         le azioni sono ciò che facciamo concretamente per arrivare al nostro obiettivo: la qualità e quantità delle nostre azioni determinerà direttamente i risultati

3.         i risultati rappresentano l'effetto delle azioni, ed hanno un influenza molto importante sulle nostre credenze 

4.         le credenze sono le nostre convinzioni su noi stessi e sulle nostre possibilità di successo: più crederemo in noi stessi, più potenziale riusciremo a convogliare nelle nostre imprese

E così il cerchio si chiude. 

Sta a noi scegliere se creare un circolo virtuoso, in cui ciascun elemento rafforza l'altro,oppure un circolo vizioso in cui ci depotenziamo sempre più.

Individuare i punti deboli

Tornando alla nostra impresa "fallita" facciamoci questa domanda: non c'era forse una lacuna in uno (o più) di questi 4 punti?

Magari abbiamo investito moltissima energia (azioni) nella speranza di ottenere grandi risultati, ma la nostra credenza di base era debole e questo non ci ha permesso di mettere in gioco tutto il nostro potenziale.

 

Oppure eravamo convinti di riuscire e di avere "la fortuna dalla nostra" ma non abbiamo dedicato abbastanza tempo e spazio alla scelta delle azioni giuste da compiere.  

Può anche succedere, prosegue Anna Cantagallo, che credo, potenziale e azioni siano al massimo ma i risultati siano molto scarsi: succede spesso ai business appena lanciati, che hanno bisogno di tempo, cura e strategie ad hoc.

Al di là di quali siano stati i punti deboli della nostra strategia, una cosa è certa: questi punti deboli sono delle preziose risorse se solo li sappiamo osservare dalla giusta prospettiva.

Infatti i nostri "errori" ci forniscono importanti spunti e conoscenze, diventano esperienze che ci permettono di riaggiustare il tiro e capire come raggiungere il nostro obiettivo in modo efficace. 

Questa è l'attitudine mentale della resilienza, che è proprio la capacità di fare tesoro dei nostri fallimenti riorganizzando i nostri schemi mentali e le nostre credenze grazie a quanto abbiamo imparato.

Anna Cantagallo ci racconta una storia di resilienza

Ascoltando questa storia di resilienza capiremo come i 4 punti del nostro schema interagiscono concretamente fra di loro, e come la visualizzazione prende parte a questo gioco.

“Dopo la laurea triennale in Psicologia un mio tirocinante" racconta Anna Cantagallo "aveva scelto di continuare gli studi dedicandosi alle Neuroscienze. Egli non aveva indecisioni ed era assolutamente certo di ciò che voleva.

Aveva cioè visualizzato il suo futuro, dipingendosi come un Neuropsicologo Clinico. 

Decise di utilizzare tutto il suo potenziale per tentare di accedere ad un certo corso di laurea magistrale, in un'Università molto rinomata. 

Di conseguenza investì tantissime energie (azioni) nel suo scopo, guidato da una credenza di fondo: l'unico modo per riuscire nell'impresa era di essere ammesso a quel dato corso di Laurea, in quella data Università. 

Tuttavia non riuscì ad entrare in questo corso magistrale. Tradotto nei termini del nostro schema, non ebbe i risultati sperati (e visualizzati). 

Ma qui entrò in gioco la sua resilienza: infatti, anziché abbattersi e creare delle convinzioni limitanti su se stesso, dando luogo ad una spirale discendente, decise di lavorare in maniera propositiva sulle proprie credenze. 

Saper trasformare le proprie credenze

La prima domanda che si fece fu: davvero l'unico modo per diventare un Neuropsicologo Clinico è di essere ammesso a questa Università? La risposta, ovviamente, era no.

Questo cambio di prospettiva gli permise di visualizzare un panorama molto più ampio di soluzioni e, quindi, di possibili strategie.

 

E così il mio tirocinante cambiò strategia, lavorò duramente e riuscì ad accedere ad un altro corso magistrale sempre nel mondo delle neuroscienze. Oggi è un Neuropsicologo Clinico.”

Anna Cantagallo, riassumendo, mette in evidenza alcuni elementi chiave di questa vicenda.  

Infatti il protagonista aveva:

·         ottimizzato le sue credenze attraverso il fallimento, visualizzando maggiori e migliori possibilità

·         messo in gioco un potenziale ancora più grande

·         agito in previsione dei risultati in maniera massiva;

·         ottenuto il risultato.

Ora è più facile comprendere perché il successo di un'impresa è strettamente correlato alla quantità e qualità di energia mentale investite, più che alle circostanze esterne. 

 

Questo significa che spesso quando si "molla" è perché non c'è abbastanza investimento mentale iniziale

 

Infatti ciò che ha realmente permesso al ragazzo della nostra storia di trasformare un potenziale fallimento in un successo è proprio il potere della visualizzazione: aver immaginato con nitidezza il suo futuro gli ha fornito la motivazione necessaria ad andare oltre ogni ostacolo.

 

Il potere della visualizzazione: un esercizio divertente

Ma che cos'è il potere della visualizzazione? Anna Cantagallo lo definisce come la capacità di immaginare con chiarezza come sarà il futuro, come saranno le nostre azioni, come vivremo, che tipo di relazioni avremo.

Come insegna Tony Robbins, per ben capire il potere della visualizzazione può esserci utile fare un esercizio simpatico.

Un esercizio che possiamo fare proprio ora, seguendo le sue parole...

"Alzati in piedi e stendi il braccio destro davanti a te, con l’indice della mano teso. 

Fatto? Ora ruota il braccio verso destra e prosegui fino a dietro di te, fino a dove riesci ad arrivare.

Adesso tieni a mente il punto d’arrivo del tuo braccio e torna al punto di partenza.

Poi abbassa il braccio e chiudi gli occhi.

Immaginati una scena divertente: sei diventato uno dei Fantastici 4, Elastic Man, e puoi attorcigliarti su te stesso quante volte vuoi.

Ora immagina di alzare nuovamente il braccio ed estenderlo fino a dietro di te. 

Ma questa volta, vai oltre

Arriva a girare su te stesso/a, una, due, tre, quattro volte! 

Sei di gomma, puoi arrivare dappertutto.

Senti ciò che questa immagine ti fa percepire. Senti il tuo essere fatto di gomma, percepiscilo come reale.

Ora riapri gli occhi, alza il braccio e riesegui il movimento, cercando di andare il più in là possibile... visto? In media le persone aumentano la rotazione di circa il 25%, alcune addirittura del 50%!"

A cosa serve quindi la visualizzazione?

Anna Cantagallo usa spesso questo esercizio e ci spiega cosa è successo a livello mentale, facendoci capire l’utilità di questo “potere".

Visualizzando mentalmente l'esito di una nostra azione fisica abbiamo operato un cambiamento riguardo la nostra convinzione di potercela fare.  

Attraverso la visualizzazione abbiamo migliorato una nostra abilità che non credevamo migliorabile, comprendendo come molte delle nostre limitazioni fisiche o riguardanti il mondo esterno dipendono in realtà da nostre limitazioni interiori. 

Questa è l’enorme utilità della visualizzazione: è una abilità fondamentale da sviluppare, utilissima nella vita di tutti i giorni, per i piccoli come per i grandi progetti. 

Inoltre utilizzare la visualizzazione nel modo giusto ci permetterà di capire come vogliamo affrontare l'avanzare degli anni anche dal punto di vista del benessere mentale.

Se certo questo non è l'antidoto alle malattie neurodegenerative, lavorare sulle nostre convinzioni potrà comunque aumentare la qualità di vita nella nostra vecchiaia.

Come ci aspettiamo di trascorrere quegli anni? Ci immaginiamo rassegnati ad un percorso di inesorabile decadimento, bisognosi del costante supporto altrui oppure ci vediamo lucidi, autonomi e felici?

In una situazione normale e in assenza di particolari patologie una visualizzazione positiva e ottimistica del nostro futuro può fare una grande differenza

 

La visualizzazione come aiuto per noi e per gli altri

Fermo restando che ciascuno è il padrone della propria vita, possiamo comunque utilizzare la visualizzazione anche per aiutare gli altri.

Per esempio, se abbiamo dei figli, visualizzare per loro un futuro incerto, fatto di fallimenti e insicurezze avrà un'influenza anche su di loro.

Questo accade perché questo tipo di visualizzazione, che è una proiezione delle nostre ansie e preoccupazioni per il loro futuro, ci metterà in uno stato di apprensione che condizionerà la nostra percezione della realtà e il nostro linguaggio.

Potremmo dunque essere propensi a focalizzarci sui fatti e gli elementi "negativi" della loro vita più che su quelli positivi e le nostre parole ed atteggiamenti si modelleranno di conseguenza.

Questo avrà facilmente un impatto sulla loro autostima e sulla loro fiducia in se stessi: in poche parole gli avremo trasmesso le nostre "credenze limitanti".

Ma fortunatamente le credenze, come abbiamo visto, si possono anche modificare.

Se iniziamo a concentrarci maggiormente sui loro talenti e sulle loro piccole, grandi vittorie quotidiane inizieremo a visualizzare per loro un futuro diverso, fatto di speranza, fiducia ed entusiasmo.

Questo modificherà il nostro atteggiamento e ci porterà in modo estremamente naturale a trasmettere un'immagine positiva di loro stessi e del loro futuro, che li aiuterà a raggiungere i loro obiettivi.

L'effetto Pigmalione

 

Questo concetto, prosegue la dott.ssa Anna Cantagallo, si aggancia perfettamente a quello che in psicologia è definito effetto Pigmalione. 

L'effetto Pigmalione è una forma di suggestione psicologica per cui le persone tendono a conformarsi all'immagine che altri individui hanno di loro, sia essa un’immagine positiva che negativa.

Per esempio nella relazione fra insegnante ed alunno, la valutazione (anche non giustificata) dell’alunno da parte del maestro porta ad una realizzazione di tale “profezia”, influenzando il suo livello di rendimento.

Quindi l'immagine che abbiamo di una determinata persona e il valore che le attribuiamo possono plasmare anche la sua auto-percezione e quindi influire sui suoi risultati.

Ecco dunque che la visualizzazione positiva del futuro di qualcuno che ci sta accanto lo può aiutare ad affrontare meglio le sue sfide e a ottenere ciò che desidera.

3 semplici consigli di Anna Cantagallo per sviluppare la capacità di visualizzare

1-      Utilizzare sempre più spesso le immagini mentali 

Più spesso ci eserciteremo nelle visualizzazioni, più efficacemente questa strategia funzionerà nella nostra vita.

Cerchiamo di visualizzare con frequenza i nostri desideri e i nostri progetti, dai più semplici e quotidiani ai più complessi e ambiziosi.

Un desiderio non chiaramente formulato è qualcosa di indeterminato, privo di contorni: visualizzarlo invece ci permetterà di renderlo più tangibile e "concreto".

Definire visivamente un progetto ci permetterà anche di organizzarlo in una sequenza ordinata dei passi che ci porteranno da A (la situazione attuale) a B (la meta che ci siamo prefissi).

 

In questo modo ci sottrarremmo a tutti i rischi legati all'improvvisazione ed alla fretta mentale che ne consegue.

La fretta, infatti, è distruttiva quanto la paura.

2-      Allenare l’attenzione

Creare un'immagine mentale o una visualizzazione è anche un ottima occasione per allenare l'attenzione.

Dobbiamo infatti essere concentrati e fiduciosi della nostra capacità di "vedere" ciò che vogliamo vedere, senza lasciarci distrarre dai pensieri e dalle convinzioni limitanti.

A volte infatti può capitare di voler visualizzare una data situazione, spiega Anna Cantagallo, ma che nel mentre avvenga una sorta di auto-censura da parte della nostra mente che ci dice, in vari modi, che quella cosa è irrealizzabile.

Senza accanirci contro questa voce interiore, che esprime le nostre insicurezze, spostiamo di nuovo l'attenzione a ciò che vogliamo visualizzare, con calma e senza criticarci per l'insorgere di questi pensieri.

Questo rafforzerà la nostra capacità attentiva e contemporaneamente ci aiuterà a disinstallare un po' alla volta le nostre convinzioni limitanti e a sostituirle con altre di maggior supporto.

3-      Essere positivi ma realistici

Riformulare in chiave positiva le nostre convinzioni su ciò che possiamo ottenere ci permette di attingere a tutte le nostre potenzialità e risorse, ma, come avvisa Anna Cantagallo, è sempre importante focalizzarsi su obiettivi ambiziosi ma realizzabili.

Quindi benissimo visualizzare la nostra promozione al lavoro, ma non aspettiamoci di imparare a volare con questa strategia

 

ip

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